Escursione alla Testa del Malinvern – 2939 m – Valle Gesso

Martedì 29 Settembre, 2009

Dislivello di 1554 metri.

Grado alpinistico di difficolta’: Facile. Sviluppo totale del percorso: 22,7 km. Tempo impiegato per la salita: 3 ore e mezza.

La Testa del Malinvern è una montagna di quasi 3000 metri posta sul confine italo/francese, raggiungibile dal Vallone di Riofreddo (Valle Stura), da Isola 2000 (Tinée) o dalle Terme di Valdieri (Valle Gesso). Per motivi logistici scelgo di partire da quest’ultima località.


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Oggi ho una giornata libera. Anzi, mi sono preso una giornata di libertà, anche se è il mio anniversario di matrimonio. Dovrei passare la giornata in compagnia di mia moglie e portarla fuori la sera per una buona cenetta, magari a lume di candela… Poi penso che il miglior modo per festeggiare la ricorrenza sarebbe di trovarci, noi due (alle 11:00, ora fatidica), su questa cima di quasi tremila metri; mia moglie declina l’invito a data da destinarsi ed allora che fare? Da buon marito (!) non mi resta che fare il sacrificio di andarci da solo.

Venerdì 11 settembre 2009 alle 7:15. Dal parcheggio delle Terme di Valdieri sono pronto ad intraprendere questa gita: sul Malinvern sono salito altre tre volte ma il percorso mi piace troppo, in particolar modo la parte che costeggia i laghi di Valscura, e ci ritorno ogni volta volentieri.

La prima parte dell’itinerario mi conduce al piano del Valasco. Quest’anno non sono ancora salito  da queste parti. Rimango colpito dal fatto che le nevicate dell’ultimo inverno hanno modificato parecchio la morfologia del territorio, rendendolo irriconoscibile in più punti, in particolar modo nelle ultime centinaia di metri che precedono il pianoro, dove, per intenderci, si prende la deviazione verso il Colle di Valmiana (2922 m). Questa parte e la valle laterale che sale verso Valmiana ha cambiato totalmente il suo aspetto originale: dove prima c’era un bellissimo boschetto di larici e tanta ombra, ora non c’è più nulla. Certamente ci vorranno parecchi anni prima che la natura abbia di nuovo il sopravvento e ripristini le cose allo stato originale.

Dal pianoro del Valasco proseguo lungo la strada che sale a destra dell’ex Casa Reale (ora rifugio) e conduce alla cascata superiore che si supera su un ponticello in legno. La stradina continua verso destra lasciando, a sinistra, il sentiero che sale nella Val Morta e supera, su un secondo ponticello, il rio che proviene dal vallone del Prefouns.

Dopo aver superato parecchi tornanti passo vicino ad un grande larice (1996 m) da dove trae origine (palina) il sentiero che, a sinistra, sale al rifugio Questa (2388 m) e al bellissimo lago delle Portette. Proseguo invece a destra sul sentiero verso i laghi di Valscura e vado a superare poco oltre un rio alimentato da una cascatella d’acqua proveniente dal soprastante lago del Claus.

Più avanti abbandono la strada militare per prendere verso sinistra una comodissima scorciatoia che mi permette di evitare un lungo e inutile tragitto. Entro così nella strettoia superiore caratterizzata da una conformazione di rocce rosse ferruginose che prelude l’ingresso nella valle appartata dove sono ben nascosti i laghi di Valscura. Ancora prima di arrivare sul pianoro passo nei pressi di alcune casermette militari oramai diroccate e pericolanti.

L’arrivo nella conca dei laghi di Valscura

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Escursione alla Cima Est del Monte Matto – 3088 m – Valle Gesso

Lunedì 17 Agosto, 2009

Dislivello della sola ascesa: 2258 m (compreso un tratto di risalita per errore di percorso). Sviluppo totale: 30,86 km.

Tempo impiegato: 5 ore per la sola salita e 4 ore per la discesa.

