Giovedì 26 Marzo, 2009
Dislivello di circa 1080 metri.
La Punta Sibolet (2582 m) è situata sullo spartiacque tra la Valle Grana e la Valle Maira. Può essere raggiunta partendo dal vallone di Marmora, come abbiamo fatto noi, o dal Santuario di San Magno.
Per raggiungere la borgata Tolosano (1502 m), punto di partenza di questa escursione, occorre recarsi a Dronero, seguire la strada della Valle Maira fino alla centrale di Ponte Marmora, e prendere la deviazione per Canosio. Salire successivamente a sinistra verso Marmora, e seguire le direzioni per il Colle d’Esischie o Tolosano.
Mercoledì 18 marzo 2009. La nostra intenzione, presa velocemente in auto scartando altre mete considerate pericolose per il possibile distacco di slavine, è raggiungere Punta la Piovosa (2601 m). Ieri sera ero stato contattato da Gelu che pensava di salire a Sant’Anna di Vinadio. Essendo tutto così improvvisato partiamo senza cartine e con poche o nulle informazioni del posto che, tra l’altro, non abbiamo mai frequentato prima d’ora; abbiamo solo un’idea indicativa della zona. Al momento opportuno, complice la neve, non individueremo un bivio che ci avrebbe dovuto portare nella direzione giusta, così ci dirigeremo verso Punta Sibolet (2582 m).
Lasciamo l’auto presso la Borgata di Tolosano (1502 m), dove la strada è bloccata per neve. La giornata si presenta ottima e senza nuvole. Salendo su per il prato, a sinistra delle prime case, incontriamo la traccia della strada che va nella direzione del Colle di Esischie. Non calziamo subito le ciastre perché sciatori e ciastristi venuti prima di noi hanno battuto e assestato ampiamente il tracciato. Seguiamo in toto la strada che con leggera pendenza sale sulla destra orografica del vallone e che, poco oltre, si addentra tra i larici.

Il Monviso compare sullo sfondo

La strada verso il Colle d’Esischie
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Giovedì 12 Marzo, 2009
Dislivello di circa 600 metri.
Escursione semplice, ma di grande impatto. Tempo impiegato per la salita: 1 ora e mezza/2 ore.
Il Monte Roccerè (1829 m), con il Monte San Bernardo (1625 m), il Monte Santa Margherita (1679 m) e il Monte della Ciabra (1823 m), fa parte della dorsale che ha inizio dalla piana del Villar San Costanzo e, innalzandosi sempre più, prosegue fino al Pelvo d’Elva (3064 m) dividendo la Valle Maira dalla Valle Varaita.
L’escursione comincia dal parcheggio accanto alla chiesa di Sant’Anna di Roccabruna (1252 m). Per raggiungerlo occorre superare Dronero, percorrere il primo tratto del viale verso la Valle Maira e svoltare a destra per Roccabruna. Dopo una rotonda svoltare a sinistra, seguire la direzione “Borgata Centro” e, al bivio successivo (segnalato), tenere la sinistra.
Abbiamo l’onore di presentare una delle rarissime gite di Cuneotrekking a cui Elio non ha partecipato. A lui spetta comunque il merito di averla suggerita: l’idea di venire in questa zona è nata dopo la bella gita al monte San Bernardo (1625 m), e grazie alla descrizione della salita al monte Cornet (1939 m) pubblicata da Gianni Abbà su “La Guida”.
L’escursione è stata compiuta domenica 15 febbraio da Noemi e me (Vale). Le ciastre si sono dimostrate indispensabili fin da subito. Durante tutto il percorso non abbiamo incontrato alcuna sorgente; non a prima vista, almeno, dal momento che avendo portato l’acqua da casa non le abbiamo esplicitamente cercate.
La prima parte della gita, fino al colle della Ciabra (1823 m), si svolge quasi completamente all’ombra, in un bosco. Dato che la zona è abbastanza frequentata troviamo il sentiero sempre ben battuto e facilmente individuabile, anche se spesso occorre superare alberi crollati a causa delle abbondanti nevicate dei mesi scorsi. Sebbene questo tratto non sia particolarmente bello (tant’è che non abbiamo scattato fotografie) non bisogna farsi scoraggiare, perché all’arrivo sul colle della Ciabra (1712 m) il panorama si amplia notevolmente.

