Lunedì 15 Giugno, 2009
Dislivello di 1404 metri.
Il percorso non presenta particolari difficoltà. Tempo impiegato per la salita: 2 ore e 20 minuti andando di buon passo (in condizioni normali prevedere una mezz’oretta in più).
Il Bric Costa Rossa (2404 m) è la cima più alta del Monte Bisalta ed è visibile da tutta la provincia Granda. Posto a confine tra numerose vallate, è raggiungibile da Boves, Peveragno, Pradeboni, Chiusa Pesio, Vernante, Robilante o Limone.
In questa gita descrivo il percorso che ho fatto partendo da Boves. Per raggiungere il punto di partenza, “il Büscajè”, occorre superare le frazioni Castellar e San Giacomo e proseguire lungo la strada che costeggia il torrente Colla. Dopo qualche chilometro la strada diventa sterrata e continua per terminare in un piccolo parcheggio posto a circa 1000 metri di quota.
Giovedì 4 giugno 2009. Mi trovo alla partenza del Büscajè alle 6 del mattino. La giornata promette bene e, nonostante l’ora, la temperatura è abbastanza mite. Ho caricato nello zaino anche i ramponi, ma non li utilizzerò.
Seguo il sentiero che prosegue sulla destra del torrente Colla e che dopo circa 400 metri si stacca dal torrente e inizia a salire sulla destra verso il limitare del bosco. Nei pressi di una traballante palina inforco una decisa rampa che va a sparire nel bosco di faggi.
Alcuni ripidi tornantini fanno guadagnare rapidamente quota. Per non perdere di vista il sentiero occorre seguire le tacche che in alcuni punti sono rosse, in altri gialle. Questo tratto è abbastanza sostenuto e si svolge quasi interamente nella faggeta.
Dopo una quarantina di minuti arrivo alla conca dove è stato recentemente costruito il rifugio Ceresole 1550 m (per le chiavi rivolgersi al negozio di Castellar). Un’ottima fontana fresca nei suoi pressi offre sollievo.
Il nuovo rifugio Ceresole (1550 m)
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Domenica 7 Giugno, 2009
Dislivello di 1054 metri. Dislivello reale di 1161 metri (inclusi sali e scendi). Sviluppo totale: 14,16 km.
Tempo impiegato per la salita: 3 ore circa.
Il Monte Bodoira (2747 m) è situato sulla dorsale che separa la Valle Stura (all’altezza di Pietraporzio) dalla Valle Maira. Cima facile da raggiungere dall’altipiano della Gardetta è molto frequentata anche da chi pratica lo scialpinismo. Offre, per la sua elevazione, panorami estesi sull’altipiano della Gardetta e sulle Alpi a trecentosessanta gradi.
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Il giorno prima della gita mi sento con Massimo, un nostro lettore, e in breve tempo combiniamo l’escursione. Non ci eravamo mai incontrati prima dal vivo e per entrambi si tratta di una meta mai raggiunta. Sappiamo che la zona è molto panoramica e vogliamo vedere questo paesaggio prima che la neve se ne vada.
Mercoledì 27 maggio 2009. Ci troviamo a Dronero alle 5:30 di mattina; partiamo presto per goderci appieno questa giornata che le previsioni danno bella. Sono sempre più convinto che per apprezzare la montagna in tutti i suoi aspetti occorra partire di buon’ora. Ne abbiamo la prova quando, salendo verso il Preit, giungiamo in prossimità di Canosio (1323 m). Un centinaio di metri prima del paese ci imbattiamo in una famiglia di cervi: un maschio (dotato di un palco di corna straordinario), con la femmina e il piccolo che ci osservano per una ventina di secondi. Quando esco dall’auto per prendere la macchina fotografica, che ovviamente si trova nello zaino nel bagagliaio, fuggono via in un batter d’occhio.
Proseguiamo poi fino al Preit e continuiamo sulla strada asfaltata ancora per circa un chilometro, appena oltre la grangia Selvest. Alle 6:35 circa siamo di partenza a quota 1700 metri. Seguiamo la strada asfaltata che sale in direzione dell’altipiano della Gardetta. Anche qui la neve ha fatto parecchi disastri, portando e sparpagliando a valle massi e larici che ora giacciono inermi dappertutto. Prima di arrivare al Colle del Preit (2083 m) appare sulla sinistra la sagoma di Rocca la Meja (2831 m) che ci farà compagnia per gran parte della giornata.
In salita dal Preit
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Pubblicato da cuneotrekking
Martedì 26 Maggio, 2009
Nota: in questa descrizione riportiamo molte interessanti statistiche calcolate utilizzando un GPS Garmin eTrex Vista HCx, che è abbastanza differente dal Garmin Forerunner 405 di cui avevamo parlato nell’articolo L’uso di un GPS durante le escursioni. Per maggiori informazioni vi rimandiamo alla pagina in cui l’abbiamo recensito.
Dislivello di 862 metri. Dislivello reale di 1022 metri (inclusi sali e scendi). Sviluppo totale: 12,55 km.
Tempo effettivo impiegato per la salita, escluse le pause: 1 ora e 48 minuti.
Il monte Vanclava (2874 m) è posto a confine tra la Valle Maira e la valle dell’Ubayette. E’ situato a ridosso del Monte Oronaye (3100 m) in posizione panoramica tra i Monti Feuillas (2867 m) e Scaletta (2840 m). E’ anche raggiungibile, con percorso diverso, da Chialvetta (Valle Maira).
