Giovedì 12 Novembre, 2009
Dislivello di 1330 metri circa. Sviluppo totale del percorso: 14,66 km. Tempo impiegato per la salita: 3 ore.
Il Monte Frisson (2637 m) è una bella piramide rocciosa collocata al termine della Valle Vermenagna, a poco più di un chilometro a nord della Rocca dell’Abisso (2755 m), nel punto divisorio tra i Valloni Albergh, del Sabbione e dell’Abisso.
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Sono ormai due anni che non frequento più la zona di Palanfrè. L’ultima volta ero stato con amici al lago Albergh e mi fa piacere tornarci per salire, con Riccardo, la bella cima del Frisson. Il tempo si sta protraendo bello anche oggi, anche se la temperatura è scesa di parecchi gradi.
Il Frisson dal Vallone degli Albergh (foto scattata da Valerio il 18 ottobre)
Martedì 13 ottobre 2009. Lasciamo l’auto nella piazzetta di Palanfrè (1379 m) alle 8:15; dopo aver indossato guanti e giacca a vento, muoviamo i primi passi sulla strada sterrata che procede a lato delle case. Trascorso qualche centinaio di metri, ad un bivio, abbandoniamo la strada che prosegue per il Colle della Garbella tenendoci sulla sinistra, in direzione del Vallone Alberghi.
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Autunno, Vermenagna |
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Pubblicato da cuneotrekking
Venerdì 6 Novembre, 2009
Dislivello totale dell’escursione: 1069 m. Sviluppo: 13 km. Tempo di salita al Monte Albrage: 2 ore e 30.
I monti Albrage (2999 m) e Freide (2967 m) sono situati sulla dorsale che divide la Valle del Maurin e il Vallone di Traversiera nella parte terminale dell’alta Valle Maira non lontani dal colle di Bellino. Facili da raggiungere, offrono ottimi punti panoramici su tutte le Alpi Cozie. Le loro cime possono essere guadagnate con itinerari che partono da Chiappera oppure – lungo il vallone di Traversiera – dalla chiesetta della Madonna delle Grazie, da dove siamo partiti noi.
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I monti Albrage e Freide sono stati già oggetti di mio desiderio fin da questa primavera, allorchè con Gelu e Valerio, nel maggio di quest’anno, ero salito nel vallone Traversiera con l’intento di raggiungerli. Allora non avevamo tenuto conto che c’era ancora parecchia neve sulla strada e il pericolo di valanghe ci aveva impedito l’avvicinamento. Riuscendo però a salire fin nelle vicinanze delle grange Morletto ci eravamo fatti un’idea del posto.
Dal Colle di Rui, veduta di un tratto della Val Fissela
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Autunno, Maira |
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Pubblicato da cuneotrekking
Mercoledì 28 Ottobre, 2009
Dislivello di 1366 metri. Sviluppo totale di 9,58 km.
Il Monte Ferra (3094 m), situato nella Valle Varaita, è un punto nodale che separa i Valloni di Reisassa, Bondormir e Varaita di Rui. La sua favorevole posizione, oltre alla ragguardevole altezza, garantisce una splendida vista sul gruppo Mongioia-Salza (rispettivamente 3340 e 3326 m), sul Monviso (3841 m) e le più alte cime delle Alpi Cozie.
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Dopo essere salito solo ieri (30 settembre) sul Monte Scaletta (2840 m) con Riccardo, oggi in compagnia di Gelu e Massimo, con l’intento di approfittare delle belle giornate, proseguo con una nuova escursione che già avrei voluto affrontare questa primavera con le ciastre: il Monte Ferra.
La Valle Varaita offre un’infinità di belle cime. Abbiamo scelto il Monte Ferra innanzitutto per il panorama che regala verso le cime più importanti delle Alpi Cozie ed anche perché volevamo fotografare dall’alto il lago Reisassa con la sua caratteristica forma a cuore, cosa che non è possibile con la neve.
Veduta autunnale verso la Rocca Senghi
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Autunno, Tremila, Varaita |
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Pubblicato da cuneotrekking
Martedì 20 Ottobre, 2009
Dislivello di 1270 metri circa. Sviluppo totale del percorso 15,24 km. Tempo impiegato per la salita: 3 ore circa.
