Dislivello di 1559 metri.
Difficoltà: la salita non presenta problemi, se non nel canalino che sale al Passo di Tenibres. A causa dell’ambiente isolato e di alta montagna occorre avere un buon equipaggiamento e senso dell’orientamento. La gita è adatta ad escursionisti esperti. Tempo impiegato per la salita: 3 ore e 10 minuti.
Il Monte Tenibres è la cima più alta della Valle Stura ed è posto al confine tra le Valli Stura e Tinée. Si accede da Pietraporzio dal parcheggio al Pian della Regina.
Martedi 5 agosto 2008. Ho deciso che devo colmare una grossa lacuna: quella di non avere ancora mai messo piede nelle vallate di Pietraporzio e Pontebernardo. Non c’è mai stato un motivo preciso, ma all’ultimo momento ho sempre preferito mete diverse, magari nelle vallate appena prima o subito dopo. Questa volta invece andrò sul Tenibres, di cui ho molto sentito parlare, specialmente per la lunghezza del tragitto. Le previsioni indicano bello in mattinata, con un peggioramento nel primo pomeriggio; devo quindi partire presto. Alle 5:50 parcheggio la macchina al Pian della Regina (1472 m).
Alba verso il Monte Bersaio
Mentre sta albeggiando verso il Monte Bersaio, inizio la camminata attraverso la ben tenuta carrareccia che si inoltra nel Vallone del Piz. Il primo tratto lo si fa attraversando il boschetto di larici su strada sterrata e lineare, al termine del quale si vira verso l’avvallamento superiore, dal quale si iniziano ad intravvedere, a destra, la cima del Becco Alto del Piz (2912 m) e la Rocca Rossa (2995 m) a sinistra.
La Rocca Rossa (2995 m) al centro
Qualche minuto più avanti si costeggia il laghetto dell’Ausarel (1898 m). Poco oltre lo sguardo si posa su un enorme larice centenario, denominato, in dialetto occitano, “Lou merze gros” , veramente spettacolare per grandiosità.
Sotto le ali protettive del “Merze gros”
La strada prosegue diritta fino a un largo curvone dal quale diparte il sentiero GTA che porta, attraversando la Bassa di Schiantalà, verso il Passo di Rostagno ed il Rifugio Zanotti. Seguo ancora per qualche decina di metri la carrareccia che sale in direzione del Passo Sottano di Scolettas (2223 m) che si intravede a poca distanza, fin tanto che, a sinistra, incontro la deviazione (palina) che sale verso il lago Mongioie ed il Passo di Tenibres. Il sentiero si inerpica ora a zig-zag sulle Rocce Mongioie attraversando, più su, alcune sorgenti ed il rio proveniente dal Lago
Il Vallone superiore del Piz
Salendo ancora un po’ si raggiunge il Vallone Superiore del Piz e la depressione dove, sotto la Punta Zanotti, è ubicato il bel laghetto Mongioie (2480 m).
Il lago Mongioie (2480 m)
Non mi accorgo che il sentiero prosegue sulla destra e così mi ritrovo nei pressi della casermetta posta leggermente più in alto. Tornato al sentiero, che dal centro valle si sposta sempre di più sulla sinistra orografica, sotto la base del Becco Alto del Piz, proseguo la camminata incontrando, in momenti diversi, due branchi di mufloni spaventati dal mio arrivo. Ora, in cima al vallone, noto avvicinarsi sempre di più l’intaglio del Passo di Tenibres, affiancato, a destra, da una ex casermetta. Il tratto si fa più scosceso e parecchio franoso. Grazie ai consigli dell’amico Renzo mi tengo a destra sulle rocce, evitando qualche sicura scivolata. Finalmente, alle 8:50 raggiungo il Colle (2940 m).
La vetta del Tenibres vista dal passo
Girando sulla sinistra, intravedo bene e ormai vicina la Cima del Tenibres, un centinaio di metri più alta. Attraverso un nevaio e mi inerpico per gli ultimi metri e finalmente la raggiungo. Sono le 9:00. Sono contento di godermi questa bella mattinata. Purtroppo il Corborant e il Becco Alto dell’Ischiator non sono illuminati dal sole.
La cima del Monte Tenibres (3031 m)
La croce di vetta
Le punte di Schiantalà e, a destra, il Becco Alto dell’Ischiator (2996 m)
Autoscatto sulla cima
Mi fermo una mezz’ora in punta per godermi il panorama verso le montagne e i laghi sottostanti, tra cui quello di Rabuons. Intraprendo la discesa con un po’ di apprensione per il franoso tratto di discesa dal Colle, ma tenendomi, come all’andata, sulle rocce, riesco a scendere in tranquillità.
Discesa dal Passo Tenibres
Raggiunto in breve il lago Mongioie, lo costeggio, per tutto il suo perimetro, per ammirarlo da tutte le angolazioni. Ora mi dispiace di essere già sceso perché verso le punte il cielo si è ben rasserenato. E’ presto per uno spuntino, quindi scendo più a valle, incontrando le prime persone della giornata sulla strada che porta al Rifugio Zanotti.
Vista dalle Rocce Mongioie verso il Vallone sottano del Piz
Alle 11:25, sotto un sole cocente, mi convinco alla pausa spuntino sotto le ali protettive del “Merze gros” per poi ridiscendere al Pian della Regina.
Bibliografia
Bruno Michelangelo, “In Cima, 73 normali nelle Alpi Marittime (Volume I)“, seconda edizione, Blu Edizioni.
Parodi Andrea, “Vette delle Alpi, dalla Liguria al Monviso”, Andrea Parodi editore.
“Carta dei sentieri e dei Rifugi 1:25.000“, n° 112 – Istituto Geografico Centrale.














