Dislivello di 410 m (+87 metri per cambio percorso).
La Cima Crosetta è situata alle spalle del Santuario di San Magno al termine della zona prativa, sul displuvio che confina con la Comba di Narbona.
30 aprile 2009. Partiamo con l’intenzione di salire la Cima di Test, vicino al Colle Fauniera. Siamo in tre: Gelu, Valerio ed il sottoscritto, curiosi di andare lassù per verificare lo stato del manto nevoso. Le precipitazioni dei giorni scorsi sono state sicuramente nevose oltre una certa quota, ma non abbiamo altro riferimento se non quello a vista sulle montagne del cuneese.
Arriviamo a Castelmagno salendo la valle Grana totalmente sgombra di neve. Quassù invece le cose cominciano ad essere ben diverse. La neve degli ultimi giorni si è accumulata a quella precedente ed ora attorno a noi il panorama è invernale. Parcheggiamo nel piccolo spazio al termine della strada. Fin da subito notiamo tante slavine probabilmente precipitate ieri.
Sulla strada per il Colle Fauniera
Percorriamo la strada innevata che porta al colle Fauniera per andare a vedere più avanti come si presenta la situazione. Fin dai primi tratti dobbiamo superare alcune slavine a blocchi che scendendo sulla strada hanno scaricato la loro potenza nel vallone sottostante. Su queste pendenze trasversali, con le ciastre (calzate fin dalla partenza) si fatica molto. Proseguiamo per oltre un chilometro fino ad una strettoia; quando vediamo che sul costone alla nostra destra c’è ancora tanta neve in bilico che deve ancora scendere decidiamo di cambiare meta. La via è per il momento impraticabile e, con pericolo 4 di valanghe, non è il caso di rischiare.
Invertendo la marcia puntiamo verso la più innocua cima Crosetta che si intravede bellissima alla sinistra del santuario e che ha versanti meno ripidi, quindi con meno problemi di slavine, il cui percorso parte sempre da dove abbiamo lasciato l’auto. Facciamo bene ad allontanarci da qui perché la neve sta già mollando e non è più come prima.
Il nuovo percorso passa nelle vicinanze di una graziosa baita alle spalle del Santuario di San Magno.
Alle spalle del Santuario di San Magno
Seguendo le tracce della strada estiva ci portiamo verso le Grange Nollo e di Sibolet. Arrivati ad un bivio deviamo a destra, direzione nord-est, seguendo alcuni dolci tornanti che conducono ad un lungo pendio.
Valerio e Gelu stanno arrivando al pendio
La cima Viribianc (2477 m) al centro della foto
Risaliamo il pendio finendo sulla balza sottostante la Costa Chiot. Cercando il punto meno ripido (che troviamo su un costone alla nostra destra) ci portiamo, con una pendenza di oltre il 50% e con neve portante abbastanza dura, sulla cresta.
Tratto di salita verso la cresta
Raggiunto quindi lo spartiacque tra la val Grana e la val Maira, percorriamo un tratto ad est per arrivare alla piccola croce di vetta.
Con il cielo limpido di oggi il panorama è superbo. Il nostro sguardo abbraccia tutte le cime che contornano Castelmagno, tra cui Monte Bram (2357 m), punta dell’Omo (2297 m), Cima Viribianc (2470 m), Rocca Parvo (2394 m), e vicino a noi Tibert (2647 m), Cima Tempesta (2726 m) e Punta Piovosa (2601). Verso la valle Maira fa capolino anche l’immancabile Viso ed in lontananza, a sud, tutta la cerchia delle Marittime.
Non avremo fatto una gita tanto impegnativa ma ne è valsa comunque la pena e, come dice il proverbio piemontese: “en mancansa di cavai a van co’ bin j’asu”, ci accontentiamo. Andremo poi a mangiare alla baita a monte di San Magno.
Ecco la traccia catturata con il GPS (per maggiori informazioni si veda “L’uso di un GPS durante le escursioni“):















Venerdì 8 Maggio, 2009 alle 18:09 |
Sempre bella la valle Grana,una delle mie preferite nella stagione invernale perche’ molto riservata e nascosta.Io sono salito sul Fauniera qualche settimana fa’,ma la situazione neve era un po’ migliore.Ciao Massimo.