Escursione ai Monti Albrage – 2999 m – e Freide – 2967 m – Valle Maira

Venerdì 6 Novembre, 2009

Dislivello totale dell’escursione: 1069 m. Sviluppo: 13 km. Tempo di salita al Monte Albrage: 2 ore e 30.

I monti Albrage (2999 m) e Freide (2967 m) sono situati sulla dorsale che divide la Valle del Maurin e il Vallone di Traversiera nella parte terminale dell’alta Valle Maira non lontani dal colle di Bellino. Facili da raggiungere, offrono ottimi punti panoramici su tutte le Alpi Cozie. Le loro cime possono essere guadagnate con itinerari che partono da Chiappera oppure – lungo il vallone di Traversiera – dalla chiesetta della Madonna delle Grazie, da dove siamo partiti noi.


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I monti Albrage e Freide sono stati già oggetti di mio desiderio fin da questa primavera, allorchè con Gelu e Valerio, nel maggio di quest’anno, ero salito nel vallone Traversiera con l’intento di raggiungerli. Allora non avevamo tenuto conto che c’era ancora parecchia neve sulla strada e il pericolo di valanghe ci aveva impedito l’avvicinamento. Riuscendo però a salire fin nelle vicinanze delle grange Morletto ci eravamo fatti un’idea del posto.

Dal Colle di Rui, veduta di un tratto della Val Fissela

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Giro ad anello (e Cima) di Rocca la Meja – 2831 m – Valle Maira

Lunedì 7 Settembre, 2009

Il percorso che abbiamo compiuto presenta un dislivello in salita di 1750 m e uno sviluppo totale di 23 km. E’ un po’ più breve se non si sale su Rocca la Meja e se non si fa deviazione verso il lago Nero: 1000 metri di ascesa e 18,4 km di sviluppo totale, per circa 5 ore di cammino escluse le pause.

Rocca la Meja (2831 m) è una splendida montagna situata in Valle Maira nell’altipiano della Gardetta. La conformazione delle sue rocce (calcari, dolomie), oltre a conferirle un aspetto slanciato ed elegante, la fa assomigliare in tutto e per tutto ad una montagna delle Dolomiti.

La via più logica per percorrere l’anello inizia poco oltre il Preit (grangia Selvest, 1666 m) e passa lungo il versante meridionale di Rocca la Meja andando a toccare quattro colli, nell’ordine: Margherina (2420 m), d’Ancoccia (2533 m), del Mulo (2527 m) e della Valletta (2536 m). Da quest’ultimo colle il percorso scende nell’omonimo vallone sotto le pendici del roccioso versante nord della Meja, al fondo del quale va a ritrovare la rotabile che conclude l’anello con il ritorno alla grangia Selvest (1666 m). Il percorso è ottimamente segnalato ed è chiamato “Tour di Rocca la Meja” o “Sentiero Gino Gertosio“.


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Nota: a causa di un problema di Google Maps non possiamo mostrare l’intero percorso, ma solo la prima parte dell’anello. Ci scusiamo per l’inconveniente.

Rocca la Meja fotografata dal colle d’Ancoccia (2533 m)

L’escursione descritta mi è stata suggerita dall’amico Osvaldo C. che l’ha provata ad inizio agosto rimanendone entusiasta. Affascinato dal suo racconto ne ho parlato con Massimo e il 14 agosto 2009 ci troviamo al punto di partenza, la grangia Selvest (1666 m). Per raggiungerla si deve andare a Canosio, proseguire per il Preit, e continuare per un ulteriore chilometro e mezzo, sempre su strada asfaltata, fino ad un ponticello.

La giornata si presenta ottima: il cielo è terso e la temperatura è fresca, proprio quello che ci vuole per una lunga escursione. Passato il ponticello che scavalca il rio prendiamo la stradina che, a destra, si inoltra nella pineta di larici e ci conduce alla panoramica grangia Cülausa (1932 m), dove troviamo un gregge di pecore al pascolo.

