Escursione al Colle di Fremamorta - 2615 m - Valle Gesso

Giovedì 29 Novembre, 2007

Pagina aggiornata il 4 dicembre 2007

La balconata in cui sono incastonati i laghi di Fremamorta, fin da quando la scoprii la prima volta nel 1976, mi ha sempre trasmesso un senso di bellezza e perfezione: sembra uscita dalla tela di un grande artista che non ha lasciato nulla al caso. La sensazione, poi, che si percepisce trovandosi in un luogo selvaggio, lontano dalla città e dal traffico quotidiano, completa l’opera. Questo luogo, che per me è uno dei più belli del mondo, lo dovevo frequentare anche in inverno con la compagnia di Vale.

Panorama dal Colle di Fremamorta

La balconata dei laghi di Fremamorta con, sullo sfondo, il Monte Matto e la Rocca di Valmiana

Venerdì 1° dicembre 2006 è una bella giornata. Ne approfittiamo per dirigerci in direzione delle Terme di Valdieri. Non essendoci neve troviamo aperta la strada ai Tetti Gaina e proseguiamo senza intoppi fino al Piano della Casa del Re (1735 m).

Lasciata la macchina ci incamminiamo di buon passo, oltrepassando il ponticello in legno sul rio. Gradatamente saliamo le pendici del Colle Ciriegia in direzione sud. Il sentiero prosegue per un buon tratto in mezzo ad arbusti. Ad un certo punto lasciamo la deviazione per il Colle Ciriegia e proseguiamo il cammino sul sentiero che si innalza sempre più.

Verso i duemila metri il sentiero inizia a perdere quota tagliando orizzontalmente tutta la parte inferiore della balza dove sono ubicati i laghi. Noi invece deviamo a sinistra e saliamo verso ovest nel vallone guardando, come meta, due vecchi pali del telegrafo, che da questo punto si intravedono in alto in direzione del Colle di Fremamorta. La salita inizialmente è abbastanza agevole; dopo aver aggirato un costone centrale, iniziamo a calpestare una ventina di centimetri di neve farinosa.

Poco alla volta entriamo addentro al vallone, spostandoci sempre più a ovest, dove il sole non batte più. La neve diventa sempre più dura e ci tocca gradinare con gli scarponi. Non abbiamo con noi i ramponi che in questo caso ci avrebbero tolto da ogni impaccio. Siamo già parecchio su: tornare indietro sarebbe pericoloso, quindi decidiamo, tenendoci vicino alle rocce, di proseguire. Puntando bene i bastoncini e gli scarponi, facciamo molta attenzione a non scivolare. Finalmente poi la salita si attenua un pochino e, in poco tempo, ci troviamo nei pressi del lago del Colle di Fremamorta (2513 m).

Seguiamo la stradina innevata che, con qualche tornante, ci conduce al colle (2615 m), dove è ubicata una vecchia casermetta. Il cielo è splendido, l’aria fredda ed il panorama stupendo.

Il Colle di Fremamorta

Ultimi passi prima di arrivare al Colle di Fremamorta

Il Colle di Fremamorta

La Cima di Fremamorta (2731 m)

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Eccoci di nuovo qua

Sabato 24 Novembre, 2007

In queste ultime settimane non abbiamo scritto nulla. Perdonateci.

Tra una cosa e l’altra siamo stati molto impegnati, e non siamo riusciti a dedicare molto tempo alle escursioni, ed ancora meno a raccontarle (perché, anche se a prima vista non sembrerebbe, descrivere una gita richiede parecchio tempo: oltre al lavoro di scrittura vero e proprio dobbiamo documentarci, scegliere le foto, adattarle al formato richiesto da questo sito, aggiungervi i nomi delle vette, e così via).

Inoltre il meteo ha deciso di non favorirci: anche oggi, come durante tutta settimana appena trascorsa, sta diluviando.

Questo non significa che non abbiamo proprio più fatto nulla. Sabato scorso, ad esempio, siamo andati al rifugio Livio Bianco. La giornata era piuttosto fredda e la neve dura, per questo, una volta arrivati al rifugio, abbiamo pensato di proseguire verso il lago Soprano della Sella. Mancavano una decina di minuti all’arrivo quando abbiamo dovuto rinunciare: la neve era immacolata e profonda. E noi eravamo senza racchette da neve.

Neve verso il lago Soprano della Sella (Rif. Livio Bianco)

Nelle precedenti settimane invece abbiamo fatto alcune belle passeggiate sulle colline bovesane colorate d’autunno. Dato che abbiamo scattato alcune belle foto ci riproponiamo di descriverle come si deve. Per il momento ci limitiamo ad incuriosirvi con una foto.

Colline bovesane in autunno