Il Monte Scaletta (2840 m), situato a poco più di due chilometri a sud-est dell’Oronaye, si trova sul confine tra valle Maira e Stura in superba posizione panoramica sui laghi Roburent. L’itineario di accesso si sviluppa lungo un’ardita opera sentieristica ex militare di notevole interesse ambientale.
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Sono tre giorni che il tempo tiene; succede di rado di trovare giornate così belle in autunno. Riccardo, che ha fatto con noi l’ultima gita questa primavera al Monte San Bernardo (1625 m), si è ricordato che la montagna è bella e offre degli spettacoli stupendi anche in questi periodi; mi telefona dicendomi che a tutti i costi vuole fare una camminata. Ed allora… presto accontentato! Normalmente il Monte Scaletta lo si raggiunge dal Vallone di Unerzio (Valle Maira). Noi ci mettiamo d’accordo per salire l’indomani, mercoledì 30 settembre, da Argentera. Il tempo è perfetto ed avremo la fortuna di trovare una di quelle rare giornate da manuale.
Mercoledì 30 settembre 2009. Alle 8:40 ci troviamo ad Argentera (1684 m). Posata l’auto in centro paese, di fianco alla chiesa, prendiamo immediatamente la stradina che dalla piazzetta sale sulla destra (cartelli) inerpicandosi a monte delle case; il sentiero si fa fin da subito ripido ma offre il vantaggio di far superare, in poco tempo, un buon dislivello. Passando tra sorbi, pini e qualche larice si arriva, dopo 350 metri di salita, ad un poggio erboso denominato “Tinetta” (2026 m).
Veduta del Monte Scaletta (al centro) dalla Tinetta (2026 m)
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Autunno, Stura |
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Pubblicato da cuneotrekking
Mercoledì 14 Ottobre, 2009
Dislivello di 1240 metri circa. Sviluppo totale: 13,6 km. Tempo impiegato per la salita: 2 ore e 40 minuti.
La Cima Borgonio (2930 m) è un monte poco visitato dagli escursionisti ma molto ben conosciuto da chi pratica lo sci-alpinismo. Ubicato al fondo del vallone di Pontebernardo è collocato di fronte al Passo della Lausa e accanto al Passo di Vens, che lo divide dalle omonime cime.
Accesso stradale: risalire la valle Stura fino a Pontebernardo, quindi prendere in direzione Murenz per poi tenere la sinistra verso Prati del Vallone e il Rifugio Talarico.
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Per la quarta volta di quest’anno torno a far visita allo splendido vallone di Pontebernardo. Questa volta vogliamo salire una cima poco frequentata ma eccezionale per i panorami che offre sulle svariate montagne del Vallone del Piz e su quelle verso il Colle della Maddalena. In questi ultimi giorni è venuta giù, ed a quota attorno ai 2200 metri, la prima neve. Questa cima ha una bella esposizione, quindi non dovremmo pestarne molta. Mi accompagna Valerio che ha potuto prendersi una giornata per sé.
Giovedì 24 settembre 2009. Raggiunto il vallone e posata l’auto attraversiamo la prima parte del pianoro puntando decisamente verso il rifugio della Lausa (2404 m). Non c’è ancora molta luce e il vallone è ancora in ombra. Dopo i primi tornanti, presa la deviazione a sinistra verso il rifugio, attraversiamo il boschetto di radi larici completamente tappezzato da piantine di mirtillo che stanno assumendo la splendida colorazione rossiccia autunnale.
Non appena sbordiamo nell’avvallamento pietroso superiore ritrovo, a sinistra, il sentiero che un mesetto fa mi aveva portato sul Becco Alto del Piz. Proseguiamo ora sul versante destro che sale a zig-zag verso il rifugio oramai molto vicino; in alto, sulla parte opposta del vallone, ci tiene compagnia il fragore della cascatella che scende ripida dal ghiacciaio dell’Ubac. Transitiamo ora vicini ad un’ottima sorgente che segniamo sul nostro GPS come punto d’interesse. Nei pressi del rifugio della Lausa tagliamo a sinistra e lo lasciamo per la visita al ritorno.
In vista del Rifugio della Lausa (2404 m)
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Autunno, Stura |
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Pubblicato da cuneotrekking