Escursione al Becco Alto dell’Ischiator – 2996 m – Valle Stura

Dislivello di 1376 m.

Difficoltà: il tragitto fino al Passo di Laris è per escursionisti; il percorso poi diventa più impegnativo  anche perché occorre  appoggiare  le mani sulla roccia per superare qualche passaggio (viene data come “facile” nella scala alpinistica di difficoltà). Se c’è ancora neve oltre il Passo, diventano indispensabili piccozza e ramponi.

Tempo impiegato per la salita: ore 2 ore e 37 minuti.

Nelle belle giornate, quando si arriva nella piana di Demonte, spicca una stupenda cima che assomiglia in tutto e per tutto al Cervino: è il Becco Alto dell’Ischiator, che situato al confine tra il Vallone dell’Ischiator e la Val de la Tinée domina tutta la Valle Stura. La partenza per questa escursione inizia dopo aver percorso in auto alcuni chilometri di via sterrata a monte dell’abitato di Besmorello (Bagni di Vinadio). Sul sito della provincia di Cuneo si trova una mappa del percorso.

Il Becco Alto dell’Ischiator (2996 m) visto da Aisone

Avevo in programma questa escursione già dell’ottobre dello scorso anno, ma a causa del brutto tempo ero sempre stato costretto a rimandarla. Ora è finalmente arrivato il momento di provarla.

Nel periodo estivo preferisco partire presto. Eccomi dunque al parcheggio di Besmorello alle 6:03 di lunedì 11 agosto 2008. La prima parte del percorso è quella già descritta nella gita al rifugio Migliorero (2094 m).

L’alba che colora pian piano le cime del vallone dell’Ischiator è spettacolare: il sole che sorgendo illumina le montagne mi ripaga ampiamente il sacrificio di aver puntato la sveglia alle 4:15 del mattino.

L’alba nel Vallone superiore dell’Ischiator

Verso le 6:50 mi ritrovo a fianco del rifugio. C’è un signore che sta girovagando nei suoi pressi, ma credo che la maggior parte degli escursionisti sia ancora al caldo tra le coperte.

Passo così nei pressi del lago inferiore dell’Ischiator. Appena oltre, la traccia segue il centro valle salendo tra pietre e cespugli, poi transita vicino ad un grande masso e si snoda oltre, verso il lago mediano sulla sinistra idrografica della valle. Il sole ora fa capolino alle spalle del rifugio e i suoi raggi cominciano a riscaldarmi.

I primi raggi di sole dal lago verso il rifugio Migliorero (2094 m)

Proseguo sul sentiero sotto la balza dei laghi mediani fino al bivio che, a destra, stacca verso il passo di Laris. Il sentiero inizia ora con una lunga serie di zig-zag salendo dapprima sulle rocce che racchiudono la conca lacustre e poi proseguendo fino ad un pianoro roccioso, svoltando, ad un certo punto, a destra (fare attenzione e seguire le tacche rosse), dove molto più in alto si intravede la posizione del passo. Ora sono di nuovo in ombra e con questo fresco cammino agevolmente fino a raggiungere, un centinaio di metri sotto il passo, un vecchio ricovero addossato alle rocce. Da qui in poi salgo su terreno sempre più ripido misto a erba e in pochi minuti raggiungo il Passo di Laris (2757 m). Ora sbuco nella valle adiacente e scorgo, finalmente, alla mia sinistra, parte della sagoma del Becco Alto.

dal Passo di Laris sguardo verso la Bassa di Schiantalà

Il Passo di Laris fotografato salendo sul Becco Alto

Mi fermo un attimo per studiare il percorso più lineare. Devo scendere per una quindicina di metri su terreno pietroso e franoso, poi devo raggiungere la parte alta del nevaio sottostante, dove scorgo una traccia di sentiero che, passando sotto le rocce Tessari (si intravede una lapide) conduce con un semicerchio sulla parte destra della base piramidale. Da lì le tracce (tacche rosse) mi conducono a seguire, con percorso diagonale verso sinistra, una fessura grigiastra che porta centralmente alla base del castello sommitale.

Fessura grigiastra

Da questo punto si intravede la croce di vetta.

La piramide sommitale e la croce di vetta

Tenendomi sulla destra, mi lascio guidare in salita libera fino in cima. Arrivo in punta alle 8:40. Anche questa volta godo di un meraviglioso spettacolo di cime. Ad ovest domina il Tenibres, la più alta cima della Valle Stura, su cui ero salito qualche giorno prima. Ad est il Corborant (che salirò il 14 agosto con Martino e Roby). Verso la Francia spiccano i laghi Rabuons e Cimon. Non si vede bene la Valle Stura per un po’ di foschia. In lontananza Rocca la Meja e, in fondo, il Monviso.

La croce di vetta del Becco Alto dell’Ischiator

La Valle Stura

Il vicino Corborant (3010 m)

Il lago Rabuons

Per almeno tre quarti d’ora me ne sto ad ammirare il paesaggio e poi decido di scendere.

Discesa verso il Passo di Laris

Giunto al Passo di Laris vedrò i primi escursionisti della giornata alle prese con la salita. Ne incontrerò ancora altri due sul percorso che conduce dal lago mediano al passo e poi più nessuno fino al rifugio.

Il rifugio Migliorero fotografato al ritorno

Bibliografia

Bruno Michelangelo, “In Cima, 73 normali nelle Alpi Marittime (Volume I)“, seconda edizione, Blu Edizioni.

Parodi Andrea, “Vette delle Alpi, dalla Liguria al Monviso“, Andrea Parodi editore.

Carta dei sentieri e dei Rifugi 1:25.000” n° 112 – Istituto Geografico Centrale.

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