Le previsioni per giovedì 13 settembre sembrano abbastanza belle. Mi metto d’accordo con il mio amico Gelu per questa escursione che non ho mai fatto. Così, alle 6:00 di mattina, partiamo in macchina verso la bella Valle Varaita. Giunti nel parcheggio sterrato di Sant’Anna di Bellino lasciamo l’auto e iniziamo la camminata alle 7:27. Il tratto iniziale che ci porta al pian Ceiol lo facciamo chiacchierando in compagnia di una guardia forestale. Purtroppo, le montagne attorno a noi sono nascoste dalle nuvole e la giornata non sembra così bella, ma ormai siamo lì e decidiamo di continuare la gita ugualmente.
Dopo il pian Ceiol il sentiero volge a sinistra ed entra, con leggera salita, in un angusto vallone detto “Le barricate”. Notiamo che questo sentiero, che doveva essere molto stretto, è stato allargato e ben sistemato con qualche protezione da poco tempo; infatti salendo vediamo una draghetta parcheggiata a fine vallone. Più su si entra in un territorio di grandi pascoli, ed infatti sentiamo in lontananza i campanacci delle mucche. Avanziamo immersi nella nebbia, ma rimaniamo comunque ottimisti e, anzi, ci sembra ogni tanto di notare, guardando in alto, che il cielo offra qualche leggero spazio di blu. Giunti nel vallone dell’Autaret, la nebbia ci abbandona del tutto.


Salendo ci lasciamo la nebbia alle spalle
Lontano ci appare lo spettacolo della Bassa di Terrarossa e del Maniglia in tutto il suo splendore. Iniziamo così la ripida salita. Salendo notiamo dei profondi solchi nel terreno. Pensiamo che siano dovuti alle precipitazioni di qualche tempo fa. Salendo sempre più scorgiamo grandi massi di colore chiaro che sembrano essersi staccati da poco dalla montagna. Giunti alla Bassa (circa 2800 metri di altitudine) continuiamo il nostro percorso verso destra; ogni tanto intravediamo sulle pietre dei quadratini con cornice rossa che ci indicano il percorso che però è tutto ben visibile davanti a noi. Dopo qualche saliscendi iniziale, ci dirigiamo gradualmente verso l’anticima che si aggira da destra per poi continuare sull’ampio panettone detritico della punta.

Panettone detritico che precede la vetta del Monte Maniglia
Alle 11:30 siamo in vetta.

Ultimi passi prima della vetta

La vetta
Da qui possiamo ammirare, in tutta la sua grandezza, il vasto panorama verso le cime del Salza e Mongioia a nord (del Mongioia abbiamo parlato la scorsa settimana), e le cime dell’Aiguille e Brec du Chambeyron a sud.

Panorama dalla vetta verso Salza e Mongioia
Verso sud-est si scorge, avvolta nella nebbia, la cima di Rocca Castello e più lontano il Sautron. Scattiamo un po’ di fotografie, scriviamo sul libro di vetta e poi decidiamo di scendere più in basso per il pranzo. Scesi vallone dell’Autaret notiamo una palo con cartello posto sul sentiero. E’ un avviso del Sindaco di Bellino che sconsiglia il passaggio dal sentiero che si inerpica sotto le rocce della Bassa di Terrarossa visto il pericolo di “distacco lastroni di roccia”. Ora finalmente diamo una spiegazione ai dubbi del mattino. Salendo, tagliando un po’ il sentiero, non avevamo notato questo cartello ed ora ringraziamo di essere passati indenni.
Scendendo più a valle ci incontriamo con altri tre escursionisti tedeschi, gli unici visti in tutta la giornata, con i quali scambiamo qualche parola e che sono diretti al campo base di Chiappera.
Siamo contenti di questa bella gita, non faticosa, ma fatta in un ambiente di grande tranquillità e serenità e pensiamo a quanto siamo fortunati ad abitare qui vicino. Naturalmente avvisiamo i lettori che è sempre valido l’avviso del Sindaco. Probabilmente, prima di iniziare questo itinerario, conviene telefonare al Comune di Bellino.
Nota: guardando le fotografie di altre escursioni alla stessa montagna, dobbiamo rilevare che la croce in ferro che era posta sulla cima più alta ora non c’è più.
Bibliografia
Bruno Michelangelo, “In Cima, 90 normali nelle Cozie Meridionali“, Blu Edizioni.
“Carta dei sentieri e dei Rifugi 1:25.000“, n° 111, Istituto Geografico Centrale.



Giovedì 20 Settembre, 2007 alle 18:40 |
Questa gita mi è piaciuta molto….e devo dire che anche le foto sono venute bene…..anche qui, con questa nebbia sembra di essere in un paesaggio fiabesco
)…alla prossima…..il tuo amico Bovesano di avventure….Gelu…