Escursione alla Cima Corborant – 3010 m – Valle Stura

Pagina aggiornata il 19 marzo 2008

Il Corborant, con i suoi 3010 metri di altitudine, è la seconda cima delle Alpi Marittime occidentali. Esso ha una caratteristica forma a piramide, ed è rinomato per il panorama che offre dalla vetta. Il Corborant può essere raggiunto dal Vallone dell’Ischiator o dal Vallone di San Bernolfo. Per questa escursione noi siamo passati da San Bernolfo, superando un dislivello di 1308 metri.

- Cosa facciamo domani?

- Mah, guardiamo prima le previsioni.

- Sì, danno proprio bello.

- Dove andiamo?

- Beh, potremmo andare sul Corborant; tu non ci sei ancora mai andato. Cosa ne dici?

- E’ difficile?

- Difficile non direi. C’è il passaggio della “tana della marmotta”, ma sono pochi metri, e poi un po’ di arrampicata appena più in su, ma nulla di complicato.

- Ok, allora va bene. A che ora partiamo?

- Non dopo le 7:00 da casa: ci vuole almeno un’ora e un quarto per arrivare alla partenza.

E’ con queste poche parole che con mio figlio ho organizzato per sabato 13 ottobre 2007 l’escursione alla Cima Corborant. L’esperienza mi insegna che quando si organizza all’ultimo minuto una gita, chissà perché, risulta più bella. Forse perché non hai davanti tutta quella attesa spasmodica per l’incognita del tempo, o perché una volta presa la decisione non si hanno più scuse per non andare, o forse perché la cosa è talmente vicina e reale, senza intoppi, che la stai già vivendo fin da subito.

Alle 8:08, prima del previsto, siamo pronti per partire a piedi da San Bernolfo (1702 m). La giornata non è perfetta come dicevano le previsioni: il cielo è un po’ velato, e si scorgono parecchie striature di aerei, ma il morale è alto. Ci incamminiamo di buon passo lungo la strada sterrata del Vallone di San Bernolfo. L’aria è fresca e ci fa muovere in fretta. Ad un certo punto dobbiamo addirittura infilarci i guanti. Il sole sta illuminando le vette e buona parte della valle sulla nostra destra.

Il percorso lo conosco bene: appena una settimana fa ero salito alla Cima di Collalunga e per un po’ avevo già seguito questo sentiero. Finita la strada sterrata ci innalziamo decisi per i tornanti (scorciatoie) che in poco tempo ci portano sotto le rocce del Becas del Corborant. Si arriva così ad un bivio. Il cartello della deviazione, purtroppo, non è in buono stato, ma so che a sinistra conduce verso il Passo di Barbacana. Noi deviamo a destra con percorso in leggera salita e saliamo lungo il vallone, finalmente ben soleggiato, che va in direzione dei laghi Lausfer. Ammiriamo qua e là dei bei cespugli di mirtilli di un colore rosso acceso. Più su, finalmente, scorgiamo per la prima volta il maestoso Corborant, accompagnato, alla sua destra, dall’aguzzo “gendarme”. E’ proprio nell’insenatura tra i due che troveremo la “tana della marmotta”. Ma prima abbiamo ancora parecchio dislivello da colmare.

Proseguiamo il cammino attraversando un ruscello e ci innalziamo, tra rocce montonate, fino a raggiungere il bel lago inferiore del Lausfer, posto a quota 2511 metri di altitudine. Sono le 9:50. Facciamo 15 minuti di pausa per scattare alcune foto e mangiare un po’ di frutta. Notiamo, sorpresi, che l’acqua del lago è di circa una cinquantina di centimetri sotto al livello abituale.

Lago Lausfer Inferiore

Il Lago Lausfer inferiore e, sullo sfondo, il Corborant

Dopo la pausa proseguiamo in direzione del lago superiore. Non c’è nessuno e regna una pace assoluta. Ci voltiamo indietro per ammirare la cima di Collalunga solcata da numerose scie d’aerei. La temperatura ora è più calda. Scattiamo parecchie foto mentre ci innalziamo sulla pietraia a monte dei laghi. Ora si scorgono anche quelli più piccoli, che prima non avevamo visto. Col riflesso del sole sembrano pietre preziose.

