La partenza a piedi per l’escursione si trova in territorio francese, sul lato destro della strada, poche centinaia di metri oltre il Colle della Maddalena.
E’ il 3 aprile 2006. Lasciamo la macchina in un piccolo spiazzo verso le nove di mattina. Proviamo subito la neve che sembra tenere bene; a quell’ora il manto nevoso è ancora parecchio duro, e non è necessario calzare le racchette. La grande nuvola che staziona sul nostro percorso sembra pian piano dissolversi. Meno male, anche perché la temperatura è molto bassa.
Parto di buona lena in compagnia di Silvio e Valerio salendo lungo la destra idrografica del torrente Oronaye. Non è difficile indovinare il percorso, anche perché ci sono parecchie orme lasciate precedentemente da altri sciatori ed escursionisti; la direzione, poi, è indicata dal vallone stesso. Alle nostre spalle lasciamo, in lontananza e ben innevata, la stupenda valle dei laghi di Lauzanier.
Salendo più su rimaniamo affascinati dal Monte Oronaye, che compare all’improvviso davanti a noi in tutta la sua imponenza. Siamo contenti di essere qui, anche se la giornata è fredda.
Arrivati nei pressi del Bec du Lièvre, tagliando verso destra il percorso estivo che proseguirebbe diritto ancora per un po’, entriamo nel vallone Oronaye.
In alcuni tratti la neve è veramente profonda, mentre in altri è quasi assente, segno che il vento da queste parti ha fatto da padrone. Proseguendo lungo il Vallone, per un bel tratto, ecco comparire davanti a noi il Lac de Oronaye (2411 m), completamente coperto di neve. Ci verrebbe voglia di camminarci sopra, ma non conosciamo lo spessore di ghiaccio che lo ricopre. Lo passiamo alla sua sinistra e puntiamo in direzione del Colle di Roburent (2496 m). La neve tiene ancora bene, per il momento, ma è probabile che al ritorno dovremo calzare le ciastre. Finalmente arriviamo al colle, oltre il quale si presentano davanti a noi altri grandiosi panorami innevati.
Il lago di Roburent è appena un po’ più in basso e, come il Lac de Oronaye, è coperto da una spessa coltre di neve. Scendendo, vediamo poco più avanti alcuni sciatori francesi che stanno scendendo dal Monte Scaletta. Ci sediamo su di un masso per ammirare le scie pennellate sulla neve e, sebbene siano solamente le 11:05, ci prepariamo per un buon thé caldo e poi per il pranzo. Verso le 13:30, dopo aver ammirato il grandioso paesaggio e dopo aver scattato parecchie foto, decidiamo di tornare alla macchina, anche perché, nonostante il sole, c’è un vento freddo e forte, ed il ritorno a casa è ancora lungo.
Bibliografia
“Guida dei sentieri alpini della Provincia di Cuneo (Volume II)“, Provincia di Cuneo (disponibile on-line).
“Carta dei sentieri e dei rifugi 1:25.000″, n° 111 – Istituto Geografico Centrale.














Lunedì 21 Gennaio, 2008 alle 16:20 |
Cari amici avete fatto delle belle gite con magnifiche foto. Complimenti.
La prossima che combinate vengo anch’io. Fatemelo sapere.
Ciao a tutti Silvio