Il Monte Matto è una cima importante e, per la notevole altezza, molto ben visibile da Cuneo e dalla sua pianura. Il suo massiccio è composto da quattro punte: Cima Est (3088 m), Cima Centrale (3097 m), Cima Bobba (3079 m) e Cima Verani (3020 m), ed è ubicato sulla sinistra orografica del Gesso della Valletta in posizione frontale rispetto all’Argentera. La salita non pone difficoltà alpinistiche ma va affrontata in condizioni di tempo e visibilità buoni; per la lunghezza e il dislivello è consigliata solo ad escursionisti ben allenati.


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Nota: a causa di un problema di Google Maps non possiamo mostrare l’intero percorso, ma solo la prima parte dell’anello. Ci scusiamo per l’inconveniente.

Era da molto tempo che desideravo fare questa escursione in giornata, ma non avevo ancora trovato il coraggio di mettermi alla prova, dato il notevole dislivello (più di 2200 metri) e lunghezza del tragitto da affrontare (più di 30 km). La spinta me l’ha data l’amico Massimo (alias Massimo66) che sabato 1 agosto 2009 l’ha provata; appena me l’ha comunicato ne sono rimasto immediatamente contagiato e, alla prima giornata libera, tre giorni dopo, mi sono deciso a partire. Il tragitto da me effettuato parte da Sant’Anna di Valdieri (978 m), sale fino ai 3088 m della Cima Est e ritorna, in giornata, a Sant’Anna di Valdieri.

Martedì 4 agosto 2009 verso le 5:45 lascio l’auto nel parcheggio sotto i pini in cima all’abitato e mi incammino tutto solo, perché gli amici lavorano o sono in ferie, nel lungo vallone di Meris. Con passo buono ma non deciso, vista la lunghezza del percorso, risalgo i primi boschi di faggi. Passando nelle vicinanze di alcuni valloni laterali è ancora ben visibile, e lo sarà per lungo tempo, il disastro delle nevicate di quest’anno.

Tratto di sentiero dissestato fotografato al ritorno

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Lu Viol di Tait – Valle Gesso

Giovedì 6 Novembre, 2008

Dislivello di circa 200 metri.

Difficoltà: il percorso non presenta alcuna difficoltà e può essere affrontato con normali scarpe da trekking; anche altitudine e dislivello sono abbastanza contenuti. Tempo di percorrenza: indicativamente 2 ore per l’intero anello.

Questo giro ad anello va a toccare in sequenza: Sant’Anna di Valdieri (1011 m), Tetti Bartola (1054 m), Tetti Bariau (1190 m) e nuovamente Sant’Anna di Valdieri. Il nome occitano “lu viol di tait” significa, letteralmente, “la via dei tetti” proprio perché attraversa le vecchie borgate Bartola e Bariau un tempo abitate ma ormai ridotte a ruderi. Per iniziare il percorso si può lasciare l’auto lungo la strada che attraversa Sant’Anna di Valdieri, o nell’ampio piazzale a valle del paese.

Panorama verso il fondo valle

Dopo il Sentiero dei Ciclamini continuiamo con la pubblicazione di “escursioni semplici“, descritte usando uno stile volutamente essenziale e conciso. Ci poniamo anche in questo caso l’ambizioso obiettivo di fornire al lettore tutte le informazioni necessarie per aiutarlo nella scelta e nello svolgimento dell’escursione, senza però annoiarlo con particolari che avrà il piacere di scoprire sul posto.

E’ doveroso premettere che “Lu Viol di Tait” è didatticamente interessante, perché permette a chi lo percorre di fare un viaggio nella storia delle nostre terre facendogli riscoprire come, anche solo fino a pochi decenni fa, si viveva grazie allo sfruttamento delle risorse della montagna. In questa descrizione, però, ci limiteremo all’aspetto escursionistico, lasciando al lettore il piacere di riscoprire il passato leggendo i numerosi pannelli informativi posti lungo il percorso. (Per chi non resistesse alla tentazione consigliamo la dettagliata descrizione riportata sull’ottimo sito Alpi Cuneesi.)

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Escursione alla Cima di Nasta – 3108 m – Valle Gesso

Domenica 21 Settembre, 2008

Dislivello di 1358 metri.

