Martedì 20 Ottobre, 2009
Dislivello di 1270 metri circa. Sviluppo totale del percorso 15,24 km. Tempo impiegato per la salita: 3 ore circa.
Il Monte Scaletta (2840 m), situato a poco più di due chilometri a sud-est dell’Oronaye, si trova sul confine tra valle Maira e Stura in superba posizione panoramica sui laghi Roburent. L’itineario di accesso si sviluppa lungo un’ardita opera sentieristica ex militare di notevole interesse ambientale.
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Sono tre giorni che il tempo tiene; succede di rado di trovare giornate così belle in autunno. Riccardo, che ha fatto con noi l’ultima gita questa primavera al Monte San Bernardo (1625 m), si è ricordato che la montagna è bella e offre degli spettacoli stupendi anche in questi periodi; mi telefona dicendomi che a tutti i costi vuole fare una camminata. Ed allora… presto accontentato! Normalmente il Monte Scaletta lo si raggiunge dal Vallone di Unerzio (Valle Maira). Noi ci mettiamo d’accordo per salire l’indomani, mercoledì 30 settembre, da Argentera. Il tempo è perfetto ed avremo la fortuna di trovare una di quelle rare giornate da manuale.
Mercoledì 30 settembre 2009. Alle 8:40 ci troviamo ad Argentera (1684 m). Posata l’auto in centro paese, di fianco alla chiesa, prendiamo immediatamente la stradina che dalla piazzetta sale sulla destra (cartelli) inerpicandosi a monte delle case; il sentiero si fa fin da subito ripido ma offre il vantaggio di far superare, in poco tempo, un buon dislivello. Passando tra sorbi, pini e qualche larice si arriva, dopo 350 metri di salita, ad un poggio erboso denominato “Tinetta” (2026 m).
Veduta del Monte Scaletta (al centro) dalla Tinetta (2026 m)
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Autunno, Stura |
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Pubblicato da cuneotrekking
Mercoledì 14 Ottobre, 2009
Dislivello di 1240 metri circa. Sviluppo totale: 13,6 km. Tempo impiegato per la salita: 2 ore e 40 minuti.
La Cima Borgonio (2930 m) è un monte poco visitato dagli escursionisti ma molto ben conosciuto da chi pratica lo sci-alpinismo. Ubicato al fondo del vallone di Pontebernardo è collocato di fronte al Passo della Lausa e accanto al Passo di Vens, che lo divide dalle omonime cime.
Accesso stradale: risalire la valle Stura fino a Pontebernardo, quindi prendere in direzione Murenz per poi tenere la sinistra verso Prati del Vallone e il Rifugio Talarico.
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Per la quarta volta di quest’anno torno a far visita allo splendido vallone di Pontebernardo. Questa volta vogliamo salire una cima poco frequentata ma eccezionale per i panorami che offre sulle svariate montagne del Vallone del Piz e su quelle verso il Colle della Maddalena. In questi ultimi giorni è venuta giù, ed a quota attorno ai 2200 metri, la prima neve. Questa cima ha una bella esposizione, quindi non dovremmo pestarne molta. Mi accompagna Valerio che ha potuto prendersi una giornata per sé.
Giovedì 24 settembre 2009. Raggiunto il vallone e posata l’auto attraversiamo la prima parte del pianoro puntando decisamente verso il rifugio della Lausa (2404 m). Non c’è ancora molta luce e il vallone è ancora in ombra. Dopo i primi tornanti, presa la deviazione a sinistra verso il rifugio, attraversiamo il boschetto di radi larici completamente tappezzato da piantine di mirtillo che stanno assumendo la splendida colorazione rossiccia autunnale.
Non appena sbordiamo nell’avvallamento pietroso superiore ritrovo, a sinistra, il sentiero che un mesetto fa mi aveva portato sul Becco Alto del Piz. Proseguiamo ora sul versante destro che sale a zig-zag verso il rifugio oramai molto vicino; in alto, sulla parte opposta del vallone, ci tiene compagnia il fragore della cascatella che scende ripida dal ghiacciaio dell’Ubac. Transitiamo ora vicini ad un’ottima sorgente che segniamo sul nostro GPS come punto d’interesse. Nei pressi del rifugio della Lausa tagliamo a sinistra e lo lasciamo per la visita al ritorno.
In vista del Rifugio della Lausa (2404 m)
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Autunno, Stura |
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Pubblicato da cuneotrekking
Lunedì 5 Ottobre, 2009
Dislivello di 831 metri circa.
I laghi di Collalunga sono ubicati al termine del vallone omonimo in una amena conca tra la Testa dell’Autaret (2763 m) e la Cima di Collalunga (2759 m). Da alcuni anni, dopo una revisione dei confini, sono di appartenenza francese, nonostante le loro acque defluiscano interamente in territorio italiano.
Per accedere ai laghi di Collalunga occorre risalire la Valle Stura fino a Pianche, dove si prende la deviazione per Bagni di Vinadio. Si continua poi lungo tutto il vallone dei Bagni fino a raggiungere San Bernolfo dove si lascia l’auto.