La comoda strada finisce lasciando il posto ad un buon sentiero che, proseguendo a monte della grangia, si inoltra, sempre tra larici e rododendri, verso le propaggini ovest di Rocca la Meja. Dopo una quindicina di minuti troviamo una deviazione che porta al lago Nero ma noi proseguiamo sul nostro sentiero che, poco dopo, transita davanti ad un grande masso sul quale è collocata la lapide che ricorda la tragedia del 30 gennaio 1937 in cui perirono, sotto una valanga, 23 alpini della Brigata Dronero.
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Escursione al Monte Bodoira – 2747 m – Valle Maira

Domenica 7 Giugno, 2009

Dislivello di 1054 metri. Dislivello reale di 1161 metri (inclusi sali e scendi). Sviluppo totale: 14,16 km.

Tempo impiegato per la salita: 3 ore circa.

Il Monte Bodoira (2747 m) è situato sulla dorsale che separa la Valle Stura (all’altezza di Pietraporzio) dalla Valle Maira. Cima facile da raggiungere dall’altipiano della Gardetta è molto frequentata anche da chi pratica lo scialpinismo. Offre, per la sua elevazione, panorami estesi sull’altipiano della Gardetta e sulle Alpi a trecentosessanta gradi.


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Il giorno prima della gita mi sento con Massimo, un nostro lettore, e in breve tempo combiniamo l’escursione. Non ci eravamo mai incontrati prima dal vivo e per entrambi si tratta di una meta mai raggiunta. Sappiamo che la zona è molto panoramica e vogliamo vedere questo paesaggio prima che la neve se ne vada.

Mercoledì 27 maggio 2009. Ci troviamo a Dronero alle 5:30 di mattina; partiamo presto per goderci appieno questa giornata che le previsioni danno bella. Sono sempre più convinto che per apprezzare la montagna in tutti i suoi aspetti occorra partire di buon’ora. Ne abbiamo la prova quando, salendo verso il Preit, giungiamo in prossimità di Canosio (1323 m). Un centinaio di metri prima del paese ci imbattiamo in una famiglia di cervi: un maschio (dotato di un palco di corna straordinario), con la femmina e il piccolo che ci osservano per una ventina di secondi. Quando esco dall’auto per prendere la macchina fotografica, che ovviamente si trova nello zaino nel bagagliaio, fuggono via in un batter d’occhio.

Proseguiamo poi fino al Preit e continuiamo sulla strada asfaltata ancora per circa un chilometro, appena oltre la grangia Selvest. Alle 6:35 circa siamo di partenza a quota 1700 metri. Seguiamo la strada asfaltata che sale in direzione dell’altipiano della Gardetta. Anche qui la neve ha fatto parecchi disastri, portando e sparpagliando a valle massi e larici che ora giacciono inermi dappertutto. Prima di arrivare al Colle del Preit (2083 m) appare sulla sinistra la sagoma di Rocca la Meja (2831 m) che ci farà compagnia per gran parte della giornata.

In salita dal Preit

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Escursione con racchette da neve nella Valle Traversiera – 2200 m – Valle Maira

Mercoledì 20 Maggio, 2009

Dislivello di 615 metri circa.

Per raggiungere il Vallone di Traversiera occorre percorrere tutta la Valle Maira fino al Villar di Acceglio. Si lascia quindi la strada che prosegue verso Chiappera per prendere la diramazione asfaltata sulla destra in direzione di Lausetto. Poco dopo Colombata, a causa della neve, abbiamo dovuto lasciare la macchina, sebbene normalmente la strada prosegua su asfalto per qualche tratto, per poi diventare definitivamente sterrata fino a raggiungere, dopo un lungo percorso, il rifugio (ricovero) Carmagnola (2840 m), situato sul confine con la Valle Varaita.

