Martedì 26 Maggio, 2009
Nota: in questa descrizione riportiamo molte interessanti statistiche calcolate utilizzando un GPS Garmin eTrex Vista HCx, che è abbastanza differente dal Garmin Forerunner 405 di cui avevamo parlato nell’articolo L’uso di un GPS durante le escursioni. Per maggiori informazioni vi rimandiamo alla pagina in cui l’abbiamo recensito.
Dislivello di 862 metri. Dislivello reale di 1022 metri (inclusi sali e scendi). Sviluppo totale: 12,55 km.
Tempo effettivo impiegato per la salita, escluse le pause: 1 ora e 48 minuti.
Il monte Vanclava (2874 m) è posto a confine tra la Valle Maira e la valle dell’Ubayette. E’ situato a ridosso del Monte Oronaye (3100 m) in posizione panoramica tra i Monti Feuillas (2867 m) e Scaletta (2840 m). E’ anche raggiungibile, con percorso diverso, da Chialvetta (Valle Maira).
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Quando ero salito al Passo della Gardetta (2437 m), guardandomi alle spalle avevo intravisto, alla destra del Monte Scaletta e vicinissima all’Oronaye, una bella punta che ho poi localizzato come Monte Vanclava.
Monte Vanclava visto dal Passo della Gardetta
La curiosità mi ha spinto ad arrampicarmi fin lassù per vedere il paesaggio da un’angolatura diversa. Approfittando del bel tempo, martedì 19 maggio mi metto in viaggio verso il Colle della Maddalena con Valerio che all’ultimo momento è riuscito a prendere un giorno di ferie.
Oltrepassato il valico ed entrati nel dipartimento francese Alpes de Haute Provence lasciamo l’auto in un piccolo spiazzo sulla destra (1948 m) dove parte il percorso. Il sentiero da seguire è quello che porta verso i laghi Roburent (2436 m); sentiero che, dopo qualche centinaio di metri, si perde tra la neve. In ogni caso bisogna seguire l’insenatura sulla destra idrografica del torrente fino a raggiungere il Vallone dell’Oronaye. Poco prima si attraversa il torrente verso destra, su neve portante, per tagliare e portarsi in direzione del Colle di Roburent.
Scorciatoia verso il Vallone dell’Oronaye
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Pubblicato da cuneotrekking
Mercoledì 20 Maggio, 2009
Dislivello di 615 metri circa.
Per raggiungere il Vallone di Traversiera occorre percorrere tutta la Valle Maira fino al Villar di Acceglio. Si lascia quindi la strada che prosegue verso Chiappera per prendere la diramazione asfaltata sulla destra in direzione di Lausetto. Poco dopo Colombata, a causa della neve, abbiamo dovuto lasciare la macchina, sebbene normalmente la strada prosegua su asfalto per qualche tratto, per poi diventare definitivamente sterrata fino a raggiungere, dopo un lungo percorso, il rifugio (ricovero) Carmagnola (2840 m), situato sul confine con la Valle Varaita.
Giovedì 7 maggio 2009. Gelu, Valerio ed il sottoscritto ci troviamo in macchina alle 7:00 del mattino senza ancora aver chiara la meta da raggiungere. Gelu vorrebbe andare al Monte Nebin. Io invece, dopo aver letto il resoconto di alcuni escursionisti, sarei incuriosito dai Monti Freide ed Albrage: nessuno di noi è mai stato nel Vallone Traversiera, che però dicono sia molto panoramico. Risalendo la Valle Maira ci chiariamo le idee e optiamo per questi ultimi, senza però conoscere le condizioni stradali di accesso al vallone. Ci aspettiamo che, essendo esposto a sud, la strada sia abbastanza sgombra dalla neve, per lo meno fino a quota 1900/2000 metri.
Poco dopo la borgata Colombata (1576 m) troviamo la strada sbarrata dalla neve. Peccato: siamo un po’ troppo distanti dal vero punto di partenza del percorso che avevamo intenzione di fare. Immaginavamo almeno di poter raggiungere il pianoro dove è ubicata la cappella della Madonna delle Grazie (1994 m).
Oramai siamo qui: indietro non torniamo e decidiamo di procedere anche senza una meta definita, in modo da conoscere un po’ meglio questo vallone. Per la prima volta di quest’anno ci accingeremo a fare un percorso misto, nel senso che non troveremo solo neve ma anche qualche tratto erboso.
