Recensione GPS Garmin eTrex Vista HCx

Giovedì 18 Giugno, 2009

Aggiornamento: ai possessori di iPhone potrebbe interessare la nostra recensione di EasyTrails GPS, un’applicazione che fornisce un sottoinsieme delle funzionalità del Garmin eTrex Vista HCx, ma che è venduta al prezzo molto competitivo di 1 euro e 59 centesimi.

Nota: questo articolo è in primo luogo una recensione di un particolare dispositivo, ma potrebbe interessare anche a chi si sta chiedendo più in generale se davvero vale la pena utilizzare un ricevitore GPS durante le escursioni.

In passato abbiamo già parlato di quanto sia utile disporre, durante le escursioni, di un navigatore satellitare.

Trovare il più adatto a noi però non è stato facile: ne volevamo uno discretamente avanzato, intuitivo, con supporto per cartografia, buona durata della batteria, altimetro barometrico e bussola, che fosse venduto ad un prezzo ragionevole (massimo 300 euro). Non ci sembrava di chiedere nulla di trascendentale, ma la realtà è che non esistono ancora prodotti che soddisfano tutti questi requisiti: purtroppo bisogna scendere a compromessi.

Il primo scoglio è stato la scelta del produttore. Ce ne sono di famosi come Garmin, con decine di prodotti tra cui è difficile orientarsi; ce ne sono altri, come MyNav, che forniscono troppa poca documentazione per essere presi seriamente in considerazione; ce ne sono altri come Magellan che sono duramente criticati nelle recensioni. Per stare tranquilli abbiamo preferito Garmin.

Dopo una lunga ricerca abbiamo acquistato a poco meno di 200 euro (in Inghilterra dall’eccellente Amazon) un prodotto dall’interessante rapporto qualità/prezzo: il Garmin eTrex Vista HCx, per le cui caratteristiche rimandiamo direttamente al sito ufficiale (attenzione alla sigla completa: esiste una versione molto simile ma senza la ‘x’ finale, che è più economica perché non dotata di slot per scheda Micro SD).

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Garmin eTrex Vista HCx

Negli ultimi mesi l’abbiamo utilizzato in parecchie escursioni, alcune delle quali anche descritte qui su Cuneotrekking (Monte Vanclava e Monte Bodoira). Dopo approfonditi test sul campo possiamo dire che si è rivelato una scelta eccellente, seppure con alcuni limiti. Ma andiamo con ordine.

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Escursione al Bric Costa Rossa – 2404 m – Valle Colla

Lunedì 15 Giugno, 2009

Dislivello di 1404 metri.

Il percorso non presenta particolari difficoltà. Tempo impiegato per la salita: 2 ore e 20 minuti andando di buon passo (in condizioni normali prevedere una mezz’oretta in più).

Il Bric Costa Rossa (2404 m) è la cima più alta del Monte Bisalta ed è visibile da tutta la provincia Granda. Posto a confine tra numerose vallate, è raggiungibile da Boves, Peveragno, Pradeboni, Chiusa Pesio, Vernante, Robilante o Limone.

In questa gita descrivo il percorso che ho fatto partendo da Boves. Per raggiungere il punto di partenza, “il Büscajè”, occorre superare le frazioni Castellar e San Giacomo e proseguire lungo la strada che costeggia il torrente Colla. Dopo qualche chilometro la strada diventa sterrata e continua per terminare in un piccolo parcheggio posto a circa 1000 metri di quota.

Giovedì 4 giugno 2009. Mi trovo alla partenza del Büscajè alle 6 del mattino. La giornata promette bene e, nonostante l’ora, la temperatura è abbastanza mite. Ho caricato nello zaino anche i ramponi, ma non li utilizzerò.

Seguo il sentiero che prosegue sulla destra del torrente Colla e che dopo circa 400 metri si stacca dal torrente e inizia a salire sulla destra verso il limitare del bosco. Nei pressi di una traballante palina inforco una decisa rampa che va a sparire nel bosco di faggi.

Alcuni ripidi tornantini fanno guadagnare rapidamente quota. Per non perdere di vista il sentiero occorre seguire le tacche che in alcuni punti sono rosse, in altri gialle. Questo tratto è abbastanza sostenuto e si svolge quasi interamente nella faggeta.

Dopo una quarantina di minuti arrivo alla conca dove è stato recentemente costruito il rifugio Ceresole 1550 m (per le chiavi rivolgersi al negozio di Castellar). Un’ottima fontana fresca nei suoi pressi offre sollievo.

Il nuovo rifugio Ceresole (1550 m)

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Escursione al Monte Bodoira – 2747 m – Valle Maira

Domenica 7 Giugno, 2009

Dislivello di 1054 metri. Dislivello reale di 1161 metri (inclusi sali e scendi). Sviluppo totale: 14,16 km.

Tempo impiegato per la salita: 3 ore circa.

Il Monte Bodoira (2747 m) è situato sulla dorsale che separa la Valle Stura (all’altezza di Pietraporzio) dalla Valle Maira. Cima facile da raggiungere dall’altipiano della Gardetta è molto frequentata anche da chi pratica lo scialpinismo. Offre, per la sua elevazione, panorami estesi sull’altipiano della Gardetta e sulle Alpi a trecentosessanta gradi.


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Il giorno prima della gita mi sento con Massimo, un nostro lettore, e in breve tempo combiniamo l’escursione. Non ci eravamo mai incontrati prima dal vivo e per entrambi si tratta di una meta mai raggiunta. Sappiamo che la zona è molto panoramica e vogliamo vedere questo paesaggio prima che la neve se ne vada.

Mercoledì 27 maggio 2009. Ci troviamo a Dronero alle 5:30 di mattina; partiamo presto per goderci appieno questa giornata che le previsioni danno bella. Sono sempre più convinto che per apprezzare la montagna in tutti i suoi aspetti occorra partire di buon’ora. Ne abbiamo la prova quando, salendo verso il Preit, giungiamo in prossimità di Canosio (1323 m). Un centinaio di metri prima del paese ci imbattiamo in una famiglia di cervi: un maschio (dotato di un palco di corna straordinario), con la femmina e il piccolo che ci osservano per una ventina di secondi. Quando esco dall’auto per prendere la macchina fotografica, che ovviamente si trova nello zaino nel bagagliaio, fuggono via in un batter d’occhio.

Proseguiamo poi fino al Preit e continuiamo sulla strada asfaltata ancora per circa un chilometro, appena oltre la grangia Selvest. Alle 6:35 circa siamo di partenza a quota 1700 metri. Seguiamo la strada asfaltata che sale in direzione dell’altipiano della Gardetta. Anche qui la neve ha fatto parecchi disastri, portando e sparpagliando a valle massi e larici che ora giacciono inermi dappertutto. Prima di arrivare al Colle del Preit (2083 m) appare sulla sinistra la sagoma di Rocca la Meja (2831 m) che ci farà compagnia per gran parte della giornata.

In salita dal Preit

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