Escursione al Passo Sottano di Scolettas – 2223 m – e lago di Scolettas – 2330 m – Valle Stura

Mercoledì 29 Luglio, 2009

Dislivello di 680 metri circa.

Il Passo Sottano di Scolettas (2223 m) collega, con un sentiero GTA, il rifugio Zanotti (Vallone del Piz) con il rifugio Talarico (Vallone di Pontebernardo). L’escursione è semplice fino al Passo Sottano di Scolettas (2223), poi, a causa della mancanza di un vero e proprio sentiero, diventa più impegnativa e adatta a escursionisti esperti.


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Il caldo e l’afa di questi giorni ci inducono a cercare un po’ di fresco in montagna. Per non strafare cerco con Marina una meta facile che sia allo stesso tempo piacevole.

Sabato 18 luglio 2009. Ci troviamo nel parcheggio antistante i Prati del vallone verso le 8:15. Non avevamo immaginato che la perturbazione della sera prima poteva aver portato neve fresca sulle alture. Fatto sta che ci troviamo piombati in pieno inverno. Con temperature intorno agli zero gradi siamo costretti ad indossare tutto quello che abbiamo: giacche, guanti e copri orecchie.

L’itinerario di salita inizia appena oltre gli edifici adibiti a colonie. Si tagliano i primi prati in diagonale a sinistra oltrepassando il rio, cercando la direzione del sentiero GTA che inizia al limitare del bosco, poco prima della gola ancora un po’ innevata.

Risaliamo il tratto di ripido sentiero, tutto in ombra, che con numerose giravolte sale tra gli alberi e, con un dislivello di 230 metri ci porta su un ripiano erboso dove ci sono i resti della grangia Scolettas (1979 m). Verso destra domina la mole del Becco Alto del Piz (2912 m). Nel ripiano troviamo ancora un residuo di nevaio che oltrepassiamo risalendo poi, con tornanti, una ripida rampa che finisce tra i larici.

Vista sul Becco alto del Piz

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Escursione alla Punta Nord di Schiantalà – 2931 m – Valle Stura

Giovedì 23 Luglio, 2009

Nota: questa gita rappresenta la prosecuzione dell’escursione alla Punta Zanotti (2734 m).

Dislivello di 1463 metri.

Le Cime di Schiantalà sono collocate tra il Becco alto dell’Ischiator (2996 m) e la Rocca Rossa (2995 m) in uno dei posti più appartati delle alpi Marittime. Il luogo, selvaggio e di grande bellezza, è a torto poco conosciuto forse per il fatto di trovarsi vicino a cime più importanti.

Con un cielo così grigio che certamente non invoglia a proseguire oltre, l’escursione alla Cima Zanotti (2734 m) potrebbe già appagarci ma, tornando verso il laghetto semi ghiacciato, provo ad indicare a Massimo la Cima nord di Schiantalà (2931 m), che potremmo raggiungere con soli duecento metri di dislivello e con la quale ho anche un conto in sospeso. Inutile dire che Massimo aspettava solamente la mia decisione.

Massimo sulla Cima Zanotti. A sinistra la nord di Schiantalà

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Una breve nota…

Mercoledì 22 Luglio, 2009

…per informare i lettori che abbiamo aggiornato una delle escursione più lette e apprezzate, il giro ad anello dei quattro colli di Sant’Anna.

Come ogni anno l’abbiamo ripetuta anche ieri (il 21 luglio 2009); questa volta abbiamo avuto l’opportunità di portare con noi il GPS, quindi abbiamo aggiunto alla descrizione la traccia e il profilo altimetrico, oltre ad alcune informazioni precise sulla lunghezza del percorso (9,8 km) e sul suo dislivello in salita (560 metri).

Ne approfittiamo per segnalare che nel tratto tra il Colle Saboulè ed il Passo Tesina ci sono ancora alcuni nevai a cui bisogna fare parecchia attenzione, in particolare se si hanno bambini al seguito. E’ consigliabile non percorrerli di primo mattino perchè è probabile trovare neve ghiacciata. Per quest’anno sono consigliati almeno scarponi pesanti e bastoncini.


Escursione alla Punta Zanotti – 2734 m – Valle Stura

Domenica 19 Luglio, 2009

Dislivello di 1254 metri.

La Punta Zanotti (2734 m) è una bella cima che si trova nel vallone del Piz e si erge al di sopra delle Rocce Mongioie dividendo il vallone superiore del Piz dalla Bassa di Schiantalà. La sua sagoma ardita offre alcune importanti vie di scalata. La salita per la via normale (che abbiamo affrontato noi) non presenta alcun ostacolo alpinistico.


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Mi sento con Massimo (autentico mostro della montagna: 6 escursioni in 7 giorni) e decidiamo di fare una capatina in Valle Stura. Salendo la valle verso le 6:00 di mattino di venerdì 10 luglio 2009 abbiamo le idee ancora poco chiare. Mi piacerebbe andare sul Becco Alto del Piz. Massimo, che è stato ieri da quelle parti, mi fa presente che aspetterebbe ancora qualche giorno perché nel vallone è presente ancora troppa neve. Mi viene in mente la Punta Zanotti e gliela propongo. D’accordo dirigiamo la macchina verso Pietraporzio e alle 6:50 ci parcheggiamo al Pian della Regina (1480 m).

La giornata si presenta grigia e velata, per cui anche l’umore non invoglia a darsi troppo da fare. Prendiamo la carrareccia che sale verso il rifugio Zanotti (2200 m) in direzione della bella cascata, ricca d’acqua, che incontreremo nella strettoia antistante il Vallone del Piz. Sul ripiano superiore troviamo ancora residui di neve e di pietre, che le slavine hanno portato giù.