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17 settembre 2009. Dopo due giornate di pioggia insistente l’alba appare serena. Con Marina decidiamo di approfittarne. Già prima di Borgo San Dalmazzo, andando verso la Valle Stura, vedo la cerchia delle Alpi completamente innevata. Da un’analisi visiva sulle cime che conosco immagino che la nuova nevicata inizi da una quota variabile tra i 2300/2400 metri.
Mi viene in mente che potremmo arrivare comodamente ai laghi di Collalunga che si trovano all’incirca proprio a quella quota, e così prendiamo la direzione Vinadio – Bagni – San Bernolfo. Arriviamo al parcheggio, ancora deserto, intorno alle 9:15. Anche quassù troviamo un cielo limpidissimo e ringraziamo di aver preso questa decisione.
Dobbiamo, per prima cosa, salire al rifugio De Alexandris: attraversato il ponticello in legno alla nostra sinistra percorriamo il primo tratto di pineta in leggera discesa per poi, ad un bivio, risalire la strada sulla destra che si sviluppa con ampi tornanti fino al rifugio. Lo troviamo sulla destra qualche centinaia di metri prima del colletto del Laus (1950 m) e qui facciamo anche rifornimento d’acqua. Dal colletto scendiamo al vicino lago di San Bernolfo che a quest’ora troviamo ancora avvolto nell’ombra.
Il vallone di Collalunga
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Escursioni semplici, Estate, Stura |
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Pubblicato da cuneotrekking
Giovedì 24 Settembre, 2009
Dislivello di 1200 metri circa. Tempo impiegato per la salita: 2 ore e 10 minuti.
Il Becco Alto del Piz (2912 m) è una montagna piuttosto massiccia di quasi 3000 metri che si trova sul divisorio tra i Valloni del Piz e di Pontebernardo. E’ raggiungibile, con diverso itinerario, sia dal rifugio Zanotti (Pietraporzio) sia dal Rifugio Talarico (Vallone di Pontebernardo). Io ho scelto quest’ultimo.
Il Becco Alto del Piz visto dal rifugio Zanotti (durante l’escursione alla forcella di Schiantalà)
Veduta del Becco Alto del Piz durante la salita al Passo sottano delle Scolettas
Giovedì 20 agosto 2009. Per approfittare di questo periodo di tempo bello e relativamente sicuro scelgo una cima di quelle che ho in mente e non ho mai salito. So che il tragitto per il Becco Alto del Piz, fatto dal vallone di Pontebernardo, è in posizione poco soleggiata la mattina; credo poi che troverò ancora qualche nevaio lassù. Il buon senso mi dice quindi di non partire troppo presto per non rischiare di trovare neve troppo dura. In ogni caso aggancio allo zaino piccozza e ramponi per tranquillità.
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Estate, Stura |
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Pubblicato da cuneotrekking
Martedì 15 Settembre, 2009
Dislivello di 1350 metri circa. Sviluppo dell’intero percorso: 17,5 km.
Difficoltà: il percorso non presenta alcuna difficoltà.
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Ricevo una email da Massimo che mi comunica di avere, inaspettatamente, una giornata libera l’indomani. Telefono anche a Gelu, finalmente tornato dalla Sardegna, e in due minuti organizziamo l’escursione. Sono l’unico dei tre a non aver ancora salito l’Enciastraia e questa può essere la giornata buona.
Ci troviamo a Borgo alle 7:15 di giovedì 27 agosto 2009. Raggiungiamo insieme Argentera e posiamo l’auto al primo tornante, dopo l’abitato, lungo la strada che sale al Colle della Maddalena, nei pressi delle Grange (1769 m).
Alle 8:25 muoviamo i primi passi nel fresco vallone del Puriac. La sera prima qui deve essere piovuto perché l’erba è ancora bagnata. Ora mi dispiace un po’ di non aver portate le ghette, anche se i miei compagni d’avventura mi prendono in giro per questa mia mania di portarle anche in estate.
Saliamo sulla sinistra idrografica del torrente Puriac e dopo alcune centinaia di metri ci troviamo a passare sotto una malga, dove al nostro arrivo un asino “da guardia” lancia alcuni potenti ragli. Più avanti guadiamo il rio e ci portiamo sul lato opposto seguendo il sentiero sempre ben marcato. Arriviamo così nel punto in cui il vallone si restringe. Salendo lungo i fianchi alla sua sinistra ci portiamo su verso l’alto della gola dove il sentiero, meno evidente, diventa scosceso e franoso. Superato questo punto si entra in una zona prativa, con tanto di mucche al pascolo, di una bellezza straordinaria con magnifica visuale verso Cima delle Lose (2813 m) e la Bassa del Colombart (2461 m) a sinistra, e l’Enciastraia, sempre più evidente, a destra.
In salita sui grandi prati che precedono il Colle del Puriac
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Estate, Stura |
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Pubblicato da cuneotrekking