Escursione al Monte Losetta – 3054 m – Valle Varaita

Giovedì 9 Luglio, 2009

Dislivello di 1050 m circa.

Tempo impiegato per la salita: 2 ore e 35 minuti circa.

Il Monte Losetta (3054 m) si trova nella Valle Varaita e confina con i valloni di Soustra, Vallanta e Guil (Queyras). E’ molto frequentato per la facilità con cui lo si raggiunge e soprattutto per l’ottimo panorama che offre sul versante ovest del Viso e delle cime che lo contornano.


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Dopo qualche settimana trascorsa in Grecia, lontano dai miei monti, sentivo che il corpo richiedeva di essere ritemprato nel fisico e nello spirito; avevo bisogno, insomma, di scarpinare di nuovo un po’ per poter ritrovare la pace delle nostre cime e la forma persa nella vacanza. Tra i tanti itinerari con cui ricominciare, la scelta è caduta sul Monte Losetta (3054 m), vuoi per la facilità con cui si può raggiungere la sua cima, vuoi per la bellezza del percorso fatto interamente nel lungo e verdissimo vallone di Soustra, ma soprattutto per lo spettacolo che si gode dalla sua cima verso la parete ovest del Re di Pietra, che ti appare all’improvviso, maestosa e imponente.

E’ stato facile convincere gli instancabili amici Gelu e Massimo, che non si tirano mai indietro quando c’è da faticare sui monti, anche se abbiamo dovuto fare la levataccia per trovarci, attorno alle 7:00 del mattino di martedi 7 luglio 2009, alla partenza iniziale del Vallone di Soustra. Il percorso, tutto ben segnalato, inizia dopo il terzo tornante della strada che da Chianale sale al Colle dell’Agnello.

Posata l’auto in uno slargo di fronte ad alcune grange (2007 m) seguiamo il sentiero GTA (U18) che sale con pendenza graduale alla sinistra del rio. La giornata è serena e, data l’esposizione ad est, troveremo per gran parte delle salita il sole in faccia che non ci permetterà di fotografare il vallone all’andata.

Si arriva dopo un po’ nei pressi del pianoro della Grangia Bernard (2155 m) dove i margari hanno riportato nei giorni scorsi le loro mandrie a pascolare nell’erba, verde e folta. Più in alto fanno apparizione anche tre camosci che quest’inverno se la sono vista davvero brutta.

Il sentiero che per un buon tratto si tiene a distanza dal rio, passa nelle vicinanze di alcune cascate che scaricano tutta la loro acqua proveniente dal vallone laterale del Pis. Verso il fondo il vallone incomincia a restringersi e il sentiero, scavalcando un malridotto ponticello, inizia a salire più deciso affiancando il torrente che si presenta in questo punto ancora ricoperto di neve.

Più sopra, nei pressi della Capanna della Losetta (2536 m), il sentiero si perde un pochino tra alcune lingue di neve. Lasciata a sinistra la traccia per il Passo di Soustra (2850 m) la salita diventa di nuovo più impegnativa per alcuni tratti ripidi di neve durissima, che precedono il Passo Losetta. Ci rammarichiamo ora di non avere i ramponi, lasciati in macchina per liberarci di un po’ di peso e soprattutto perché non ci aspettavamo una neve ancora così ghiacciata.

Tenendoci il più possibile sulle rocce, facendo attenzione ad evitare pericolosi scivolamenti, riusciamo a guadagnare il Passo Losetta (2872 m). All’arrivo veniamo subito investiti da un vento gelido che ci fa indossare pile e guanti. Siamo ora affacciati sul Vallone di Vallanta. Lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi, con il Monviso a due passi, è grandioso.

Arrivo al passo Losetta

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Recensione GPS Garmin eTrex Vista HCx

Giovedì 18 Giugno, 2009

Nota: questo articolo è in primo luogo una recensione di un particolare dispositivo, ma potrebbe interessare anche a chi si sta chiedendo più in generale se davvero vale la pena utilizzare un ricevitore GPS durante le escursioni.

In passato abbiamo già parlato di quanto sia utile disporre, durante le escursioni, di un navigatore satellitare.