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Quando ero salito al Passo della Gardetta (2437 m), guardandomi alle spalle avevo intravisto, alla destra del Monte Scaletta e vicinissima all’Oronaye, una bella punta che ho poi localizzato come Monte Vanclava.
Monte Vanclava visto dal Passo della Gardetta
La curiosità mi ha spinto ad arrampicarmi fin lassù per vedere il paesaggio da un’angolatura diversa. Approfittando del bel tempo, martedì 19 maggio mi metto in viaggio verso il Colle della Maddalena con Valerio che all’ultimo momento è riuscito a prendere un giorno di ferie.
Oltrepassato il valico ed entrati nel dipartimento francese Alpes de Haute Provence lasciamo l’auto in un piccolo spiazzo sulla destra (1948 m) dove parte il percorso. Il sentiero da seguire è quello che porta verso i laghi Roburent (2436 m); sentiero che, dopo qualche centinaio di metri, si perde tra la neve. In ogni caso bisogna seguire l’insenatura sulla destra idrografica del torrente fino a raggiungere il Vallone dell’Oronaye. Poco prima si attraversa il torrente verso destra, su neve portante, per tagliare e portarsi in direzione del Colle di Roburent.
Scorciatoia verso il Vallone dell’Oronaye
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Pubblicato da cuneotrekking
Mercoledì 20 Maggio, 2009
Dislivello di 615 metri circa.
Per raggiungere il Vallone di Traversiera occorre percorrere tutta la Valle Maira fino al Villar di Acceglio. Si lascia quindi la strada che prosegue verso Chiappera per prendere la diramazione asfaltata sulla destra in direzione di Lausetto. Poco dopo Colombata, a causa della neve, abbiamo dovuto lasciare la macchina, sebbene normalmente la strada prosegua su asfalto per qualche tratto, per poi diventare definitivamente sterrata fino a raggiungere, dopo un lungo percorso, il rifugio (ricovero) Carmagnola (2840 m), situato sul confine con la Valle Varaita.
Giovedì 7 maggio 2009. Gelu, Valerio ed il sottoscritto ci troviamo in macchina alle 7:00 del mattino senza ancora aver chiara la meta da raggiungere. Gelu vorrebbe andare al Monte Nebin. Io invece, dopo aver letto il resoconto di alcuni escursionisti, sarei incuriosito dai Monti Freide ed Albrage: nessuno di noi è mai stato nel Vallone Traversiera, che però dicono sia molto panoramico. Risalendo la Valle Maira ci chiariamo le idee e optiamo per questi ultimi, senza però conoscere le condizioni stradali di accesso al vallone. Ci aspettiamo che, essendo esposto a sud, la strada sia abbastanza sgombra dalla neve, per lo meno fino a quota 1900/2000 metri.
Poco dopo la borgata Colombata (1576 m) troviamo la strada sbarrata dalla neve. Peccato: siamo un po’ troppo distanti dal vero punto di partenza del percorso che avevamo intenzione di fare. Immaginavamo almeno di poter raggiungere il pianoro dove è ubicata la cappella della Madonna delle Grazie (1994 m).
Oramai siamo qui: indietro non torniamo e decidiamo di procedere anche senza una meta definita, in modo da conoscere un po’ meglio questo vallone. Per la prima volta di quest’anno ci accingeremo a fare un percorso misto, nel senso che non troveremo solo neve ma anche qualche tratto erboso.
Arrivati nei pressi di un ponte lo lasciamo alla nostra destra per continuare la marcia sulla strada innevata alla sinistra del Rio Mollasco. D’ora in poi seguiremo la strada che si inoltra nello stretto vallone e che, più avanti, salirà di quota con alcuni stretti tornanti passando in mezzo ad una pineta ben innevata arrivando così alle Grange Merletto.
Percorso misto su strada…
…e su neve
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Pubblicato da cuneotrekking
Giovedì 7 Maggio, 2009
Dislivello di 410 m (+87 metri per cambio percorso).
La Cima Crosetta è situata alle spalle del Santuario di San Magno al termine della zona prativa, sul displuvio che confina con la Comba di Narbona.
30 aprile 2009. Partiamo con l’intenzione di salire la Cima di Test, vicino al Colle Fauniera. Siamo in tre: Gelu, Valerio ed il sottoscritto, curiosi di andare lassù per verificare lo stato del manto nevoso. Le precipitazioni dei giorni scorsi sono state sicuramente nevose oltre una certa quota, ma non abbiamo altro riferimento se non quello a vista sulle montagne del cuneese.
Arriviamo a Castelmagno salendo la valle Grana totalmente sgombra di neve. Quassù invece le cose cominciano ad essere ben diverse. La neve degli ultimi giorni si è accumulata a quella precedente ed ora attorno a noi il panorama è invernale. Parcheggiamo nel piccolo spazio al termine della strada. Fin da subito notiamo tante slavine probabilmente precipitate ieri.
Sulla strada per il Colle Fauniera
Percorriamo la strada innevata che porta al colle Fauniera per andare a vedere più avanti come si presenta la situazione. Fin dai primi tratti dobbiamo superare alcune slavine a blocchi che scendendo sulla strada hanno scaricato la loro potenza nel vallone sottostante. Su queste pendenze trasversali, con le ciastre (calzate fin dalla partenza) si fatica molto. Proseguiamo per oltre un chilometro fino ad una strettoia; quando vediamo che sul costone alla nostra destra c’è ancora tanta neve in bilico che deve ancora scendere decidiamo di cambiare meta. La via è per il momento impraticabile e, con pericolo 4 di valanghe, non è il caso di rischiare.
Su una slavina al ritorno
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Pubblicato da cuneotrekking