Pagina aggiornata il 4 dicembre 2007
La balconata in cui sono incastonati i laghi di Fremamorta, fin da quando la scoprii la prima volta nel 1976, mi ha sempre trasmesso un senso di bellezza e perfezione: sembra uscita dalla tela di un grande artista che non ha lasciato nulla al caso. La sensazione, poi, che si percepisce trovandosi in un luogo selvaggio, lontano dalla città e dal traffico quotidiano, completa l’opera. Questo luogo, che per me è uno dei più belli del mondo, lo dovevo frequentare anche in inverno con la compagnia di Vale.
La balconata dei laghi di Fremamorta con, sullo sfondo, il Monte Matto e la Rocca di Valmiana
Venerdì 1° dicembre 2006 è una bella giornata. Ne approfittiamo per dirigerci in direzione delle Terme di Valdieri. Non essendoci neve troviamo aperta la strada ai Tetti Gaina e proseguiamo senza intoppi fino al Piano della Casa del Re (1735 m).
Lasciata la macchina ci incamminiamo di buon passo, oltrepassando il ponticello in legno sul rio. Gradatamente saliamo le pendici del Colle Ciriegia in direzione sud. Il sentiero prosegue per un buon tratto in mezzo ad arbusti. Ad un certo punto lasciamo la deviazione per il Colle Ciriegia e proseguiamo il cammino sul sentiero che si innalza sempre più.
Verso i duemila metri il sentiero inizia a perdere quota tagliando orizzontalmente tutta la parte inferiore della balza dove sono ubicati i laghi. Noi invece deviamo a sinistra e saliamo verso ovest nel vallone guardando, come meta, due vecchi pali del telegrafo, che da questo punto si intravedono in alto in direzione del Colle di Fremamorta. La salita inizialmente è abbastanza agevole; dopo aver aggirato un costone centrale, iniziamo a calpestare una ventina di centimetri di neve farinosa.
Poco alla volta entriamo addentro al vallone, spostandoci sempre più a ovest, dove il sole non batte più. La neve diventa sempre più dura e ci tocca gradinare con gli scarponi. Non abbiamo con noi i ramponi che in questo caso ci avrebbero tolto da ogni impaccio. Siamo già parecchio su: tornare indietro sarebbe pericoloso, quindi decidiamo, tenendoci vicino alle rocce, di proseguire. Puntando bene i bastoncini e gli scarponi, facciamo molta attenzione a non scivolare. Finalmente poi la salita si attenua un pochino e, in poco tempo, ci troviamo nei pressi del lago del Colle di Fremamorta (2513 m).
Seguiamo la stradina innevata che, con qualche tornante, ci conduce al colle (2615 m), dove è ubicata una vecchia casermetta. Il cielo è splendido, l’aria fredda ed il panorama stupendo.
Ultimi passi prima di arrivare al Colle di Fremamorta
La Cima di Fremamorta (2731 m)
Il Colle di Fremamorta
Vorremmo ancora raggiungere la Cima di Fremamorta, ma la neve è ghiacciata e, senza ramponi, potrebbe essere pericoloso. Scattiamo alcune foto e poi scendiamo per il pranzo ad un’altra casermetta situata nei pressi del lago soprano.
Il Lago Soprano di Fremamorta (alla cui destra, facendo attenzione, potete intravedere la casermetta dove abbiamo pranzato)
Infine ci incamminiamo con breve salita in direzione del bivacco Guiglia (2420 m), situato in posizione meravigliosa. Da qui il panorama verso il gruppo dell’Argentera e della Nasta è incomparabile. Scattiamo fotografie a 360 gradi.
Il Bivacco Guiglia
Il Bivacco Guiglia al cospetto di Nasta, Baus e Brocan
Il Bivacco Guiglia davanti all’Argentera
Per la discesa ci dirigiamo verso la stradina innevata visibile poco sotto il bivacco, in direzione del Piano della Casa del Re, che, con percorso ad anello, si ricongiungerà a quella seguita al mattino.
Bibliografia
“Guida dei sentieri alpini della Provincia di Cuneo (Volume II)“, Provincia di Cuneo (disponibile on-line).
Nicolazzi Gabriella, “Specchi del cielo, i 133 laghi del massiccio cristallino fra Gesso e Stura“, L’Arciere.
“Carta dei sentieri e dei Rifugi 1:25.000” n° 113 – Istituto Geografico Centrale.











Sabato 28 Giugno, 2008 alle 12:55 |
la valle gesso e’ stupenda ,non ha niente da invidiare alla val d’aosta…anzi,noi l’abbiamo scoperta per caso ..venendo da alessandria e ci torniamo spesso..e’ magnifica..sentieri ben segnati e gente amica.
Domenica 29 Giugno, 2008 alle 13:53 |
Hai ragione, caro amico Franco di Alessandria. Tante volte andiamo a cercare posti lontani ed esotici, convinti di trovare chissà cosa, non sapendo invece che qua vicino a noi ci sono posti ancora più belli…
Sono contento che apprezzi le nostre montagne… Ciao, Elio