Dislivello di 1500 metri circa.
La Testa di Tablasses è una montagna composta di rocce granitiche ed è situata a confine tra la Val de la Tinée e la Valle Gesso. Offre un grandioso panorama su gran parte della cerchia delle Alpi Marittime, dall’Argentera al Malinvern.
Era da almeno un paio d’anni che volevo salire questa punta. L’ultima volta l’avevo mancata perché, tradito da una traccia di sentiero rivelatasi poi falsa, non avevo individuato il passaggio chiave e mi ero andato ad impegolare su una parete franosa che portava in cresta ma fuori mano. Giunto a casa, ingrandendo le fotografie della cima fatte dalla Testa sud di Bresses, ne avevo individuato un possibile percorso. Oggi 25 giugno 2008, spero di avere l’occasione di verificare se avevo visto giusto.
La giornata si presenta bella. Per completare tutto il giro che ho in mente di fare e per non bruciare troppo al sole devo partire più presto del solito.
Arrivo alle Terme di Valdieri qualche minuto prima della 6:00. La temperatura non è né fredda né calda: un ottimo inizio. Alle 6:04 inizio la camminata verso il Valasco che raggiungo una quarantina di minuti dopo. Giunto nella parte superiore, passato il ponte a monte della cascata, seguo il tragitto verso il Colletto del Valasco (palina) entrando in un boschetto di larici. Il sentiero, con numerosi zig-zag prima più ampi e poi più stretti, sale di quota e mi conduce nella solitaria Val Morta. La percorro fino all’incrocio con la strada militare che dalla Val Scura porta in direzione dei laghi di Fremamorta. A questo punto la seguo verso destra (indicazione passo dei Prefouns) per almeno otto/novecento metri fino a quando arrivo nei pressi di alcuni tornanti sorretti da grandi muretti di pietre. Abbandono ora la strada militare e salendo alla meglio, mi affaccio sul sovrastante Vallone dei Prefouns.

Il Vallone dei Prefouns
Il primo tratto lo percorro in camminata libera su massi granitici passando a sinistra di un laghetto, poi sempre su neve solida per tutto il resto della valle fino a pochi metri dal passo. La mia idea originaria era invece evitare il colle e risalire il canalone di Tablasses, ma poi ho cambiato idea dato che questo è ormai privo di neve.

Vallone dei Prefouns verso le cime di Valrossa
Verso le 8:55 arrivo al Passo di Prefouns (2620 m), dove mi ritrovo solo tra stambecchi. Scattate alcune foto riprendo il sentiero che, a sinistra, porta verso il Passo di Tablasses.
Parte delle Creste Savoia
Dal Passo di Prefouns verso le creste Savoia, con il mio zaino in primo piano
Dopo alcune acrobazie per evitare l’impatto diretto con alcuni stambecchi intenti a brucare erba sul mio passaggio, riprendo la marcia sul sentiero, in alcuni punti un po’ sconnesso, andando a cercare il canalone detritico che si trova grosso modo nella parte centrale della parete sud. Abbandono ora il sentiero che prosegue in direzione del Passo di Tablasses e, per pietre ed erba, risalgo a vista il canalone tenendomi sulla sinistra di una grande e scivolosa lingua di neve. Devo porre un po’ di attenzione quando questa, restringendosi, mi costringe a deviare sulle rocce con alcuni passi di I e II, ma è questione di pochi metri. Ora non mi resta che salire la pietraia sovrastante e sbucare sulla sella superiore tra l’anticima e la cima, punto di incontro col canalone di Tablasses, superare poi un piccolo nevaio e finalmente arrivare in punta.
L’anticima sud-ovest di Tablasses (2825 m)

Arrivo del Canalone di Tablasses
Sono le 9:50. Ne valeva veramente la pena. Il paesaggio che si gode da quassù è superlativo.

La cima di Tablasses (2851 m)

Panorama verso Claus e Malinvern

Sguardo verso il Caire di Bresses
Verso la Cima di Valcuca e la Rocca Soprana San Giovanni

La Cima Nord di Tablasses dalla Cima Sud
Mi fermo per almeno una mezz’oretta ad ammirare e riconoscere le “mie” montagne ad una ad una, scattando numerose foto, poi salgo anche sulla seconda cima a sud, di qualche metro più bassa, e mi preparo per la discesa. Ripercorso in discesa un tratto del canalone, questa volta sul lato opposto, mi sposto di poco più in basso cercando di perdere meno dislivello possibile e così, percorrendo qualche centinaio di metri a metà costa, mi porto nelle vicinanze del colletto; risalendo tra grossi massi granitici giungo al Passo di Tablasses (2742 m). Potrei scegliere di discendere verso i laghi di Fremamorta attraverso il Colletto di Bresses, poi mi decido a scendere direttamente in Val Morta. C’è ancora parecchia neve da questa parte, per cui, dalla caserma sottostante, per ritrovare il vecchio sentiero, devo seguire in discesa un percorso diagonale verso sinistra, tenendomi dapprima vicino alle rocce.

Scendendo dal Passo di Tablasses
Arrivo così ad una selletta sottostante; qui mi fermo su un masso sporgente per lo spuntino del pranzo. Dalla selletta, sempre a sinistra, scendo nella conca sottostante (in estate ha sede un grazioso laghetto) e poi proseguo su nevaio, costeggiando a un centinaio di metri di distanza la massicciata dei Tablasses. Più in basso, nei pressi della base della Cima Prefouns, ritrovo la mulattiera che seguo per un po’, fino a quando, per una frana di massi, sparisce nel nulla. Scendendo in verticale per qualche decina di metri la reincontro. Da questo punto in poi non la si smarrisce più e, tra radi larici e rododendri, con numerosi tornanti mi ritrovo sulla strada militare al centro della Val Morta. Ripercorro ora in discesa il sentiero fatto al mattino attraverso la Valle, scendo al Valasco e poi sempre più giù, fino alle Terme di Valdieri.
Bibliografia
Bruno Michelangelo, “In Cima, 73 normali nelle Alpi Marittime (Volume I)“, seconda edizione, Blu Edizioni.
Parodi Andrea, “Vette delle Alpi, dalla Liguria al Monviso“, Andrea Parodi editore.
“Guida dei sentieri alpini della Provincia di Cuneo (Volume II)“, Provincia di Cuneo (disponibile on-line).
“Carta dei sentieri e dei Rifugi 1:25.000“, n° 113 – Istituto Geografico Centrale.