Difficoltà: dopo il Rifugio Remondino (2465 m) il percorso si svolge quasi esclusivamente su pietraia e, a causa della mancanza di un vero e proprio sentiero, è adatto ad escursionisti esperti. Dal Colletto della Forchetta richiede anche un po’ di esperienza per alcuni passaggi alpinistici (I°/II°-). Tempo impiegato per la salita: 3 ore circa.

La Nasta è una cima importante. Salendo verso il Rifugio Remondino è quella imponente montagna che gli sta alle spalle. Posta a confine tra il Vallone del Gesso della Valletta e la Valle della Rovina contorna a sud il Massiccio dell’Argentera. Sul sito della provincia di Cuneo si trova una mappa del percorso.

Con Valerio lasciamo la macchina alle 8:30 di sabato 30 agosto 2008 alla partenza del Piano della Casa del Re (1750 metri circa). La prima parte del tragitto, fino al lago di Nasta (2809 m), è analoga a quella già descritta nell’escursione al Baus (3072 m).

Dal lago, per attaccare la parete abbiamo due alternative: la prima si presenta ben visibile da questo punto di osservazione e consiste nel risalire direttamente la pietraia per portarsi alla base della parete sud e attaccare la fenditura che porta, con qualche strozzatura, dritti verso la punta centrale della Nasta; la seconda, forse leggermente più facile, consiste invece nell’aggirare il lago sulla sinistra per poi risalire il canalone ben visibile a destra della parete, per portarci in cima al Colletto della Forchetta (3005 m). Noi preferiamo quest’ultima.

La cima di Nasta vista dal lago omonimo

La salita lungo il canalone prima del colletto della Forchetta

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Escursione alla Cima Ghigliè – 2998 m – Valle Gesso

Giovedì 10 Luglio, 2008

Dislivello di 1233 metri.

La cima Ghiliè si trova a confine della Valle Gesso della Valletta e la Valle dell’Alto Boréon (Val Vésubie). Offre un panorama eccezionale sul massiccio dell’Argentera. Per i suoi pendii innevati fino a tarda stagione è una delle mete classiche per chi pratica lo sci-alpinismo.

Il venerdì 4 luglio 2008, alle 6:30 di mattina, mi trovo tutto solo alla partenza dal Piano della Casa del Re per una escursione che mi ripropongo di fare da tempo. La giornata è bella, ma il fresco si fa sentire.
Il percorso di inizio è quello che va in direzione del Rifugio Remondino. Si inizia con un tratto in piano per poi inoltrarsi sulla destra idrografica del torrentello che proviene dall’incassato Vallone Balma Ghigliè. Il sentiero, mantenendosi sulla parte sinistra del Vallone di Assedras, passa poi in un boschetto di larici. Verso quota 2045 metri, usciti allo scoperto su prati verdeggianti, si passa su un ponticello in legno.

Dopo alcuni tornanti la strada si biforca (palina). Lascio a sinistra il sentiero per il Rifugio Remondino, e seguo, a destra, quello per il Colle Mercantour. Questo comincia ad inerpicarsi in una stretta gola con ripidi tornantini tra rododendri e radi larici.

Senza quasi accorgermene in poco tempo salgo molto di quota e sbuco su un verde ripiano. Qui il paesaggio cambia: da impervio diventa dolce e piacevole.

Dopo poco attraverso un rio proveniente dalla Valle di Nasta che precipita, verso il fondovalle, in una gola strettissima. Il sentiero continua il suo percorso semi-pianeggiante passando vicino ad alcuni resti di un gias. Oltre, con alcuni saliscendi, costeggia a sinistra una base rocciosa. Più avanti, perdendo un po’ di quota, si guada un altro rio, poi si risale il costone di fronte con alcuni zig-zag che portano decisamente nell’alto vallone di Balma-Ghigliè. Ora, i fiori e il verde lasciano il posto ad un paesaggio di neve e rocce: oggi servono i ramponi perché la neve è durissima.

Mancando ora ogni riferimento di sentiero, mi dirigo a vista verso la sinistra del Roccione Ghigliè, dove si trova il Colle Ghigliè (2639 m), chiamato anche “Colle Est del Mercantour”, sul quale giungo all’incirca alle 8:30.

Dal Colle di Ghigliè verso Bresses e Tablasses

Dal Colle Ghigliè verso la valle dell’Alto Borèon

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