Dislivello di 1163 metri.
Difficoltà: Il sentiero è ben evidente fino alle grange dell’Autaret, poi si deve andare ad istinto fino alla cima. Adatto ad escursionisti esperti che anche in caso di nebbia sappiano ritrovare la via del ritorno. Tempo impiegato per la salita: ore 3 circa.
La valle Varaita è per noi abbastanza lontana, ma le recenti escursioni che vi abbiamo fatto mi hanno fatto conoscere luoghi unici. Per questo, quando Gelu mi ha proposto questa escursione non ho avuto alcun dubbio.
Giovedì 24 luglio 2008 alle 8:01 siamo di partenza da Sant’Anna di Bellino verso la strada che ci conduce al Pian Ceiol (vedi descrizione dell’escursione al Monte Maniglia). La giornata è magnifica: non vediamo una nuvola. Ci portiamo verso le barricate che superiamo con decisione. Più sopra, vicino ad un casolare isolato, il sentiero percorre un tratto a serpentina innalzandosi sotto le pendici del Buc Faraut (2914 m), al termine del quale inizia a distendersi nel Vallone dell’Autaret con grandiosa visione del Monte Maniglia.
Il Monte Maniglia (3177 m)
Dopo la diramazione che porta verso il Colle di Bellino (2804 m) arriviamo in prossimità di due grange appaiate (2540 m). Da qui non seguiamo più il sentiero che proseguirebbe con il bivio verso le direzioni della Bassa di Terrarossa (2838 m) o del Colle dell’Autaret (2875 m), ma decidiamo di attraversare il rio per proseguire ad istinto salendo alcuni panettoni in direzione nord, a ridosso delle grange, dove immaginiamo sia ubicato il laghetto dell’Autaret (2678 m). Ogni tanto, alcune tracce di sentiero ci confermano che siamo sulla direzione giusta. Incontrato il lago, ci appare, inconfondibile, lontana e sul fondo, la sagoma della facile Testa dell’Autaret.
Il laghetto dell’Autaret
La Tète del l’Autaret, meta di questa escursione
Il posto paesaggisticamente è magnifico: le piogge di quest’anno hanno reso verdissimi tutti gli immensi prati e panettoni che ci prepariamo a superare.
Dopo un bel tratto di cammino, l’erba lascia il posto alle rocce calcari e sfasciumi ed il percorso diventa più ripido, ma non difficile. Raggiunta la cresta, superiamo, senza difficoltà, un’anticima e pochi minuti dopo raggiungiamo la cima. Il mio orologio segna le 10:50.
Avvicinamento alla cima…
Il segnale di pietre sulla cima
Non ci sono croci a testimoniare che siamo in punta, ma solo un mucchio di pietre accatastate. Ci rendiamo conto di trovarci a pochi metri da un precipizio che guarda verso il Vallone di Ciabriera. Davanti a noi spicca, più alto, il Pelvo di Ciabrera (3152 m), mentre a nord osserviamo inconfondibili le cime del Mongioia e del Salza.
Dalla punta, vista sul Pelvo di Ciabrera (3152 m)
In lontananza il Mongioia (3340 m) a sinistra ed il Salza (3326 m)
Nel vallone sottostante intravediamo anche il Pian Ceiol e Sant’Anna di Bellino dove abbiamo lasciato l’auto.
Dopo aver fatto le doverose foto ci apprestiamo a ritornare più in basso per uno spuntino. Ci sarebbe la possibilità di percorrere un giro ad anello, scendendo, ad ovest, verso il Colle dell’Autaret e passando poi sotto le falde del Monte Maniglia; scegliamo però di fare la discesa diretta, dopo aver ripercorso un tratto di cresta, verso lo splendido laghetto incontrato all’andata, per poi fermarci presso le grange da cui avevamo intrapreso la salita.
Siamo contenti di questa scelta, perché proprio qui facciamo conoscenza con il simpatico signor Levet, padrone della grangia, e di altri due suoi amici, coi quali abbiamo condiviso i nostri viveri e le esperienze di montagna.
Il pranzo con gli amici alle Grange dell’Autaret
Verso le 14:15 riprendiamo la via del ritorno, ripercorrendo a ritroso il sentiero del mattino.
Bibliografia
Bruno Michelangelo, “In Cima, 90 normali nelle Cozie Meridionali“, Blu Edizioni.
“Carta dei sentieri e dei Rifugi 1:25.000“, n° 111, Istituto Geografico Centrale.











Lunedì 15 Settembre, 2008 alle 21:28 |
Ottima descrizione del percorso…..complimenti….alla prossima..Gelu.
Martedì 16 Settembre, 2008 alle 18:47 |
E la prossima gita… è già domani.
Elio
Venerdì 19 Settembre, 2008 alle 23:37 |
Un saluto, solo per informarvi che da Aprile a oggi ho continuato a leggere le vostre descrizioni e come in questo caso mi danno degli spunti per valloni che conosco poco.
Devo però ammettere che le mie escursioni sono un po’ più tranquille delle vostre, in questo caso il mio obiettivo è il lago dell’Autaret, saluti
Sabato 20 Settembre, 2008 alle 14:02 |
Salutiamo con piacere Valerio, nostro assiduo lettore, dicendogli che l’estate si presta di più a fare gite impegnative che nelle altre stagioni, ma, con l’autunno, anche noi dovremo ridimensionarle un po’. Consiglio molto il lago dell’Autaret, perché è inserito in un ambiente grandioso e spettacolare.
Saluti.
Domenica 28 Settembre, 2008 alle 11:47 |
Grazie della risposta, vi do uno spunto per un escursione in Vermenagna.
Domenica ho fatto il lago inferiore Frisson, vi consiglio il monte Frisson con la sua forma che somiglia al Cervino è una delle montagne piu belle a vedersi cia
Domenica 28 Settembre, 2008 alle 22:02 |
Come avrai notato, abbiamo inserito la gita alla Rocca dell’Abisso, in cui compare una foto col Frisson. Ne terremo certamente conto per una delle prossime escursioni. Grazie per il suggerimento.
Ciao.