Il Monte Roccerè (1829 m) visto dal colle della Ciabra (1712 m)
Panorama verso le montagne sull’altro versante della valle Maira
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Lunedì 2 Marzo, 2009
Dislivello di 1075 metri, compresa la risalita dal rifugio Gardetta al passo.
Il passo della Gardetta è posto a confine tra il vallone di Unerzio e l’altopiano della Gardetta. In questa zona ancora oggi si possono trovare numerose opere e fortificazioni militari costruite all’inizio del secolo scorso per la difesa del territorio.
Appena una settimana dopo l’escursione al monte Estelletta (2316 m) ritorniamo nel vallone di Unerzio per raggiungere il passo della Gardetta e l’omonimo rifugio. Abbiamo scelto di venire oggi, mercoledì 25 febbraio 2009, perché era previsto tempo bello, ma quando ci avviciniamo a Cuneo comincia a cadere qualche goccia sul parabrezza della nostra auto. Ciononostante rimaniamo fiduciosi e percorriamo tutta la valle Maira fino a Chialvetta (1494 m). Il tempo, anche qui, non è migliore, ma oramai ci siamo e, mal che vada, torneremo indietro. Condivido questa escursione con gli amici Gelu e Gianni.
Al parcheggio, mentre ci prepariamo, troviamo due simpatiche signore tedesche che fanno parte di un gruppo di una decina di persone e hanno voglia di chiacchierare. Alloggiano in una locanda del posto e stanno facendo una vacanza in questa valle. Sono entusiaste dell’accoglienza avuta e della bellezza del luogo, e apprezzano in particolare il fatto che qui sia rimasto ancora tutto naturale come una volta. Oggigiorno, ci dicono, è difficile trovare posti così genuini, lontani dal chiasso del turismo di massa. Il prossimo anno, ribadiscono, torneremo certamente di nuovo da queste parti.
Soddisfatti per questi apprezzamenti che ci riempiono d’orgoglio, iniziamo l’escursione verso le 8:45 portandoci sulla stradina che passa sotto la Parrocchiale di Chialvetta. Come per la gita del monte Estelletta risaliamo, per tracce, il vallone di Unerzio attraversando le borgate di Pratorotondo (1639 m) e Viviere (1713 m), andando poi a recuperare la strada che ritroviamo oltre un lariceto. Al secondo tornante (numerosi cartelli indicatori) giriamo a sinistra, sempre su pista ottimamente battuta.

Tratto verso Prato Ciorliero
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Martedì 24 Febbraio, 2009
Dislivello di 820 metri.
Il Monte Estelletta è situato su una diramazione montuosa che si sviluppa dalla base del Monte Freid (2750 m), si protrae sul vicino Monte Midia (2341 m) e piomba su Acceglio (1200 m). La sua vetta è battuta da molti sci alpinisti che salgono per godersi il panorama verso la valle del Maurin (Chiappera) e gran parte delle vette dell’alta Valle Maira.
Da Dronero, per raggiungere la borgata di Chialvetta (1494 m), punto di partenza di questa escursione, occorre risalire la Valle Maira fino ad Acceglio. Alle porte del paese, poco oltre il cimitero, svoltare a sinistra e risalire il vallone Unerzio fino a Chialvetta. (La vetta è raggiungibile, con altro percorso, anche da Ponte Maira.)
Da qualche giorno Gelu cercava di convincermi ad andare nel Vallone di Unerzio. Sapeva anche che non avrebbe dovuto insistere troppo. Non frequentando più questa zona da qualche anno avevo dimenticato quanto fosse bella e gli sono grato per avermelo ricordato. Pratorotondo è anche la patria dell’amico e collega Bruno Rosano, autore di pregevoli libri fotografici e di sci alpinismo, come “Chappuei en Val Maira” e “Charamaio en Val Maira” (editore Bruno Rosano).
E’ con un po’ di timore reverenziale nei suoi confronti che ci apprestiamo ad iniziare, giovedì 19 febbraio 2009, questa camminata. Verso le 9:15 siamo di partenza dal parcheggio antistante l’abitato di Chialvetta (1494 m). Il termometro segna –8°.
Entrati nella borgata risaliamo la stradina che passando tra le case costeggia la parrocchiale. Al termine del paese calziamo le ciastre ed iniziamo a risalire il vallone con percorso battuto soprattutto da sci alpinisti che hanno lasciato parecchie tracce. Dopo circa 400 metri la nostra pista transita nelle vicinanze di un ponte che lasciamo sulla sinistra mentre noi proseguiamo attraversando alcuni prati e boschetti fino a raggiungere le prime baite di Pratorotondo (1639 m).