Passando sotto il famoso Merze gros, larice ultracentenario, non possiamo fare a meno di pensare a quante generazioni di alpinisti saranno transitati sotto le sue immense fronde. Al bivio seguente, lasciamo la strada che conduce al Passo delle Scolettas e prendiamo a sinistra la direzione verso il rifugio Zanotti (2144 m), che troviamo aperto, ma presso cui non ci fermiamo perché intendiamo subito proseguire nell’avvallamento antistante (tacche rosse) che porta alla Bassa di Schiantalà.

Raggiunto il bel pianoro lo percorriamo tutto orientandoci verso la bastionata rocciosa, incisa da una cascatella, che precede il Becco alto dell’Ischiator (2996 m). Lasciato il sentiero per il Passo di Rostagno seguiamo, verso destra (tacche blu), la mulattiera che con lunghi tornanti e in costante salita supera lo sbarramento che in cima racchiude il laghetto di Laris nella Comba di Schiantalà. Raggiunto il ripiano troviamo su un masso a destra l’indicazione per “Punta Zanotti” (2734 m) e “Cime della Montagnetta” (2954 m).

Il tragitto che stiamo per intraprendere, in ambiente suggestivo e appartato, è privo di sentiero, quindi occorre fare particolare attenzione in caso di nebbia. Alcune tacche rosse ravvicinate, che noi seguiremo pedestremente, ci guidano egregiamente.

Passiamo dapprima nelle vicinanze di alcuni specchi d’acqua per poi risalire a sinistra un lungo tratto di rocce montonate miste a erba.

Specchio d’acqua all’inizio del percorso senza sentiero

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Escursione al Monte Losetta – 3054 m – Valle Varaita

Giovedì 9 Luglio, 2009

Dislivello di 1050 m circa.

Tempo impiegato per la salita: 2 ore e 35 minuti circa.

Il Monte Losetta (3054 m) si trova nella Valle Varaita e confina con i valloni di Soustra, Vallanta e Guil (Queyras). E’ molto frequentato per la facilità con cui lo si raggiunge e soprattutto per l’ottimo panorama che offre sul versante ovest del Viso e delle cime che lo contornano.


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Scarica il file GPX dell’escursione (al termine rinominare .docx in .gpx)

Dopo qualche settimana trascorsa in Grecia, lontano dai miei monti, sentivo che il corpo richiedeva di essere ritemprato nel fisico e nello spirito; avevo bisogno, insomma, di scarpinare di nuovo un po’ per poter ritrovare la pace delle nostre cime e la forma persa nella vacanza. Tra i tanti itinerari con cui ricominciare, la scelta è caduta sul Monte Losetta (3054 m), vuoi per la facilità con cui si può raggiungere la sua cima, vuoi per la bellezza del percorso fatto interamente nel lungo e verdissimo vallone di Soustra, ma soprattutto per lo spettacolo che si gode dalla sua cima verso la parete ovest del Re di Pietra, che ti appare all’improvviso, maestosa e imponente.

E’ stato facile convincere gli instancabili amici Gelu e Massimo, che non si tirano mai indietro quando c’è da faticare sui monti, anche se abbiamo dovuto fare la levataccia per trovarci, attorno alle 7:00 del mattino di martedi 7 luglio 2009, alla partenza iniziale del Vallone di Soustra. Il percorso, tutto ben segnalato, inizia dopo il terzo tornante della strada che da Chianale sale al Colle dell’Agnello.

Posata l’auto in uno slargo di fronte ad alcune grange (2007 m) seguiamo il sentiero GTA (U18) che sale con pendenza graduale alla sinistra del rio. La giornata è serena e, data l’esposizione ad est, troveremo per gran parte delle salita il sole in faccia che non ci permetterà di fotografare il vallone all’andata.

Si arriva dopo un po’ nei pressi del pianoro della Grangia Bernard (2155 m) dove i margari hanno riportato nei giorni scorsi le loro mandrie a pascolare nell’erba, verde e folta. Più in alto fanno apparizione anche tre camosci che quest’inverno se la sono vista davvero brutta.

Il sentiero che per un buon tratto si tiene a distanza dal rio, passa nelle vicinanze di alcune cascate che scaricano tutta la loro acqua proveniente dal vallone laterale del Pis. Verso il fondo il vallone incomincia a restringersi e il sentiero, scavalcando un malridotto ponticello, inizia a salire più deciso affiancando il torrente che si presenta in questo punto ancora ricoperto di neve.

Più sopra, nei pressi della Capanna della Losetta (2536 m), il sentiero si perde un pochino tra alcune lingue di neve. Lasciata a sinistra la traccia per il Passo di Soustra (2850 m) la salita diventa di nuovo più impegnativa per alcuni tratti ripidi di neve durissima, che precedono il Passo Losetta. Ci rammarichiamo ora di non avere i ramponi, lasciati in macchina per liberarci di un po’ di peso e soprattutto perché non ci aspettavamo una neve ancora così ghiacciata.

Tenendoci il più possibile sulle rocce, facendo attenzione ad evitare pericolosi scivolamenti, riusciamo a guadagnare il Passo Losetta (2872 m). All’arrivo veniamo subito investiti da un vento gelido che ci fa indossare pile e guanti. Siamo ora affacciati sul Vallone di Vallanta. Lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi, con il Monviso a due passi, è grandioso.

Arrivo al passo Losetta

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