Arrivati nei pressi di un ponte lo lasciamo alla nostra destra per continuare la marcia sulla strada innevata alla sinistra del Rio Mollasco. D’ora in poi seguiremo la strada che si inoltra nello stretto vallone e che, più avanti, salirà di quota con alcuni stretti tornanti passando in mezzo ad una pineta ben innevata arrivando così alle Grange Merletto.
Percorso misto su strada…
…e su neve
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Pubblicato da cuneotrekking
Sabato 9 Maggio, 2009
Aggiornamento: dopo lunghe ricerche abbiamo acquistato un GPS Garmin eTrex Vista HCx. Vi rimandiamo alla pagina in cui l’abbiamo descritto, parlando di come ha migliorato il nostro modo di andare in montagna.
L’escursione alla Cima Crosetta è stata la cinquantesima pubblicata su Cuneotrekking. Sotto certi aspetti si è trattato di un ripiego, perché la meta prevista inizialmente era un’altra, ma come spesso accade in questo periodo (e in particolare quest’anno), gli obiettivi ambiziosi devono essere ridimensionati sulla base delle condizioni della neve, che sono estremamente variabili e dunque difficili da prevedere.
Una cosa estremamente interessante, però, è stato il fatto che in quell’escursione abbiamo avuto modo di provare il GPS Garmin Forerunner 405, gentilmente fornitoci da Becchis Cicli di Boves. Il suo aspetto è quello di un comune orologio digitale un poco “maggiorato”, ma comunque abbastanza comodo da portare al polso:
GPS Garmin Forerunner 405
Un GPS, per un appassionato di montagna come noi, è uno strumento eccezionale. Tra le altre cose fornisce:
- lo sviluppo di un percorso e il tempo impiegato a percorrerlo;
- la velocità media e istantanea;
- la quota attuale, il profilo altimetrico e il dislivello reale superato.
Inoltre, tutto il percorso compiuto durante un’escursione può essere registrato in modo da scaricarlo, una volta tornati a casa, sul proprio computer. A che scopo? Per poterlo analizzare con calma, condividerlo con gli amici o metterlo su… Cuneotrekking.
Ecco ad esempio il percorso che abbiamo fatto durante l’escursione alla Cima Crosetta:
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La mappa è interattiva; in altra parole può essere avvicinata (cliccando sul ‘+’) o allontanata (cliccando sul ‘-’) a piacere. Inoltre, cliccando su “Mappa”, “Sat” o “Ter” si può passare, rispettivamente, alla visualizzazione su mappa stradale, foto scattata da satellite, o carta con curve di livello.
Vi assicuriamo che la traccia è estremamente precisa: ingrandendola, in molti punti potrete perfino notare le scorciatoie che abbiamo preso durante il ritorno, o i punti in cui ci siamo allontanati dal sentiero per scattare fotografie. Fantastico, non è vero? Ma non è ancora tutto.
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Pubblicato da cuneotrekking
Giovedì 7 Maggio, 2009
Dislivello di 410 m (+87 metri per cambio percorso).
La Cima Crosetta è situata alle spalle del Santuario di San Magno al termine della zona prativa, sul displuvio che confina con la Comba di Narbona.
30 aprile 2009. Partiamo con l’intenzione di salire la Cima di Test, vicino al Colle Fauniera. Siamo in tre: Gelu, Valerio ed il sottoscritto, curiosi di andare lassù per verificare lo stato del manto nevoso. Le precipitazioni dei giorni scorsi sono state sicuramente nevose oltre una certa quota, ma non abbiamo altro riferimento se non quello a vista sulle montagne del cuneese.
Arriviamo a Castelmagno salendo la valle Grana totalmente sgombra di neve. Quassù invece le cose cominciano ad essere ben diverse. La neve degli ultimi giorni si è accumulata a quella precedente ed ora attorno a noi il panorama è invernale. Parcheggiamo nel piccolo spazio al termine della strada. Fin da subito notiamo tante slavine probabilmente precipitate ieri.
Sulla strada per il Colle Fauniera
Percorriamo la strada innevata che porta al colle Fauniera per andare a vedere più avanti come si presenta la situazione. Fin dai primi tratti dobbiamo superare alcune slavine a blocchi che scendendo sulla strada hanno scaricato la loro potenza nel vallone sottostante. Su queste pendenze trasversali, con le ciastre (calzate fin dalla partenza) si fatica molto. Proseguiamo per oltre un chilometro fino ad una strettoia; quando vediamo che sul costone alla nostra destra c’è ancora tanta neve in bilico che deve ancora scendere decidiamo di cambiare meta. La via è per il momento impraticabile e, con pericolo 4 di valanghe, non è il caso di rischiare.
Su una slavina al ritorno
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Pubblicato da cuneotrekking