Dislivello di 1291 metri.
L’escursione, fatta in condizioni normali, non è difficile. Eventuali complicazioni possono trovarsi, dopo aver superato il Rifugio della Lausa (2404 m), nel vallone pietroso superiore e nel superamento del canalone detritico che porta al Passo o Colle della Lausa. Il tratto di salita sulla punta non presenta difficoltà, ma è consigliata ad escursionisti esperti. E’ stata una piacevole camminata, non troppo faticosa, molto appagante per la vista che si gode dalla cima. Tempo impiegato per la salita: ore 2 e 45 minuti.
La Testa dell’Ubac , con la Rocca Brossé (2988 m) , il Tenibres (3031 m) e la Rocca Rossa (2995 m), va a chiudere a semicerchio, a sud-ovest, il Vallone Superiore del Piz. La via normale per la salita, quella che ho seguito, parte dal Rifugio Talarico (1712 m), (accesso stradale da Pontebernardo, direzione Murenz e poi Prati del Vallone).
Lunedì 13 ottobre avevo già provato ad affrontare questa escursione. Mano a mano che percorrevo la Valle Stura notavo che il cielo diventava sempre meno promettente. Sperando in un miglioramento, avevo ugualmente raggiunto in macchina il Rifugio Talarico e iniziato la salita. Quando oramai mi trovavo in vista del Rifugio della Lausa, incominciò a venire giù una pioggerellina insistente che mi costrinse a rinunciare.
Quattro giorni dopo, venerdì 17 ottobre 2008, eccomi di nuovo qui. Finalmente oggi la giornata sembra nettamente migliore. Posata l’auto nei pressi del Rifugio Talarico inizio l’ escursione alle 8:00 precise. Non c’è nessun altro nei paraggi. Muovo i primi passi verso il vallone centrale seguendo la strada che, dalla piana erbosa, sale verso il Colle di Stau (2500 m, percorso GTA). Dopo alcuni tornanti abbandono la carrareccia per prendere, a sinistra, il sentiero (segnalato) che va in direzione del Rifugio Lausa. Con piacevole percorso a zig-zag , non faticoso, in mezzo a larici con marcati colori autunnali, risalgo questa parte di vallone che porta in una prima conca pietrosa. A sinistra (ometto), lascio il sentiero che, scavalcato un rio, si inoltra nel canalone detritico verso il Passo di Vallone (2780 m). Più sopra, alla mia destra e sotto una parete di roccia, compare, abbarbicato su un ripiano, il Rifugio della Lausa (2404 m).

Verso il Rifugio della Lausa (2404 m, quasi mimetizzato verso il centro della foto)
Per raggiungerlo, il sentiero si inerpica e supera, sulla sinistra orografica del Vallone, alcuni pendii erbosi alternati. Lo raggiungo alle 9:10. (Il rifugio è privato; per le chiavi occorre rivolgersi all’albergo Barricate di Pontebernardo). Non è il classico bel rifugio alpino, ma una semplice ex casermetta, come se ne vedono molte sui nostri valichi, riattata.
Il sentiero continua (qualche tratto in frana) verso il centro della bastionata rocciosa e si porta a ridosso del vallone superiore. Poche decine di metri prima devo arrestare la mia marcia per qualche minuto poiché due stambecchi maschi sono in mezzo al sentiero e non hanno nessuna voglia di spostarsi. Alla fine mi devo cercare un percorso alternativo e, per non disturbarli, risalgo alla meglio un tratto abbastanza ripido.
Giunto sulla bastionata, il paesaggio cambia decisamente aspetto e diventa più severo. Ora sono i massi che la fanno da padrone. Qualche centinaio di metri più avanti, la mulattiera passa nelle vicinanze di una torretta di pietre (2514 m) eretta a ricordo dell’alpinista Cesarino Giusta, mentre con la coda dell’occhio intravedo, oltre, il canalone che dovrò affrontare e che conduce dritto al colle della Lausa. Poco più avanti lascio sulla mia destra un sentiero che sale al Colle di Vens (palina).
Passo e Cima sud di Vens
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