Dislivello di 880 metri circa.
Tempo impiegato per la salita: 3 ore circa.
Il Santuario di Sant’Anna di Vinadio, inserito in un meraviglioso scenario naturale al cospetto della Maladecia (2745 m), è ubicato nella Valle Stura ed ha il privilegio di essere il più alto d’Europa (2010 m).
Da Pratolungo saliamo i ripidi tornanti che ci portano nel Vallone di Sant’Anna ed andiamo a parcheggiare un chilometro oltre la casermetta della ex dogana (quota 1130 m circa), appena prima di una transenna con cartello di divieto.
E’ sempre bello fare una capatina a Sant’Anna di Vinadio. In ogni stagione. In estate flussi di persone e pellegrini salgono lassù per i più svariati motivi: adempiere ad un voto, chiedere una grazia a Sant’Anna, rinfrescarsi dal caldo della pianura, fare il giro dei laghi e dei colli, osservare il panorama, o anche solo per raccogliere due fiori di montagna. D’inverno, chi va lassù con lo spirito giusto sa di per poter vivere una giornata diversa, personale. L’aver potuto oggi arrivare sin qui in quest’ambiente meraviglioso e di pace assoluta mi fa capire di far parte di una categoria privilegiata. Chi non ha mai avuto la fortuna o la possibilità di andarci quando il paesaggio è innevato si è perso uno spettacolo unico, grandioso, eccezionale.
Naturalmente ora lassù è ancora pieno inverno e occorre prendere qualche precauzione, perché il percorso di salita non è agevole e passa, per lungo tratto, in una strettoia soggetta allo scarico di slavine.
Oggi, mercoledì 15 aprile 2009, le previsioni dicono che fin verso le 11:30 il tempo si manterrà buono, poi si alterneranno piogge e schiarite. Oltre a Gelu, Gianni ed il sottoscritto ci fa compagnia anche Andrea, desideroso di vedere Sant’Anna con la neve.
La preparazione per la partenza richiede sempre un bel momento, ma alle 8:15 siamo pronti per iniziare la nostra salita. Prima di partire Gelu invita tutti quelli che hanno del vino nello zaino a lasciarlo in macchina, perché oggi ha portato per tutti una bottiglia di “Bonarda” davvero speciale. Tanto meglio, così ci liberiamo di peso inutile.
Il primo tratto lo si percorre su strada liberata dalla neve poi, nei pressi di una centralina elettrica, inizia il vero percorso innevato. Si sale sulla sinistra tagliando la prima delle innumerevoli slavine che, invadendo completamente il centro del vallone, nasconde il rio sottostante. Il percorso non è obbligato. La strada estiva non si vede affatto; compare ogni tanto in alto a destra qualche tornante che indica dove dovrebbe passare. Si va quindi un po’ ad istinto, cercando di districarsi come si può in mezzo a blocchi di neve dura, resti di alberi, rocce e qualche carcassa di camoscio rimasto intrappolato sotto le valanghe.

Gianni ed Andrea in un tratto di salita

Pubblicato da cuneotrekking 

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