Escursione alla Cima Ghigliè - 2998 m - Valle Gesso

Giovedì 10 Luglio, 2008

Dislivello di 1233 metri.

La cima Ghiliè si trova a confine della Valle Gesso della Valletta e la Valle dell’Alto Boréon (Val Vésubie). Offre un panorama eccezionale sul massiccio dell’Argentera. Per i suoi pendii innevati fino a tarda stagione è una delle mete classiche per chi pratica lo sci-alpinismo.

Il venerdì 4 luglio 2008, alle 6:30 di mattina, mi trovo tutto solo alla partenza dal Piano della Casa del Re per una escursione che mi ripropongo di fare da tempo. La giornata è bella, ma il fresco si fa sentire.
Il percorso di inizio è quello che va in direzione del Rifugio Remondino. Si inizia con un tratto in piano per poi inoltrarsi sulla destra idrografica del torrentello che proviene dall’incassato Vallone Balma Ghigliè. Il sentiero, mantenendosi sulla parte sinistra del Vallone di Assedras, passa poi in un boschetto di larici. Verso quota 2045 metri, usciti allo scoperto su prati verdeggianti, si passa su un ponticello in legno.

Dopo alcuni tornanti la strada si biforca (palina). Lascio a sinistra il sentiero per il Rifugio Remondino, e seguo, a destra, quello per il Colle Mercantour. Questo comincia ad inerpicarsi in una stretta gola con ripidi tornantini tra rododendri e radi larici.

Senza quasi accorgermene in poco tempo salgo molto di quota e sbuco su un verde ripiano. Qui il paesaggio cambia: da impervio diventa dolce e piacevole.

Dopo poco attraverso un rio proveniente dalla Valle di Nasta che precipita, verso il fondovalle, in una gola strettissima. Il sentiero continua il suo percorso semi-pianeggiante passando vicino ad alcuni resti di un gias. Oltre, con alcuni saliscendi, costeggia a sinistra una base rocciosa. Più avanti, perdendo un po’ di quota, si guada un altro rio, poi si risale il costone di fronte con alcuni zig-zag che portano decisamente nell’alto vallone di Balma-Ghigliè. Ora, i fiori e il verde lasciano il posto ad un paesaggio di neve e rocce: oggi servono i ramponi perché la neve è durissima.

Mancando ora ogni riferimento di sentiero, mi dirigo a vista verso la sinistra del Roccione Ghigliè, dove si trova il Colle Ghigliè (2639 m), chiamato anche “Colle Est del Mercantour”, sul quale giungo all’incirca alle 8:30.

Dal Colle di Ghigliè verso Bresses e Tablasses

Dal Colle Ghigliè verso la valle dell’Alto Borèon

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Escursione alla Testa di Tablasses - 2851 m - Valle Gesso

Domenica 29 Giugno, 2008

Dislivello di 1500 metri circa.

La Testa di Tablasses è una montagna composta di rocce granitiche ed è situata a confine tra la Val de la Tinée e la Valle Gesso. Offre un grandioso panorama su gran parte della cerchia delle Alpi Marittime, dall’Argentera al Malinvern.

Era da almeno un paio d’anni che volevo salire questa punta. L’ultima volta l’avevo mancata perché, tradito da una traccia di sentiero rivelatasi poi falsa, non avevo individuato il passaggio chiave e mi ero andato ad impegolare su una parete franosa che portava in cresta ma fuori mano. Giunto a casa, ingrandendo le fotografie della cima fatte dalla Testa sud di Bresses, ne avevo individuato un possibile percorso. Oggi 25 giugno 2008, spero di avere l’occasione di verificare se avevo visto giusto.

La giornata si presenta bella. Per completare tutto il giro che ho in mente di fare e per non bruciare troppo al sole devo partire più presto del solito.

Arrivo alle Terme di Valdieri qualche minuto prima della 6:00. La temperatura non è né fredda né calda: un ottimo inizio. Alle 6:04 inizio la camminata verso il Valasco che raggiungo una quarantina di minuti dopo. Giunto nella parte superiore, passato il ponte a monte della cascata, seguo il tragitto verso il Colletto del Valasco (palina) entrando in un boschetto di larici. Il sentiero, con numerosi zig-zag prima più ampi e poi più stretti, sale di quota e mi conduce nella solitaria Val Morta. La percorro fino all’incrocio con la strada militare che dalla Val Scura porta in direzione dei laghi di Fremamorta. A questo punto la seguo verso destra (indicazione passo dei Prefouns) per almeno otto/novecento metri fino a quando arrivo nei pressi di alcuni tornanti sorretti da grandi muretti di pietre. Abbandono ora la strada militare e salendo alla meglio, mi affaccio sul sovrastante Vallone dei Prefouns.