Arrivo a Pratorotondo (1639 m)
Pratorotondo è una graziosa borgata di una quindicina di case e una cappella. La superiamo sulla destra, dirigendoci verso un secondo nucleo di case, denominato Viviere (1713 m), posto in anch’esso bella posizione panoramica. Superato anche Viviere attraversiamo un boschetto di larici fino ad incrociare la rotabile che sale verso Prato Ciorliero. Dopo qualche centinaio di metri, in un tornante, ci troviamo al bivio (1829 m) per il Colle di Ciarbonet. Numerosi itinerari (cartelli segnaletici) proseguirebbero verso sinistra. Prendendo invece a destra seguiamo la strada che sale verso le graziose grange Mazzegliera (1865 m).

Verso le grange Mazzegliera
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Mercoledì 18 Febbraio, 2009
Dislivello di 620 metri circa.
L’itinerario inizia dalla bella frazione Rosbella di Boves (1000 m). Con uno sviluppo completo di circa quattordici chilometri e un dislivello di 620 metri raggiunge il passo di Ceresole dove incrocia il sentiero della via normale che dal Buscaié (San Giacomo di Boves) conduce al Bric Costa Rossa (2404 m).
La rotta segue, a grandi linee, la cresta che divide la valle Colla dalla valle Vermenagna, ed offre all’escursionista il miglior panorama sulla Bisalta e ottimi scorci su gran parte dell’arco alpino da Rocca dell’Abisso (2755 m) al Monviso (3841 m).
Per raggiungere Rosbella occorre, da Madonna dei Boschi di Boves, seguire i cartelli per San Giacomo. Dopo circa un chilometro si lascia, a sinistra, il ponte sul torrente Colla e si continua a seguire la strada (via Merlat) che costeggia le colline. Proseguendo per altri due chilometri ci si imbatte, ancora a sinistra, in un secondo ponte. Si continua ancora dritto oltrepassando una borgata. Dopo altri 250 metri si svolta a destra in Via Peroca (un cartello poco visibile indica anche Rosbella) e in pochi minuti si raggiunge la base di partenza ai piedi dell’abitato.
Per influenze o impegni di lavoro, giovedì 12 febbraio 2009 non trovo nessun compagno disposto a condividere con me questa escursione. La giornata è bella e la temperatura rigida.
Lasciata la macchina poco dopo le 8:00 nel parcheggio antistante Rosbella, seguo immediatamente, a destra, la strada che in leggera salita passa nella pineta a fianco di alcune case. In fondo al lungo rettilineo iniziale, un tornante verso sinistra mi fa salire di quota andando a costeggiare, poco oltre, alcune palazzine edificate negli anni ’70 sulla dorsale che va in direzione del prato del Soglio.
La strada prosegue per un bel tratto all’aperto e più avanti si addentra in una pineta al termine della quale si tralascia, a sinistra, un viottolo che conduce ad una borgata. A questo punto, abbandono per una mezz’oretta l’itinerario per fare una capatina al vicino prato del Soglio (1100 m). E’ una deviazione che vale la pena di compiere per godere dell’ottimo panorama che spazia dal Monte Bussaia (2451 m) al Monviso (3841 m).

Arrivo al prato del Soglio

Panorama verso il Monviso

Baita ricoperta da circa 1,80 metri di neve
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