Aggiornamento: ai possessori di iPhone potrebbe interessare la nostra recensione di EasyTrails GPS, un’applicazione che fornisce un sottoinsieme delle funzionalità del Garmin eTrex Vista HCx, ma che è venduta al prezzo molto competitivo di 1 euro e 59 centesimi.
Nota: questo articolo è in primo luogo una recensione di un particolare dispositivo, ma potrebbe interessare anche a chi si sta chiedendo più in generale se davvero vale la pena utilizzare un ricevitore GPS durante le escursioni.
In passato abbiamo già parlato di quanto sia utile disporre, durante le escursioni, di un navigatore satellitare.
Trovare il più adatto a noi però non è stato facile: ne volevamo uno discretamente avanzato, intuitivo, con supporto per cartografia, buona durata della batteria, altimetro barometrico e bussola, che fosse venduto ad un prezzo ragionevole (massimo 300 euro). Non ci sembrava di chiedere nulla di trascendentale, ma la realtà è che non esistono ancora prodotti che soddisfano tutti questi requisiti: purtroppo bisogna scendere a compromessi.
Il primo scoglio è stato la scelta del produttore. Ce ne sono di famosi come Garmin, con decine di prodotti tra cui è difficile orientarsi; ce ne sono altri, come MyNav, che forniscono troppa poca documentazione per essere presi seriamente in considerazione; ce ne sono altri come Magellan che sono duramente criticati nelle recensioni. Per stare tranquilli abbiamo preferito Garmin.
Dopo una lunga ricerca abbiamo acquistato a poco meno di 200 euro (in Inghilterra dall’eccellente Amazon) un prodotto dall’interessante rapporto qualità/prezzo: il Garmin eTrex Vista HCx, per le cui caratteristiche rimandiamo direttamente al sito ufficiale (attenzione alla sigla completa: esiste una versione molto simile ma senza la ‘x’ finale, che è più economica perché non dotata di slot per scheda Micro SD).

Garmin eTrex Vista HCx
Negli ultimi mesi l’abbiamo utilizzato in parecchie escursioni, alcune delle quali anche descritte qui su Cuneotrekking (Monte Vanclava e Monte Bodoira). Dopo approfonditi test sul campo possiamo dire che si è rivelato una scelta eccellente, seppure con alcuni limiti. Ma andiamo con ordine.
1 Durante l’escursione
Il ricevitore GPS, mentre ci stiamo muovendo, registra ad intervalli di tempo variabili la nostra posizione (latitudine, longitudine e altitudine). I punti vengono poi uniti tra loro per costituire, con buona approssimazione, il percorso che abbiamo compiuto, detto traccia.
Una traccia (in blu), che è costituita da una serie di punti uniti tra loro (qua e là, facendo attenzione, si possono notare alcune piccole imprecisioni nella cattura)
Durante la cattura il dispositivo ci fornisce, in tempo reale, parecchie informazioni sulla traccia, come la distanza superata e il tempo impiegato a percorrerla, la velocità media e istantanea, la quota attuale, il profilo altimetrico e il dislivello reale superato:
Schermata riassuntiva, chiamata “computer di viaggio”
(Come i lettori più esigenti avranno osservato, le schermate sono piuttosto spartane, e abbastanza lontane da quelle che ci siamo abituati a vedere sugli smart phone più moderni come l’iPhone — confrontatele per esempio con quelle di EasyTrails GPS.)
Abbiamo avuto modo di verificare che le misure e i calcoli sono sempre molto accurati, sebbene soggetti a piccoli margini di errore dovuti ad una imprecisione intrinseca del sistema GPS. Comunque sono sufficientemente precisi da registrare anche le scorciatoie che abbiamo preso durante il ritorno, o i punti in cui ci allontaniamo dal sentiero per scattare fotografie.
Il Garmin eTrex Vista HCx è inoltre dotato di una bussola elettronica che ci indica i punti cardinali e che si adatta automaticamente quando ruotiamo il dispositivo:

La schermata della bussola
La presenza di una bussola permette alcune funzioni molto interessanti. Ad esempio, grazie ad essa, le mappe del dispositivo vengono automaticamente orientate nella direzione giusta. Inoltre si possono caricare le coordinate della meta, e una freccia rossa ci indicherà in qualunque momento la sua direzione (ci è servito durante l’escursione al Monte Bodoira) e addirittura l’ora stimata di arrivo (ETA, acronimo di Estimated Time of Arrival):

