Escursione al Colle Carbonè - 2730 m - Valle Gesso
Giovedì 25 Ottobre, 2007Pagina aggiornata il 7 gennaio 2008.
Sul sito della provincia di Cuneo si trova una mappa del percorso, che prevede il superamento di un dislivello di 1530 metri.
Era ormai da alcuni anni che la mia mente vagava nella direzione del Monte Carbonè. Avevo letto alcune riviste di montagna che parlavano di questa gita in un territorio cosparso di laghetti. Mi sembrava, però, che l’itinerario non fosse granchè interessante e lo pensavo persino un po’ monotono. Non mi restava che andarci per cambiare opinione. Finalmente venerdì 3 agosto 2007 mi si presenta l’occasione. Sono solo, non ho trovato nessuno che mi accompagni. Mio figlio, in quel periodo, è dalle parti di Grindelwald, in Svizzera, per ammirare altre vette. Non sono molto propenso ad avventurarmi da solo, ma questa è una gita che non presenta pericoli.
Alle 7 di mattina mi trovo pronto al parcheggio di San Giacomo di Entracque (1200 metri circa). Attraverso il ponte e seguo la strada che sale in direzione delle ex palazzine reali. La stradina sterrata passa proprio in mezzo ai caseggiati. Faccio rifornimento d’acqua presso la fontana al margine di essi e di buon passo risalgo la carrareccia (scorciatoie) che mi porta nell’ampio Vallone di Colomb. Nei pressi di una malga la strada scende lievemente verso il grandioso Prà del Rasur (1430 metri circa). Si entra così nell’ampia conca di questo meraviglioso pianoro, da cui, verso il fondo, si dipartono i sentieri che salgono in direzione del lago del Vej del Bouc e del lago bianco dell’Agnel, del Rifugio Federici (Pagarì) e del Bivacco Moncalieri. Strada facendo ammiro le Cime di Cossato, Viglino e del Clapier. Verso i tre quarti del vallone sale, sulla sinistra (palina), il sentiero che mi interessa, ossia quello che va in direzione del Lago del Vei del Bouc. Il sentiero inizialmente è bello e procede su erba, poi si inoltra per un bel tratto in un boschetto di faggi per uscire poi allo scoperto su un grande crinale di erba e pietre. Attraversa un rio e poi, con lunghi e numerosi tornanti, sale in direzione dell’emissario del lago del Vei del Bouc. In prossimità del lago diventa meno ripido e ad un certo punto incrocia, sulla destra, il ponticello in legno che conduce alla riva del lago. Continuo la marcia sul sentiero principale e salgo in direzione del Gias soprano del Vei del Bouc dove ho una prima ed ampia visione del lago. Sono le 8:45; ho percorso più di 800 metri di dislivello e me ne restano quasi altrettanti.

Il Lac del Vei del Bouc
Proseguo il mio cammino in direzione del Colle del Sabbione fino ad incontrare alla mia sinistra il cartello che indica il Passo del Carbonè. Il sentiero erboso sale di quota in direzione nord-est con lunghe serpentine fino ad incontrare una zona pietrosa; in alto alla mia sinistra vedo un grande branco di camosci che spaventato cerca riparo altrove. Penso di essere a circa 2400 metri di quota. Da qui ha inizio il bello di questa escursione. Passata la pietraia il sentiero si inerpica verso nord in direzione di un colletto, da cui fa capolino un bello stambecco.

Un bell’esemplare di stambecco spunta oltre il colletto
Pubblicato da cuneotrekking





