Escursione con racchette da neve al Monte Estelletta – 2316 m – Valle Maira

Martedì 24 Febbraio, 2009

Dislivello di 820 metri.

Il Monte Estelletta è situato su una diramazione montuosa che si sviluppa dalla base del Monte Freid (2750 m), si protrae sul vicino Monte Midia (2341 m) e piomba su Acceglio (1200 m). La sua vetta è battuta da molti sci alpinisti che salgono per godersi il panorama verso la valle del Maurin (Chiappera) e gran parte delle vette dell’alta Valle Maira.

Da Dronero, per raggiungere la borgata di Chialvetta (1494 m), punto di partenza di questa escursione, occorre risalire la Valle Maira fino ad Acceglio. Alle porte del paese, poco oltre il cimitero, svoltare a sinistra e risalire il vallone Unerzio fino a Chialvetta. (La vetta è raggiungibile, con altro percorso, anche da Ponte Maira.)

Da qualche giorno Gelu cercava di convincermi ad andare nel Vallone di Unerzio. Sapeva anche che non avrebbe dovuto insistere troppo. Non frequentando più questa zona da qualche anno avevo dimenticato quanto fosse bella e gli sono grato per avermelo ricordato. Pratorotondo è anche la patria dell’amico e collega Bruno Rosano, autore di pregevoli libri fotografici e di sci alpinismo, come “Chappuei en Val Maira” e “Charamaio en Val Maira” (editore Bruno Rosano).

E’ con un po’ di timore reverenziale nei suoi confronti che ci apprestiamo ad iniziare, giovedì 19 febbraio 2009, questa camminata. Verso le 9:15 siamo di partenza dal parcheggio antistante l’abitato di Chialvetta (1494 m). Il termometro segna –8°.

Entrati nella borgata risaliamo la stradina che passando tra le case costeggia la parrocchiale. Al termine del paese calziamo le ciastre ed iniziamo a risalire il vallone con percorso battuto soprattutto da sci alpinisti che hanno lasciato parecchie tracce. Dopo circa 400 metri la nostra pista transita nelle vicinanze di un ponte che lasciamo sulla sinistra mentre noi proseguiamo attraversando alcuni prati e boschetti fino a raggiungere le prime baite di Pratorotondo (1639 m).

Arrivo a Pratorotondo (1639 m)

Pratorotondo è una graziosa borgata di una quindicina di case e una cappella. La superiamo sulla destra, dirigendoci verso un secondo nucleo di case, denominato Viviere (1713 m), posto in anch’esso bella posizione panoramica. Superato anche Viviere attraversiamo un boschetto di larici fino ad incrociare la rotabile che sale verso Prato Ciorliero. Dopo qualche centinaio di metri, in un tornante, ci troviamo al bivio (1829 m) per il Colle di Ciarbonet. Numerosi itinerari (cartelli segnaletici) proseguirebbero verso sinistra. Prendendo invece a destra seguiamo la strada che sale verso le graziose grange Mazzegliera (1865 m).

Verso le grange Mazzegliera

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Escursione con racchette da neve al Passo di Ceresole – 1620 m – Valle Colla

Mercoledì 18 Febbraio, 2009

Dislivello di 620 metri circa.

L’itinerario inizia dalla bella frazione Rosbella di Boves (1000 m). Con uno sviluppo completo di circa quattordici chilometri e un dislivello di 620 metri raggiunge il passo di Ceresole dove incrocia il sentiero della via normale che dal Buscaié (San Giacomo di Boves) conduce al Bric Costa Rossa (2404 m).

La rotta segue, a grandi linee, la cresta che divide la valle Colla dalla valle Vermenagna, ed offre all’escursionista il miglior panorama sulla Bisalta e ottimi scorci su gran parte dell’arco alpino da Rocca dell’Abisso (2755 m) al Monviso (3841 m).

Per raggiungere Rosbella occorre, da Madonna dei Boschi di Boves, seguire i cartelli per San Giacomo. Dopo circa un chilometro si lascia, a sinistra, il ponte sul torrente Colla e si continua a seguire la strada (via Merlat) che costeggia le colline. Proseguendo per altri due chilometri ci si imbatte, ancora a sinistra, in un secondo ponte. Si continua ancora dritto oltrepassando una borgata. Dopo altri 250 metri si svolta a destra in Via Peroca (un cartello poco visibile indica anche Rosbella) e in pochi minuti si raggiunge la base di partenza ai piedi dell’abitato.