Il Vallone dei Prefouns

Il primo tratto lo percorro in camminata libera su massi granitici passando a sinistra di un laghetto, poi sempre su neve solida per tutto il resto della valle fino a pochi metri dal passo. La mia idea originaria era invece evitare il colle e risalire il canalone di Tablasses, ma poi ho cambiato idea dato che questo è ormai privo di neve.

Vallone dei Prefouns verso le cime di Valrossa

Verso le 8:55 arrivo al Passo di Prefouns (2620 m), dove mi ritrovo solo tra stambecchi. Scattate alcune foto riprendo il sentiero che, a sinistra, porta verso il Passo di Tablasses.

Parte delle Creste Savoia

Dal Passo di Prefouns verso le creste Savoia, con il mio zaino in primo piano

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Escursione alla Rocca di San Bernolfo - 2681 m - Valle Stura

Giovedì 26 Giugno, 2008

Dislivello di 1031 metri + 162 di risalita al Colle Seccia.

La Rocca di San Bernolfo (2681 m) domina il paesaggio della Vallata dei Bagni di Vinadio. Dalla cima rocciosa si gode di un magnifico panorama che spazia le Alpi Marittime dalla Maladecia, al Corborant.

Sabato 21 giugno 2008. Partiti alle 8:30 dal parcheggio di San Bernolfo, Vale ed io prendiamo a sinistra la strada carrozzabile che attraversa il torrente Corborant (fontanella qualche metro dopo sul lato destro della strada) e che conduce gradatamente verso il lago di San Bernolfo. Passando in mezzo ad una bella pineta ombrosa usufruiamo di qualche scorciatoia per portarci in mezz’oretta nei pressi del Rifugio De Alexandris - Foches (1910 m). Giunti al colletto del Laus, di fronte ad alcuni ricoveri in muratura, svoltiamo a destra (palina), per il bel sentiero che sale dolcemente con alcuni tornanti, tra rododendri e qualche larice, alle spalle del rifugio.

Il sentiero alle spalle del rifugio De Alexandris - Foches

Superato un rio risaliamo ancora diversi tornantini per poi sbucare in una conca pietrosa soprastante. Il sentiero ora segue la sinistra orografica del vallone e si prepara a superare alcuni ripiani. Continuando la nostra salita, in una conca alla nostra sinistra notiamo anche un piccolo laghetto semi-ghiacciato formatosi dal percolamento della neve.

La Rocca di San Bernolfo, la nostra meta

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Escursione alla Testa sud di Bresses - 2820 m - Valle Gesso

Lunedì 7 Gennaio, 2008

Pagina aggiornata il 29 giugno 2008.

La Testa sud di Bresses è una cima formata quasi totalmente da massi di granito ed è posta a confine delle Valli Gesso-Tinée in magnifica posizione dominante i laghi di Fremamorta e il massiccio dell’Argentera. Il dislivello da superare per compiere l’escursione descritta è di circa 1500 metri.

Durante l’escursione fatta in maggio al Colle di Valmiana avevo più volte guardato nella direzione delle Teste di Bresses e Tablasses, e mi era venuto il grande desiderio di poter posare le punte degli scarponi sulle loro cime; c’era però ancora parecchia neve lungo il percorso, per cui avevo rimandato il tutto alla stagione estiva. Concluse le ferie nelle isole della Grecia, ho finalmente avuto l’occasione propizia per compiere quella gita.

L’intenzione è quella di raggiungere il Valasco, fare un tratto della Val Morta, puntare in direzione del Passo di Tablasses, salire la Testa sud di Bresses, discendere in territorio francese, salire la Testa di Tablasses e ritornare in Val Morta, attraversando il selvaggio vallone del Prefouns, per ricollegarmi alla strada militare percorsa al mattino e far ritorno alle Terme di Valdieri.

E’ così che venerdì 6 luglio 2007 mi decido a partire, solo, per questo gran bel giro. Alle 7:00 spaccate sono al parcheggio delle Terme di Valdieri. L’inizio del percorso fino al pian del Valasco è lo stesso descritto nell’escursione del Colle di Valmiana. Dopo averlo raggiunto continuo lungo la carreggiata che passa alla destra della Casa di caccia Reale fino a raggiungere la cascata superiore. Oltrepassato il ponticello in legno, dopo pochi passi un cartello indica a destra il sentiero verso il Rifugio Questa e i laghi della Valscura, a sinistra verso la Val Morta e il colletto del Valasco. Seguo quello per la Val Morta incamminandomi sul prato in leggera salita in compagnia di camosci e marmotte.

Al termine il sentiero gira a sinistra e si fa più interessante perché entra in un bel boschetto costellato di pietre e larici e percorre una lunga serie di tornantini, prima più lunghi e poi sempre più stretti che in poco tempo fanno salire di quota e portano nella solitaria Val Morta. Durante la camminata incontro gruppi di camosci che, poco disturbati, sono intenti a giocherellare tra di loro o brucare erba.