Giovedì 7 maggio 2009. Gelu, Valerio ed il sottoscritto ci troviamo in macchina alle 7:00 del mattino senza ancora aver chiara la meta da raggiungere. Gelu vorrebbe andare al Monte Nebin. Io invece, dopo aver letto il resoconto di alcuni escursionisti, sarei incuriosito dai Monti Freide ed Albrage: nessuno di noi è mai stato nel Vallone Traversiera, che però dicono sia molto panoramico. Risalendo la Valle Maira ci chiariamo le idee e optiamo per questi ultimi, senza però conoscere le condizioni stradali di accesso al vallone. Ci aspettiamo che, essendo esposto a sud, la strada sia abbastanza sgombra dalla neve, per lo meno fino a quota 1900/2000 metri.

Poco dopo la borgata Colombata (1576 m) troviamo la strada sbarrata dalla neve. Peccato: siamo un po’ troppo distanti dal vero punto di partenza del percorso che avevamo intenzione di fare. Immaginavamo almeno di poter raggiungere il pianoro dove è ubicata la cappella della Madonna delle Grazie (1994 m).

Oramai siamo qui: indietro non torniamo e decidiamo di procedere anche senza una meta definita, in modo da conoscere un po’ meglio questo vallone. Per la prima volta di quest’anno ci accingeremo a fare un percorso misto, nel senso che non troveremo solo neve ma anche qualche tratto erboso.

Arrivati nei pressi di un ponte lo lasciamo alla nostra destra per continuare la marcia sulla strada innevata alla sinistra del Rio Mollasco. D’ora in poi seguiremo la strada che si inoltra nello stretto vallone e che, più avanti, salirà di quota con alcuni stretti tornanti passando in mezzo ad una pineta ben innevata arrivando così alle Grange Merletto.

Percorso misto su strada…

…e su neve

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Escursione con racchette da neve alla Punta Sibolet – 2582 m – Valle Maira

Giovedì 26 Marzo, 2009

Dislivello di circa 1080 metri.

La Punta Sibolet (2582 m) è situata sullo spartiacque tra la Valle Grana e la Valle Maira. Può essere raggiunta partendo dal vallone di Marmora, come abbiamo fatto noi, o dal Santuario di San Magno.

Per raggiungere la borgata Tolosano (1502 m), punto di partenza di questa escursione, occorre recarsi a Dronero, seguire la strada della Valle Maira fino alla centrale di Ponte Marmora, e prendere la deviazione per Canosio. Salire successivamente a sinistra verso Marmora, e seguire le direzioni per il Colle d’Esischie o Tolosano.

Mercoledì 18 marzo 2009. La nostra intenzione, presa velocemente in auto scartando altre mete considerate pericolose per il possibile distacco di slavine, è raggiungere Punta la Piovosa (2601 m). Ieri sera ero stato contattato da Gelu che pensava di salire a Sant’Anna di Vinadio. Essendo tutto così improvvisato partiamo senza cartine e con poche o nulle informazioni del posto che, tra l’altro, non abbiamo mai frequentato prima d’ora; abbiamo solo un’idea indicativa della zona. Al momento opportuno, complice la neve, non individueremo un bivio che ci avrebbe dovuto portare nella direzione giusta, così ci dirigeremo verso Punta Sibolet (2582 m).

Lasciamo l’auto presso la Borgata di Tolosano (1502 m), dove la strada è bloccata per neve. La giornata si presenta ottima e senza nuvole. Salendo su per il prato, a sinistra delle prime case, incontriamo la traccia della strada che va nella direzione del Colle di Esischie. Non calziamo subito le ciastre perché sciatori e ciastristi venuti prima di noi hanno battuto e assestato ampiamente il tracciato. Seguiamo in toto la strada che con leggera pendenza sale sulla destra orografica del vallone e che, poco oltre, si addentra tra i larici.

Il Monviso compare sullo sfondo

La strada verso il Colle d’Esischie

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