Dislivello di 1031 metri + 212 di risalita al Colle Seccia.
La Rocca di San Bernolfo (2681 m) domina il paesaggio della Vallata dei Bagni di Vinadio. Dalla cima rocciosa si gode di un magnifico panorama che spazia le Alpi Marittime dalla Maladecia al Corborant.
Sabato 21 giugno 2008. Partiti alle 8:30 dal parcheggio di San Bernolfo, Vale ed io prendiamo a sinistra la strada carrozzabile che attraversa il torrente Corborant (fontanella qualche metro dopo sul lato destro della strada) e che conduce gradatamente verso il lago di San Bernolfo. Passando in mezzo ad una bella pineta ombrosa usufruiamo di qualche scorciatoia per portarci in mezz’oretta nei pressi del Rifugio De Alexandris – Foches (1910 m). Giunti al colletto del Laus, di fronte ad alcuni ricoveri in muratura, svoltiamo a destra (palina), per il bel sentiero che sale dolcemente con alcuni tornanti, tra rododendri e qualche larice, alle spalle del rifugio.
Il sentiero alle spalle del rifugio De Alexandris – Foches
Superato un rio risaliamo ancora diversi tornantini per poi sbucare in una conca pietrosa soprastante. Il sentiero ora segue la sinistra orografica del vallone e si prepara a superare alcuni ripiani. Continuando la nostra salita, in una conca alla nostra sinistra notiamo anche un piccolo laghetto semi-ghiacciato formatosi dal percolamento della neve.
La Rocca di San Bernolfo, la nostra meta
Verso la metà del percorso il sentiero passa nei pressi di una forcella dalla quale si apre un orrido profondo almeno 400 metri verso il Vallone di San Bernolfo. Si continua il cammino sempre sotto le pareti della Guglia di San Bernolfo con qualche piccolo nevaio da scavalcare e poi, gradatamente, svoltiamo a destra, con percorso franoso in ripidi tornanti, verso l’intaglio roccioso dove sorge il piccolo colletto (2555 m) che si affaccia nel Vallone di Seccia.
In prossimità del colletto
Abbandonato il sentiero che inizia a scendere verso destra, seguiamo, verso levante, alcune tracce, prima in leggera discesa, poi in salita per portarci su roccette e magra erba poco sotto il filo di cresta della Rocca. Verso la cima il percorso si fa più dolce e si arriva dapprima ad un punto trigonometrico e, subito dopo, alla croce di vetta posta sull’estremità della Rocca. Sono le 10:55. Troviamo altre tre simpatici signori già sul posto che ci fanno compagnia e che poco dopo inizieranno la loro discesa diretti al lago di mezzo nel Vallone di Collalunga. Noi ci fermiamo per ammirare laghi e vette che circondano questo luogo incantevole ed anche per uno spuntino.
La croce di vetta
Decidiamo poi di scendere con un percorso diverso. Ritornati, a ritroso, al colletto di quota 2555, prendiamo la mulattiera che con lunghi tornanti perde quota gradatamente nel Vallone di Seccia, dapprima sotto le pendici della Rocca di S. Bernolfo, poi sotto le Punte di Gavia. Passando tra nevai e rocce cerchiamo di mantenerci costantemente nei pressi della mulattiera.
Un attraversamento nel vallone di Seccia
Scesi a quota 2350 m ha inizio gradatamente la risalita, quasi costantemente su neve, che conduce nella conca del lago di Seccia (2493 m). Il cielo si scurisce sempre più.
Il lago di Seccia (2493 m) semi ghiacciato
Contornato il lago verso destra puntiamo in direzione di una costruzione in pietra posto alla destra del Colle della Seccia (2562 m). Qui ci appaiono, in tutta la loro bellezza, i laghi di Colle Longue, ancora semi ghiacciati.
Dal Colle di Seccia vista sui laghi di Colle Longue
Scendiamo nella loro direzione e arrivati alla base del primo risaliamo il poggio alla nostra sinistra per scendere poi direttamente verso le casermette ex militari che ospitano la struttura caratteristica della prua di nave (di cui avevamo parlato raccontando l’escursione alla Cima di Collalunga). Da questo punto ci abbandoniamo alla discesa cercando di usufruire, con nostro grande divertimento, di tutte le lingue di neve disponibili e giungere così verso il Lago di San Bernolfo e più giù alla macchina.
Bibliografia
Bruno Michelangelo, “In Cima, 73 normali nelle Alpi Marittime (Volome I)“, seconda edizione, Blu Edizioni.
Parodi Andrea, “Vette delle Alpi, dalla Liguria al Monviso” , Andrea Parodi editore.
“Guida dei sentieri alpini della Provincia di Cuneo (Volume II)“, Provincia di Cuneo (disponibile on-line).
“Carta dei sentieri e dei rifugi 1:25.000″ n° 112 – Istituto Geografico Centrale.