Trovare il più adatto a noi però non è stato facile: ne volevamo uno discretamente avanzato, intuitivo, con supporto per cartografia, buona durata della batteria, altimetro barometrico e bussola, che fosse venduto ad un prezzo ragionevole (massimo 300 euro). Non ci sembrava di chiedere nulla di trascendentale, ma la realtà è che non esistono ancora prodotti che soddisfano tutti questi requisiti: purtroppo bisogna scendere a compromessi.

Il primo scoglio è stato la scelta del produttore. Ce ne sono di famosi come Garmin, con decine di prodotti tra cui è difficile orientarsi; ce ne sono altri, come MyNav, che forniscono troppa poca documentazione per essere presi seriamente in considerazione; ce ne sono altri come Magellan che sono duramente criticati nelle recensioni. Per stare tranquilli abbiamo preferito Garmin.

Dopo una lunga ricerca abbiamo acquistato a poco meno di 200 euro (in Inghilterra dall’eccellente Amazon) un prodotto dall’interessante rapporto qualità/prezzo: il Garmin eTrex Vista HCx, per le cui caratteristiche rimandiamo direttamente al sito ufficiale (attenzione alla sigla completa: esiste una versione molto simile ma senza la ‘x’ finale, che è più economica perché non dotata di slot per scheda Micro SD).

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Garmin eTrex Vista HCx

Negli ultimi mesi l’abbiamo utilizzato in parecchie escursioni, alcune delle quali anche descritte qui su Cuneotrekking (Monte Vanclava e Monte Bodoira). Dopo approfonditi test sul campo possiamo dire che si è rivelato una scelta eccellente, seppure con alcuni limiti. Ma andiamo con ordine.

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Escursione al Bric Costa Rossa – 2404 m – Valle Colla

Lunedì 15 Giugno, 2009

Dislivello di 1404 metri.

Il percorso non presenta particolari difficoltà. Tempo impiegato per la salita: 2 ore e 20 minuti andando di buon passo (in condizioni normali prevedere una mezz’oretta in più).

Il Bric Costa Rossa (2404 m) è la cima più alta del Monte Bisalta ed è visibile da tutta la provincia Granda. Posto a confine tra numerose vallate, è raggiungibile da Boves, Peveragno, Pradeboni, Chiusa Pesio, Vernante, Robilante o Limone.

In questa gita descrivo il percorso che ho fatto partendo da Boves. Per raggiungere il punto di partenza, “il Büscajè”, occorre superare le frazioni Castellar e San Giacomo e proseguire lungo la strada che costeggia il torrente Colla. Dopo qualche chilometro la strada diventa sterrata e continua per terminare in un piccolo parcheggio posto a circa 1000 metri di quota.

Giovedì 4 giugno 2009. Mi trovo alla partenza del Büscajè alle 6 del mattino. La giornata promette bene e, nonostante l’ora, la temperatura è abbastanza mite. Ho caricato nello zaino anche i ramponi, ma non li utilizzerò.

Seguo il sentiero che prosegue sulla destra del torrente Colla e che dopo circa 400 metri si stacca dal torrente e inizia a salire sulla destra verso il limitare del bosco. Nei pressi di una traballante palina inforco una decisa rampa che va a sparire nel bosco di faggi.

Alcuni ripidi tornantini fanno guadagnare rapidamente quota. Per non perdere di vista il sentiero occorre seguire le tacche che in alcuni punti sono rosse, in altri gialle. Questo tratto è abbastanza sostenuto e si svolge quasi interamente nella faggeta.

Dopo una quarantina di minuti arrivo alla conca dove è stato recentemente costruito il rifugio Ceresole 1550 m (per le chiavi rivolgersi al negozio di Castellar). Un’ottima fontana fresca nei suoi pressi offre sollievo.

Il nuovo rifugio Ceresole (1550 m)

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Escursione al Monte Bodoira – 2747 m – Valle Maira

Domenica 7 Giugno, 2009

Dislivello di 1054 metri. Dislivello reale di 1161 metri (inclusi sali e scendi). Sviluppo totale: 14,16 km.

Tempo impiegato per la salita: 3 ore circa.

Il Monte Bodoira (2747 m) è situato sulla dorsale che separa la Valle Stura (all’altezza di Pietraporzio) dalla Valle Maira. Cima facile da raggiungere dall’altipiano della Gardetta è molto frequentata anche da chi pratica lo scialpinismo. Offre, per la sua elevazione, panorami estesi sull’altipiano della Gardetta e sulle Alpi a trecentosessanta gradi.