Per influenze o impegni di lavoro, giovedì 12 febbraio 2009 non trovo nessun compagno disposto a condividere con me questa escursione. La giornata è bella e la temperatura rigida.

Lasciata la macchina poco dopo le 8:00 nel parcheggio antistante Rosbella, seguo immediatamente, a destra, la strada che in leggera salita passa nella pineta a fianco di alcune case. In fondo al lungo rettilineo iniziale, un tornante verso sinistra mi fa salire di quota andando a costeggiare, poco oltre, alcune palazzine edificate negli anni ’70 sulla dorsale che va in direzione del prato del Soglio.

La strada prosegue per un bel tratto all’aperto e più avanti si addentra in una pineta al termine della quale si tralascia, a sinistra, un viottolo che conduce ad una borgata. A questo punto, abbandono per una mezz’oretta l’itinerario per fare una capatina al vicino prato del Soglio (1100 m). E’ una deviazione che vale la pena di compiere per godere dell’ottimo panorama che spazia dal Monte Bussaia (2451 m) al Monviso (3841 m).

Arrivo al prato del Soglio

Panorama verso il Monviso

Baita ricoperta da circa 1,80 metri di neve

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1068 visite in 4 giorni

Mercoledì 11 Febbraio, 2009

Ringraziamo i lettori, vecchi e nuovi, che ci sono venuti a trovare nelle ultime settimane, superando in numero ogni nostra aspettativa.

Negli ultimi quattro giorni, ad esempio, abbiamo ricevuto ben 1068 visite. Più di 250 al giorno, in media: 267, per la precisione.

Questi numeri ci spingono a proseguire con ancora più determinazione, mantenendo naturalmente sempre lo stesso filo conduttore: raccontare, senza pretese, le nostre montagne, sperando di incuriosire e affascinare chi ci legge.

Per aiutarci a migliorare sempre più, per suggerirci nuove escursioni o semplicemente per fare quattro chiacchiere invitiamo i lettori a lasciarci un commento. Per farlo è sufficiente andare alla sezione “lascia una risposta” che si trova al fondo di ogni descrizione.


Escursione con racchette da neve alla Testa di Garitta Nuova – 2385 m – Valle Varaita

Lunedì 2 Febbraio, 2009

Dislivello di 1050 metri + 185 (per aver lasciato la macchina prima).

Tempo impiegato per la salita: 4 ore e 20 minuti.

La cima, situata a confine tra la Valle Varaita e la Valle Po, offre un panorama splendido verso la catena del Monviso. Può essere raggiunta dal Vallone di Gilba (Brossasco) oppure, con percorso più breve, dal Pian Munè (Rossana).

Non conosciamo questo monte; ne abbiamo sentito parlare e quel nome, molto originale, ci incuriosisce. Sappiamo che questa escursione può essere adatta a chi pratica lo scialpinismo e agli amanti delle ciastre, anche se per quest’ultimi un po’ impegnativa. Sento l’amico Gelu e ci mettiamo d’accordo per l’indomani, venerdì 30 gennaio 2009. Da una vecchia cartina mi sono fatto un’idea del luogo e da un libro di Paolo Caroni ho tratto qualche spunto.

Raggiunta Brossasco, verso il fondo del paese, occorre prendere la deviazione per il lungo Vallone Gilba percorrendo altri 8/9 chilometri di strada. Vorremmo andare in macchina fino a Borgata Danna, ma non riusciamo a raggiungerla a causa del ghiaccio sul fondo di una stretta curva. Lasciamo quindi l’auto in uno slargo al bivio sotto la Borgata di San Sisto. A causa di questo inconveniente dovremo superare ulteriori 185 metri di dislivello.

Prendiamo ora, a sinistra, la direzione verso la Borgata Barra. Dopo pochi metri, ad un secondo bivio, inforchiamo la strada che sale a gomito sulla destra tra due spessi muri di neve e, dopo un lungo tragitto, raggiungiamo la Borgata Danna (1335 m) dove la strada è chiusa.

Calzate le racchette  ci inoltriamo tra le belle baite sepolte sotto enormi cumuli di neve, fino a che non raggiungiamo la chiesetta posta in cima alla borgata.

Il vecchio forno

Tra le baite innevate

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