Dislivello di circa 1020 metri.
Il Passo Laroussa congiunge il Vallone dell’Ischiator con quello di San Bernolfo. Da qui ha inizio la via normale che conduce sulla cima del Monte Laroussa (2905 m), dal quale si gode di un bel panorama verso le Alpi Marittime ed in particolare verso Corborant e Becco Alto dell’Ischiator.
Il 22 marzo 2008, sabato Santo, alle 9:46 mi trovo con Valerio al parcheggio situato appena prima della borgata di Besmorello (1451 m). A giudicare dal numero di auto parcheggiate sembra che parecchia gente abbia deciso di fare la nostra stessa gita. In effetti la giornata è molto bella, e la temperatura rigida scongiura il pericolo di valanghe.
Partiamo, e dopo un paio di tornanti iniziamo a calpestare la neve. Le montagne intorno a noi sono imbiancate dalla neve fresca caduta durante la scorsa notte. Il cielo è blu e ci fa sperare in un’altra bella escursione. Entusiasti ci dirigiamo verso il Vallone dell’Ischiator; per ora non c’è bisogno di usare le ciastre perché la neve è particolarmente solida.
A quota 1560 m, prima di attraversare un ponticello, ci fermiamo per riempire le borracce alla fontana sul lato della strada (troveremo una bella fontana anche più su, al rifugio).
Passati sulla sinistra idrografica del Vallone dell’Ischiator continuiamo il facile percorso lasciando a destra una diramazione che conduce ad alcune borgate. La strada, ben innevata, attraversa un lariceto salendo dolcemente a zig-zag. Quando arriviamo nei pressi di una cascata smettiamo di seguire la strada, e puntiamo direttamente verso il pianoro soprastante.
Valerio non è mai venuto in questo posto; non gli ho anticipato nulla, ma arrivati sul pianoro lo vedo rimanere incantato dalla bellezza del panorama: ora possiamo vedere in lontananza il rifugio e più su le cime del Corborant e del Becco Alto dell’Ischiator. Rimango piacevolmente colpito dall’abbondanza di neve bella e farinosa.
Proseguiamo tenendoci a mezza costa sulla destra seguendo alcune tracce lasciate da alcuni sciatori che ci hanno preceduto.
Ultimi passi prima del rifugio (che si può intravedere sulla sinistra delle foto)
Verso le 11:35 raggiungiamo il rifugio Migliorero. Ci concediamo una breve sosta per uno spuntino e per due chiacchiere con qualche escursionista. Oggi c’è molta gente al rifugio. Il gestore mi dice che attende una cinquantina di persone per la sera; non sapevo che fosse aperto per Pasqua.
Il rifugio Migliorero davanti al Vallone dell’Ischiator
Guardando in alto verso il Vallone dell’Ischiator vediamo un gruppo di sei o sette sciatori che si stanno dirigendo verso il lago di mezzo, ed altri che stanno salendo verso il passo di Rostagno. Noi decidiamo di salire nel Vallone Superiore dell’Alpette fino al Passo Laroussa. Ci piacerebbe anche passare dal lago Laroussa ma rispetto al nostro percorso rimane scartato sulla destra.
Dal rifugio scendiamo di qualche metro in direzione sud passando nei pressi di un fortino militare per poi salire a zig-zag verso la nostra meta. Anche qui la neve è stupenda: certo si divertiranno gli sciatori che dovranno scendere da questa parte.
La salita è agevole e più su si fa meno ripida. A tratti troviamo delle placche più crostose e compatte. Alla mia destra vediamo la balconata su cui è inserito il lago di Laroussa, ma è decisamente fuori percorso. Il vallone su cui camminiamo è ampio e la neve ghiacciata luccica sotto il sole.
Quattro sciatori ci hanno preceduto; sono qualche centinaio di metri avanti a noi.
Alle nostre spalle ammiriamo il Migliorero sempre più basso, mentre alla sua sinistra incombe il grandioso Becco Alto dell’Ischiator. Non ci siamo ancora saliti ma ce lo proponiamo per quest’estate.
Le tracce ora ci guidano verso le alture del vallone per poi girare verso destra. In lontananza intravediamo già il colle che si avvicina sempre più. Giunti alla sua base dobbiamo sganciare le ciastre perché nascosta da qualche centimetro di neve fresca c’è una grande placca di ghiaccio che occupa tutta l’estremità nord del colle.
Ci spostiamo allora più a sinistra, vicino alle rocce e, gradinando, dopo una trentina di metri di dislivello, giungiamo finalmente sul Passo Laroussa (2471 m).
Il Passo Laroussa (2471 m)
Il panorama che si gode da quassù verso le lontane cime dell’Argentera è molto bello. La valle di San Bernolfo si presenta ben innevata anche per chi dovrà scendere da questa parte.
Scattiamo alcune foto e ripercorrendo quasi di corsa il tragitto dell’andata scendiamo veloci verso il Migliorero per il pranzo.
La discesa verso la macchina la facciamo tra i larici su neve immacolata (in certi punti lo spessore raggiunge i due metri) sul lato opposto del torrente rispetto alla salita.
Bibliografia
“Guida dei sentieri alpini della Provincia di Cuneo (Volume II)“, Provincia di Cuneo (disponibile on-line).
“Carta dei sentieri e dei rifugi 1:25.000″, n°112 – Istituto Geografico Centrale


















Lunedì 2 Febbraio, 2009 alle 2:58 |
bellissima gita
io l’ho messa in programma per lo stesso mese
nel 2009 con un gruppo di diabetici
Lunedì 2 Febbraio, 2009 alle 13:18 |
Se trova il tempo e le condizioni di neve giuste è davvero impagabile!
Saluti.