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Il giorno prima della gita mi sento con Massimo, un nostro lettore, e in breve tempo combiniamo l’escursione. Non ci eravamo mai incontrati prima dal vivo e per entrambi si tratta di una meta mai raggiunta. Sappiamo che la zona è molto panoramica e vogliamo vedere questo paesaggio prima che la neve se ne vada.

Mercoledì 27 maggio 2009. Ci troviamo a Dronero alle 5:30 di mattina; partiamo presto per goderci appieno questa giornata che le previsioni danno bella. Sono sempre più convinto che per apprezzare la montagna in tutti i suoi aspetti occorra partire di buon’ora. Ne abbiamo la prova quando, salendo verso il Preit, giungiamo in prossimità di Canosio (1323 m). Un centinaio di metri prima del paese ci imbattiamo in una famiglia di cervi: un maschio (dotato di un palco di corna straordinario), con la femmina e il piccolo che ci osservano per una ventina di secondi. Quando esco dall’auto per prendere la macchina fotografica, che ovviamente si trova nello zaino nel bagagliaio, fuggono via in un batter d’occhio.

Proseguiamo poi fino al Preit e continuiamo sulla strada asfaltata ancora per circa un chilometro, appena oltre la grangia Selvest. Alle 6:35 circa siamo di partenza a quota 1700 metri. Seguiamo la strada asfaltata che sale in direzione dell’altipiano della Gardetta. Anche qui la neve ha fatto parecchi disastri, portando e sparpagliando a valle massi e larici che ora giacciono inermi dappertutto. Prima di arrivare al Colle del Preit (2083 m) appare sulla sinistra la sagoma di Rocca la Meja (2831 m) che ci farà compagnia per gran parte della giornata.

In salita dal Preit

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Escursione con racchette da neve al Monte Vanclava (Tête de Vauclave) – 2874 m – Valle Stura

Martedì 26 Maggio, 2009

Nota: in questa descrizione riportiamo molte interessanti statistiche calcolate utilizzando un GPS Garmin eTrex Vista HCx, che è abbastanza differente dal Garmin Forerunner 405 di cui avevamo parlato nell’articolo L’uso di un GPS durante le escursioni. Per maggiori informazioni vi rimandiamo alla pagina in cui l’abbiamo recensito.

Dislivello di 862 metri. Dislivello reale di 1022 metri (inclusi sali e scendi). Sviluppo totale: 12,55 km.

Tempo effettivo impiegato per la salita, escluse le pause: 1 ora e 48 minuti.

Il monte Vanclava (2874 m) è posto a confine tra la Valle Maira e la valle dell’Ubayette. E’ situato a ridosso del Monte Oronaye (3100 m) in posizione panoramica tra i Monti Feuillas (2867 m) e Scaletta (2840 m). E’ anche raggiungibile, con percorso diverso, da Chialvetta (Valle Maira).


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Quando ero salito al Passo della Gardetta (2437 m), guardandomi alle spalle avevo intravisto, alla destra del Monte Scaletta e vicinissima all’Oronaye, una bella punta che ho poi localizzato come Monte Vanclava.

Monte Vanclava visto dal Passo della Gardetta

La curiosità mi ha spinto ad arrampicarmi fin lassù per vedere il paesaggio da un’angolatura diversa. Approfittando del bel tempo, martedì 19 maggio mi metto in viaggio verso il Colle della Maddalena con Valerio che all’ultimo momento è riuscito a prendere un giorno di ferie.

Oltrepassato il valico ed entrati nel dipartimento francese Alpes de Haute Provence lasciamo l’auto in un piccolo spiazzo sulla destra (1948 m) dove parte il percorso. Il sentiero da seguire è quello che porta verso i laghi Roburent (2436 m); sentiero che, dopo qualche centinaio di metri, si perde tra la neve. In ogni caso bisogna seguire l’insenatura sulla destra idrografica del torrente fino a raggiungere il Vallone dell’Oronaye. Poco prima si attraversa il torrente verso destra, su neve portante, per tagliare e portarsi in direzione del Colle di Roburent.

Scorciatoia verso il Vallone dell’Oronaye

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