Non solo: se durante un’escursione venissimo sorpresi dalla nebbia, potremmo attivare il cosiddetto trackbacking, che ci guida lungo le nostre tracce precedenti fino alla macchina.
Il dispositivo inoltre dispone di uno slot per inserire una scheda Micro SD (non fornita nella confezione) su cui si possono caricare delle mappe digitali. Attualmente però la scelta è abbastanza limitata, perché per l’Italia esistono sostanzialmente solo le seguenti:
- iTopo Italia, gratuita, che non è una vera e propria mappa ma solo curve di livello.
- Garmin Land Navigator Italia, che è la cartografia dell’intero territorio italiano, completa di morfologia del terreno e principali punti di interesse (rifugi, vette, torrenti, etc.). Non contiene invece la sentieristica. E’ venduta a 150 euro.
- Garmin TrekMap, che sostanzialmente è una versione regionale della Land Navigator Italia, di cui condivide la base cartografica, ma a cui aggiunge informazioni relative alla sentieristica. Attualmente esistono le TrekMap per Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, ma non per Piemonte. Ciascuna di esse è venduta ad un prezzo di 70 euro.
Riassumendo: il Garmin eTrex Vista HCx è completo, preciso ed utile, anche se un po’ spartano. Durante l’escursione può inoltre essere di grande aiuto in situazioni pericolose, come il sopraggiungere della nebbia.
2 Tornati a casa
Una volta tornati a casa è possibile scaricare sul computer le catture effettuate. Il programma fornito in dotazione, MapSource, è molto limitato, ma fortunatamente esistono alcune eccellenti alternative gratuite come SportTracks (per Microsoft Windows, con supporto sperimentale per Linux basato su MONO) o TraiRunner (per MacOSX).
Attraverso SportTracks possiamo vedere, sovrapposto ad una mappa di Google Earth, il percorso compiuto ed analizzarne i minimi dettagli, dal classico profilo altimetrico, al grafico con velocità istante per istante, etc. Eccone un assaggio, tratto dall’escursione al Monte Bodoira:
3 Conclusioni
3.1 Perché ci piace
- Elevata autonomia (con batterie di qualità supera tranquillamente le 20 ore).
- Robusto.
- Impermeabile.
- Compatto.
- Preciso.
- Può essere usato con una mano sola.
- Utile: ha cambiato il nostro modo di andare in montagna e, usato in congiunzione con SportTracks/TrailRunner, di fare sport all’aperto.
- Dispone di uno slot per inserire una scheda micro SD (non fornita nella confezione) su cui si possono caricare le mappe (ad esempio attraverso il programma gratuito MapUpload).
3.2 Che cosa non ci convince
- Quando si accende parte immediatamente con la registrazione; non ci sono pulsanti start/stop/pause.
- Poco intuitivo (ci si fa presto l’abitudine, perché in fin dei conti è facile da usare, però richiede diversi giorni di apprendimento, anche per gli appassionati di tecnologia).
- Interfaccia grafica spartana.
- Display migliorabile (solo 256 colori).
- Assolutamente non touch screen: ci sono 6 pulsanti (troppi) più un joystick davvero piccolino difficile da manovrare (bisogna però ammettere che se fosse touch screen non potrebbe essere manovrato con una mano sola).
- Non c’è un ‘blocco schermo’ (purtroppo lasciandolo nello zaino o nella tasca qualche tasto viene sempre inavvertitamente premuto: bisogna solo sperare che non sia proprio la combinazione di azzeramento!).
- In assenza di scheda Micro SD ha uno strano limite non documentato: quando si salva una traccia dandole un nome, memorizza al massimo 500 punti eliminando quelli troppo (vi assicuriamo che è una cosa molto strana, dal momento che qualunque escursione è normalmente composta da più di 500 punti!).
- Vecchiotto: è del 2007, un’eternità in campo informatico.
- Non “ricorda” la luminosità impostata l’ultima volta.
- I waypoint possono avere un nome lungo al massimo 14 caratteri, davvero troppo poco per un qualunque nome reale. Scordatevi quindi di chiamarli “Rifugio Remondino” o “Rifugio Migliorero”: al massimo “R Remondino” o “R Migliorero”.
- Programma “compagno” MapSource primitivo (ma esistono ottime alternative gratuite come SportTracks).
- Collegamento al computer lento, perché utilizza una connessione USB a soli 12 Mbit/sec (il che significa che ci vuole un’eternità per trasferire mappe, mentre non è un grande problema per le semplici tracce, che in genere sono davvero piccole).
Nota: tutte le schermate presentate in questa pagina sono state catturate utilizzando il software gratuito Garmin xImage.




