Escursione con racchette da neve alla Cima Tibert – 2647 m – Valle Grana

Dislivello di circa 900 metri.

Dal momento che, come recita il proverbio, “l’appetito vien mangiando”, dopo la bella escursione alla Cima Fauniera mi è venuta voglia di ritornare in Valle Grana per percorrere altri itinerari. Visto che per esperienza sono fermamente convinto che le cose belle non bisogna mai viverle da soli, perché la condivisione e la partecipazione con gli altri le fa sembrare ancora più belle, questa volta a godere con me di questi meravigliosi panorami c’è anche Valerio.

La Cima Tempesta
La Punta Tempesta (2679 m) vista dal Monte Tibert
Panorama dalla vetta del Monte Tibert
Panorama dalla vetta del Monte Tibert

Sabato 23 febbraio 2008 eccoci, quindi, di nuovo alla partenza dal medesimo piccolo parcheggio situato qualche centinaio di metri a monte del Santuario di Castelmagno (1760 m). La nostra intenzione questa volta è di raggiungere la vetta del Tibert seguendo non l’itinerario classico estivo (che sale lungo il vallone di Sibolet per poi inerpicarsi sul Colle Intersile e percorrere l’ultimo tratto lungo il crinale ovest), ma tagliando decisamente il percorso dalla parte più breve.

Partiamo alle 9:01 seguendo la stradina che s’incammina in leggera salita alla nostra destra in direzione di un grazioso chalet; lo aggiriamo e puntiamo in direzione delle grange Nollo. Non seguiamo un percorso preciso ed obbligato perché i prati soprastanti sono completamente coperti da un manto di neve.

A differenza però dalla gita della scorsa settimana noto che la neve tende a diventare più molle sin da subito. A quest’ora siamo già in pieno sole e, dopo pochi passi, dobbiamo calzare le ciastre per non sprofondare. Risaliamo quindi i primi pendii cercando di fare pochi traversi in compagnia di una ragazza che si sta dirigendo verso la Cima Tempesta. Scambiate alcune parole, la lasciamo proseguire verso la sua meta e in poco tempo arriviamo alle grange Nollo (2019 m).

Saliamo il ripido pendio innevato in direzione di quello che ci pare un colletto. Raggiunta la sommità continuiamo sul crinale verso destra su terreno sempre in salita. Davanti a noi, abbastanza distanziati, ci precedono altri due escursionisti con le ciastre ed uno sciatore con sci da fondo. Ne seguiamo un po’ le tracce, fermandoci di tanto in tanto per scattare qualche foto, per sorseggiare un po’ d’acqua e mangiare qualcosa. La pianura è completamente coperta da una spessa cappa grigia.

Il percorso continua a semicerchio verso nord finché, ad un tratto, scorgiamo in lontananza la cima del monte Tibert, sovrastata da una croce. Siamo ancora distanti. Il paesaggio attorno a noi diventa sempre più affascinante. Elevandoci più in alto, ecco spuntare a sud il massiccio dell’Argentera e tante altre cime che conosciamo bene.

Panorama verso l'Argentera
Panorama verso l’Argentera e il Monte Matto
Un momento della salita
Un momento della salita

Ancora alcuni traversi faticosi su neve sempre più primaverile ed alle 11:06 raggiungiamo la vetta. Salutiamo gli escursionisti che ci hanno preceduto, firmiamo il libro di vetta e scattiamo parecchie foto. Un gran bel paesaggio, totalmente innevato, si presenta attorno a noi a 360 gradi.

La vetta del Monte Tibert
La vetta del Monte Tibert
La croce di vetta
La croce di vetta
Scorcio panoramico dalla vetta
Scorcio panoramico dalla vetta

Guardando il sentiero che abbiamo appena percorso, intravediamo altri escursionisti che stanno per sopraggiungere, cosicché decidiamo di lasciare la cima libera e scendere per uno spuntino verso il Colle Intersile (2516 m).

Vetta del Monte Tibert
La croce di vetta del Monte Tibert che ci stiamo lasciando alle spalle

Il ritorno verso il Colle Intersile

Il ritorno verso il Colle Intersile

Abbiamo ora di fronte a noi la Punta Tempesta (2679 m). Anche lì sta salendo un gruppo di tre persone. Saremmo abbastanza vicini, ma non vogliamo rischiare perché la neve si sta trasformando velocemente. Scendiamo quindi i pendii lungo alcuni costoni per non mettere a rischio la bella gita e con un po’ di cautela raggiungiamo il Gias Sibolet (2073 m). Ora non ci sono più rischi di slavinamento e con più calma scendiamo gli ultimi prati fino al parcheggio.

Bibliografia

Guida dei sentieri alpini della Provincia di Cuneo (Volume I)“, Provincia di Cuneo (disponibile on-line).

“Carta dei sentieri e dei rifugi 1:25.000″ n° 112 – Istituto Geografico Centrale.

Bruno Michelangelo, “In Cima, 90 normali delle Cozie Meridionali”, Blu Edizioni, Peveragno.

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