Giunti nella balza superiore continuiamo la salita zigzagando per un bel tratto su sentiero, fino a quando alla nostra destra notiamo un caratteristico “ometto” di pietre. A questo punto saliamo rapidamente verso destra su pietre e magra erba in territorio privo di sentiero. Grazie al prezioso aiuto di tacche rosse ben visibili ci portiamo prima verso destra sotto una bastionata, e poi verso sinistra lungo l’insenatura dove si trova il passaggio chiave: ora, una trentina di metri sopra di noi, ci appare la famosa “tana della marmotta”.

La tana della marmotta

Mancano ormai pochi metri alla tana della marmotta

Con un po’ di attenzione, su sentiero detritico e franoso, la raggiungiamo. Avvicinandoci scopro con piacere che non esiste più la scaletta di corda malsicura e traballante che avevo trovato lo scorso anno, ma che questo tratto è stato perfettamente attrezzato con gradini e corrimano in ferro che rendono ormai agevole questo passaggio.

L'interno della tana della marmotta

L’interno della tana della marmotta, ora perfettamente attrezzato

Una volta superata la “tana della marmotta” ci troviamo sul displuvio che dà verso il Vallone dell’Ischiator. Veniamo sorpresi da una folata di vento gelido. Anche qua il percorso è perfettamente segnalato da tacche rosse. Saliamo, facendo attenzione, lungo alcuni lastroni inclinati.

Passaggi di semplice arrampicata

Ultimi tratti di leggera arrampicata poco sotto la vetta

Appena prima della vetta del Corborant

Il Becco Alto dell’Ischiator e il Monviso fotografati appena prima di arrivare alla vetta

Successivamente il percorso si fa più agevole: verso sinistra percorriamo l’ultimo pezzo in salita su pietre rotte fino alla vetta. Sono le 11:20 quando posiamo gli zaini per ammirare il grandioso panorama.

La vetta del Corborant

La vetta del Corborant (3010 m)

La vetta del Corborant

Scorgiamo parecchi bellissimi laghi. Verso la Francia spicca il grandioso Rabuons e più in alto il lago Chaffour e quello di Cimon. A destra del Becco Alto dell’Ischiator si notano i laghetti di Ischiator di mezzo. Nella valle si nota molto bene il Rifugio Migliorero. Il paesaggio delle montagne è imponente: oltre allo svettante Becco Alto e, alla nostra destra, la Cima Gioffredo, scorgiamo, a nord-ovest, il Tenibres; più lontani l’Oronaye, il Salza ed il Mongioia, l’immancabile Viso e, in lontananza verso nord, Rocca la Meja (per chi è interessato abbiamo pubblicato una foto panoramica sulla quale abbiamo segnato i nomi delle principali vette). Lo sguardo giunge agevolmente fino al Rosa. Scattiamo parecchie foto tra le due croci di vetta per immortalare questi splendidi paesaggi e poi decidiamo di scendere non dalla parte da cui siamo arrivati ma, con un percorso ad anello, di andare a riprenderci il sentiero dell’andata lasciato alla base del Corborant. Così, dalla croce, percorriamo alcuni metri verso nord, e poi scendiamo verticalmente a sinistra (ovest) in territorio francese, facendo un po’ di attenzione perché il terreno è ripido e franoso. 85 metri sotto ci troviamo al passo Corborant. Da qui rientriamo in territorio italiano e scendiamo con prudenza su pietraia instabile e franosa, cercando di costeggiare il più possibile la base della montagna a sinistra per poi raggiungere, più in basso, il sentiero percorso all’andata. Notiamo ora che il cielo si è ripulito totalmente. Ritorniamo, per il pranzo, ai Lausfer, per poi ripercorrere in discesa l’itinerario del mattino.

Lago inferiore di Lausfer

Lo splendido Lago Lausfer inferiore

Una Risposta a “Escursione alla Cima Corborant – 3010 m – Valle Stura”

  1. Mario Dice:

    Complimenti ai carissimi amici Elio e Valerio per le ottime descrizioni delle gite e le belle foto inserite, la gita sul Corborant mi ha fatto venire voglia di partire subito. Va bè, magari il prossimo anno. Molto ben fatto anche il sito, si vede l’opera degli ingegneri informatici, bravi. Appena possibile veniamo a trovarvi e porto un pò di foto di quest’estate. Cordiali saluti a tutti. Ciaoo

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