Continuo a salire fin tanto che, nei pressi di un gias (2169 m), incrocio la strada militare (palina) che a sinistra porta in direzione del Colletto del Valasco e, a destra, in direzione del Rifugio Questa e della Val Scura. Percorro per un centinaio di metri la strada militare che sale in direzione del Rifugio Questa fino ad incontrare alla mia sinistra il sentiero (ometti di pietra) che, zizagando tra larici e rododendri, sale la grande china vicina all’imponente Cima Prefouns.

Ad un tratto, per una frana, il sentiero sparisce nel nulla; lo vado a riprendere, scavalcando una cascata di pietre, qualche decina di metri più in alto. Ora, il sentiero diventato più pietroso, è di nuovo ben visibile, e continua con lunghe serpentine a costeggiare la base della Cima di Prefouns. Da qui ci sono parecchi scorci panoramici sulla Val Morta e sulla strada militare che, sempre più lontana, con alcuni tornanti sale verso il Colletto del Valasco. Ora salendo sempre più mi porto in un grande anfiteatro chiuso a destra dalla grande base rocciosa del Tablasses e, a sinistra, dalla Testa di Bresses.

L'anfiteatro al cospetto della testa di Tablasses
L’anfiteatro al cospetto della Testa di Tablasses

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Escursione al Colle Carbonè - 2730 m - Valle Gesso

Giovedì 25 Ottobre, 2007
Pagina aggiornata il 7 gennaio 2008.

Sul sito della provincia di Cuneo si trova una mappa del percorso, che prevede il superamento di un dislivello di 1530 metri.

Era ormai da alcuni anni che la mia mente vagava nella direzione del Monte Carbonè. Avevo letto alcune riviste di montagna che parlavano di questa gita in un territorio cosparso di laghetti. Mi sembrava, però, che l’itinerario non fosse granchè interessante e lo pensavo persino un po’ monotono. Non mi restava che andarci per cambiare opinione. Finalmente venerdì 3 agosto 2007 mi si presenta l’occasione. Sono solo, non ho trovato nessuno che mi accompagni. Mio figlio, in quel periodo, è dalle parti di Grindelwald, in Svizzera, per ammirare altre vette. Non sono molto propenso ad avventurarmi da solo, ma questa è una gita che non presenta pericoli.

Alle 7 di mattina mi trovo pronto al parcheggio di San Giacomo di Entracque (1200 metri circa). Attraverso il ponte e seguo la strada che sale in direzione delle ex palazzine reali. La stradina sterrata passa proprio in mezzo ai caseggiati. Faccio rifornimento d’acqua presso la fontana al margine di essi e di buon passo risalgo la carrareccia (scorciatoie) che mi porta nell’ampio Vallone di Colomb. Nei pressi di una malga la strada scende lievemente verso il grandioso Prà del Rasur (1430 metri circa). Si entra così nell’ampia conca di questo meraviglioso pianoro, da cui, verso il fondo, si dipartono i sentieri che salgono in direzione del lago del Vej del Bouc e del lago bianco dell’Agnel, del Rifugio Federici (Pagarì) e del Bivacco Moncalieri. Strada facendo ammiro le Cime di Cossato, Viglino e del Clapier. Verso i tre quarti del vallone sale, sulla sinistra (palina), il sentiero che mi interessa, ossia quello che va in direzione del Lago del Vei del Bouc. Il sentiero inizialmente è bello e procede su erba, poi si inoltra per un bel tratto in un boschetto di faggi per uscire poi allo scoperto su un grande crinale di erba e pietre. Attraversa un rio e poi, con lunghi e numerosi tornanti, sale in direzione dell’emissario del lago del Vei del Bouc. In prossimità del lago diventa meno ripido e ad un certo punto incrocia, sulla destra, il ponticello in legno che conduce alla riva del lago. Continuo la marcia sul sentiero principale e salgo in direzione del Gias soprano del Vei del Bouc dove ho una prima ed ampia visione del lago. Sono le 8:45; ho percorso più di 800 metri di dislivello e me ne restano quasi altrettanti.

Il Lac del Vei del Bouc

Il Lac del Vei del Bouc

Proseguo il mio cammino in direzione del Colle del Sabbione fino ad incontrare alla mia sinistra il cartello che indica il Passo del Carbonè. Il sentiero erboso sale di quota in direzione nord-est con lunghe serpentine fino ad incontrare una zona pietrosa; in alto alla mia sinistra vedo un grande branco di camosci che spaventato cerca riparo altrove. Penso di essere a circa 2400 metri di quota. Da qui ha inizio il bello di questa escursione. Passata la pietraia il sentiero si inerpica verso nord in direzione di un colletto, da cui fa capolino un bello stambecco.

Stambecco

Un bell’esemplare di stambecco spunta oltre il colletto

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